giovedì 29 settembre 2011

Il neutrino non è il tachione


Sempre parlando dei neutrini, se nel vuoto la loro velocità fosse superiore alla costante C, non sarebbero comunque tachioni, particelle che hanno o energia e quantità di moto reali, con massa a riposo immaginaria, oppure se la sua massa a riposo e la sua quantità di moto sono reali, com energia immaginaria.
Proprietà strane, ma che rispecchiano le previsioni della relatività ristretta: i tachioni godono di due proprietà particolari:
1) La loro velocità aumenta al diminuire dell'energia, di conseguenza non possono scendere sotto la velocità della luce;
2) La freccia del tempo per loro è invertita.
Ora:
a) esistono i neutrini posso essere più lenti della velocità della luce nel vuoto, vedi quelli emessi dal sole
b) rispettano il secondo principio della termodinamica, quindi la freccia del tempo è uguale a quella di tutto l'universo
Quindi è necessario riscrivere le trasformate di Lorentz, per rendere coniugare i dati concreti con le previsioni teoriche che hanno portato ai tachioni

mercoledì 28 settembre 2011

Lecco Street View

Dal 6 al 9 ottobre si svolge Lecco Street View. Street Art and Writing, manifestazione pubblica che intende riqualificare le aree degradate della città, unendo artisti affermati e giovani esordienti.

Tutti insieme gli artisti selezionati parteciperanno in diversi modi alla realizzazione di wall painting e murales sui muri adiacenti al passaggio pedonale che costeggia Via Ferriera, nel tratto dalla Stazione Ferroviaria al Centro Commerciale Meridiana fino al ponte in ferro che collega Via Carlo Porta a Via Arlenico.

La curatrice Chiara Canali ha coinvolto alcuni protagonisti della prima generazione del writing italiano, conosciuti a livello nazionale e internazionale, come Atomo, Airone, KayOne, Dado, Rendo, e altri artisti che dal lettering wildstyle sono passati a un linguaggio di tipo figurativo, come Gatto Nero, Max Gatto, Sand, Teatro, Mr. Wany.

Assieme ad essi un gruppo di street artists ormai entrati a far parte del sistema ufficiale dell'arte pur continuando a lavorare anche in strada, come Orticalnoodles (noto per la riproduzione di un Cristo tipizzato), Zibe (riconoscibile dall'icona del personaggio dei telefilm Arnold), Pao (l'artista dei panettoni-pinguino), Santy (il writer dei balconi), e ancora Sonda, Nais, Sea Creative. Sono poi stati selezionati alcuni giovani artisti italiani emergenti attivi sul territorio lecchese come Tenia, Sbafe, Zolfo, Pneone, Nicola Villa, Marco Menaballi e direttamente da Parigi è in arrivo la giovane street artist Madame nota per i sui assalti parigini con stencil dall'iconografia retrò.

Farà la sua apparizione anche Bros con l'installazione permanente di una scultura che installa nel giardino adiacente l'area del painting, con un'ironica boutade dedicata nientemeno che ad Alessandro Manzoni. Infine Ivan il Poeta di Strada che qualche giorno prima dell'inizio della manifestazione, darà vita a un laboratorio didattico in collaborazione con una classe del Liceo Scientifico Statale "Grassi" di Lecco, per la realizzazione del "verso più lungo del mondo" poi trasposto in assalto poetico.

L'evento continuerà nel biennio successivo attraverso ulteriori fasi, con la realizzazione di una di una mostra finale di Street Art e Writing negli spazi espositivi della Torre Viscontea (primavera-autunno 2012) e la continuativa individuazione di altre zone, aree e luoghi da riqualificare all'interno del circondario di Lecco.

Il mortimonio


Ospite dell'evento Nightitalia Unpublished Culture per la presentazione del 6° numero della rivista glamour/underground NIGHT ITALIA “APOCALYPSE HOW” – (Marco Fioramanti e Anton Perich) che si svolgerà giovedì 6 ottobre 2011 dalle ore 18 alle 24 presso l’Associazione Culturale TRAleVOLTE


"IL MORTIMONIO"

di Mauro Petrarca, Sylvia Di Ianni e Riccardo Alemanno

Il recital elecrto-crepuscolare "Il mortimonio" è frutto della regia di Sylvia Di Ianni, che, su ispirazione di alcuni brani di Mauro Petrarca, ha unito la propria performance " The girl robot plays the bell game" (musica di Riccardo Alemanno) con l'esecuzione dal vivo degli stessi brani da parte dell'Autore Petrarca e di Alemanno, costruendo, cosi', un'azione scenica sul disfacimento di un legame matrimoniale appena costituito, interpretata dai tre artisti.


Associazione Culturale TRAleVOLTE
Piazza di Porta San Giovanni, 10
00185 Roma

Tel e fax 0039 06 70491663
tralevolte@yahoo.it
http://www.tralevolte.org/

martedì 27 settembre 2011

Giorni

Giorni di Alessandra MR D'Agostino

ZONA 2011 – pp. 140

Euro 12 - ISBN 978 88 6438 234 0

In tutte le librerie e su www.ibs.it

www.editricezona.it

Simona, sai come la penso. Per me omosessualità è andare contro natura.
E cos’è secondo natura allora, Ilda?
Beh...
Forse due persone di sesso opposto che mal si sopportano e coabitano per dovere verso i figli o chissà quale altro principio che li abbia uniti anni prima?
... ... ...
Oppure la malattia? La malattia in fondo è un decorso naturale non ti pare?
Non saprei...
E la morte allora? In fondo chi vive deve poi anche morire o no? Più naturale di così??

L’ho immaginata così, io che sono un lettore e non uno specialista, la scrittura di Alessandra, un ago e un filo che si infilano in una stoffa tutta milanese. Ci si può far anche male se non si sta attenti, se si è dei dilettanti.

Pungersi. E lo scrivo pensando anche alla scultura di Claes Oldenburg di Piazza Cadorna, inno ad una Milano laboriosa che vive un po’ alla luce, a volte troppo intensa ma anche nascosta, sotto... e non parlo solo della metropolitana.

Insomma sono linee che si intrecciano e sommandosi formano una topografia cittadina, fili che si tirano, emergono, si stendono, spariscono per un attimo, un passo in avanti.

(dalla Postfazione di Fabio Sartor)

Alessandra MR D'Agostino è nata a Sesto San Giovanni, nel villaggio operaio delle Acciaierie Falck. Vive e lavora a Milano.

Germanista, scrive romanzi, testi pubblicitari ed è autrice teatrale. Ha pubblicato Voice Recorder, Salva con nome (con Filippo Loro), Vertoiba 5, La regola dei salici (con Paolo Marengo) oltre che innumerevoli racconti per antologie, vincitori di concorsi letterari. Tiene laboratori di scrittura terapeutica. È autrice e tutor del progetto Human Book del Quartiere Crescenzago di Milano. Ride della vita. Adora i gatti neri, e i Teletubbies.

Ha due blog di scrittura:

www.labottegadiscrivana.splinder.com
www.pizzoccherieprimavere.splinder.com

alessandramrdagostino@gmail.com

Poeti d'Azione


Marco Moretti


Su Quaz Art, nuova intervista allo scrittore Marco Moretti esponente dell'avanguardia connettivista

lunedì 26 settembre 2011

L'amico del neutrino (Parte III)

http://nazioneoscura.wordpress.com/2011/09/25/il-neutrino-dal-cern-al-gran-sasso-e-passato-da-torriglia/
E' un articolo, ben fatto che evidenzia alcuni problemi dell'esperimento sui neutrini.
Il primo di ordine pratico, legato alla questione dell'errore sistemico: il secondo, filosofico, sulla legittimità di estrapolare un dato da condizioni al contorno diverse.
In pratica, perchè il comportamento del neutrino sulla Terra dovrebbe essere uguale nel vuoto ?
Perchè nel vuoto, il neutrino dovrebbe superare lavelocità costante c ?
Ovviamente, è valida anche la domanda contraria... Per tagliare la testa al toro serve un ulteriore esperimento
Sulla tesi alla Odifreddi, contenuta nel testo, ribadisco la mia posizione.
Le relatività ristretta è basata sulle trasformazioni di Lorentz, a sua volta basate sulle equazioni di Maxwell
Consideriamo la quarta equazione di Maxwell. Nel caso di una particella che oscilla nel vuoto (i=0) essa diventerà quella descritta nell'immagine
Ora l'inverso della radice quadrata del prodotto tra la costante dialettrica nel vuoto e la permeabilità magnetica nel vuoto è la velocità della luce nel vuoto.
Di conseguenza, per sostituire a questa la velocità del neutrino nel vuoto, oltre che verificare che questa sia costante al di là del sistema, è necessario dimostrare che la quarta equazione di Maxwell è un'approssimazione di un qualcosa di equivalente che unifichi l'interazione elettrodebole con l'interazione forte.
Il che è tutt'altro che immediato sia dal punto di vista delle formule, sia della loro giusticazione teorica....Ne l'altra soluzione, l'introduzione di termini aggiuntivi alle trasformazioni di Lorentz, pone problemi minori

As a clown

Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 18,30 inaugura alla Factory-art gallery di Berlino la personale di Andrea Contin dal titolo As a Clown, una selezione dei più significativi lavori dell’eclettico artista italiano, dagli esordi, alla fine degli anni ’90, fino ad oggi. Per l’occasione verrà presentato un catalogo che raccoglie le immagini delle opere e i testi più significativi dedicati in questi anni all’artista da critici, artisti, scrittori e amici.

Factory-art espone una selezione dei lavori più importanti della produzione di Andrea Contin, quasi una retrospettiva che rappresenta un primo importante sguardo sull’insieme dell’opera di questo artista, autore di video, installazioni, performance, oggetti e disegni la cui intenzione concettuale viene espressa all'insegna della sintesi rigorosa e dell'ironia.

Da sempre protagonista attivo delle proprie opere, Contin affronta con leggerezza e profondità temi e archetipi alla base dell'esistenza come la morte e la lotta, che sia rituale o per la sopravvivenza, attraverso una potente energia primaria dal sapore catartico e iniziatico.

La sua storia è un intersecarsi di esperienze in campi diversi, ma sempre finalizzate alla costruzione dell’opera-uomo, di un’unità esistenziale fra Arte e Vita che è il vero soggetto della sua ricerca. Una visione istintivamente olistica pervade il lavoro di questo artista, che intreccia l’esperienza all’opera in una fusione che rende l’aspetto estetico, pur preciso e potente, subordinato all’espressione dei contenuti emozionali. Ogni scelta, ogni bivio, ogni approccio, dalla musica ai lavori di fatica, dalla danza alla boxe, dall’insegnamento al lavoro sociale, dalle esperienze simboliche all’analisi, è in realtà una discesa ai suoi propri inferi ogni volta da una strada diversa. Ogni volta c’è un ritorno, rinnovato in parte, spinto alla prossima discesa. Ogni volta rischiando la caduta, il caos, la perdita, l’oblio, ma senza mai, in realtà, perdere il filo del suo discorso.

C’è caduta in Freezer, tomba, altare sacrificale, mattatoio. Oblio in Una furtiva lacrima. Rabbia cieca ne Il buon andrea. Sconfitta ne L’entrée des gladiateur. Rivalsa in Matello. Ma c’è sempre l’àncora dell’ironia, il doloroso bisogno di empatia, la speranza concreta, la potente energia. C’è catarsi e rinnovamento, lento e inesorabile, che scorre da un’opera all’altra, in un flusso che le lega in un ordine non cronologico ma emotivo, energetico, spirituale.

Un lavoro, quello di Contin, emotivamente forte ma mai retorico, che aggira la percezione razionale per arrivare direttamente ed empaticamente al centro, alla pancia, allo stomaco, al vissuto dello spettatore che si aggiunge a quello dell’artista grazie alla forza della metafora e alla semplicità di un linguaggio potente ma elegante e diretto.

domenica 25 settembre 2011

Vittoria di Alessio Brugnoli al premio Kipple


Alessio Brugnoli, caporedattore di Quaz Art, ha vinto l'edizione 2011 del Premio Kipple, con il suo romanzo Il Canto Oscuro

L'amico del neutrino (Parte II)

Ammettiamo che i risultati del Cern sul neutrino siano validi, al di là di qualsiasi errore sistemico che come già detto in precedenza, può essere sempre possibile.

Che impatto ha sulla relatività speciale questa scoperta ?

Con questa teoria, nel 1905 Einstein risolve la contraddizione tra la fisica di Newton e Galileo ed elettromagnetismo.

La prima afferma che tutte le leggi fisiche sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento inerziali.

Il secondo che la luce viaggi sempre alla stessa velocità c, indipendentemente dal sistema di riferimento scelto.

Due principi, tra loro incompatibili che però Einstein coniuga utilizzando le trasformazioni di Lorentz che legano spazio e tempo, tramite la grandezza beta, pari al rapporto tra velocità del corpo e velocità della luce.

E ridotta la questione all'osso, tale legame indica come allle velocità prossime a quelle della luce la contrazione spaziale tende allo zero, mentre la dilatazione temporale tende all'infinito.

Quindi la velocità della luce costituisce la velocità limite di ciò che è dotato di massa: perciò Odifreddi quando scrive

la relatività di Einstein non prevede affatto che la velocità della luce non possa essere superata! Lo si dice continuamente, ma questo non significa che sia vero. Ciò che la relatività prevede, è soltanto che ci debba essere una velocità limite che non può essere superata.

dimostra un'ignoranza abissale sull'argomento...

Ora il neutrino, andando più veloce della luce, non viola nè il postulato della meccanica classica, nè quello dell'elettromagnetismo, ma invalida l'attuale formulazione delle trasformazioni di Lorentz.

Quindi una nuova relatività dovrebbe riscriverle: ma come ?

La via più semplice sembrerebbe quella di sostituire alla costante c, la velocità del fotone nel vuoto, una costante che indichi lo stesso valore per il neutrino.

Però, il neutrino ha lo stesso comportamento della luce, ossia che la sua velocità sia costante al di là del sistema di riferimento ?

Non lo sappiamo, si può verificare tramite un esperimento analogo a quello di Michelson-Morley.

Se la risposta è positiva, nelle trasformazioni di Lorentz basta sostituire una costante con un altra.

Però rimarrebbe aperta la questione di perchè esista una classe di particella con le caratteristiche di invarianza e di cosa accomuna i suoi membri.

Se invece è negativa, sarebbe necessario modificare le trasformazioni, introducendo un termine che impedisca a beta di andare a 0 per valori prossimi alla luce e soprattutto darne una giustificazione teorica.

sabato 24 settembre 2011

Grande è la Città


Frammenti di Luce


Articolo di Emanuela Cinà, collaboratrice di Quaz Art, dedicato alla mostra che la Galleria Tondinelli sta tenendo in ricordo dell'Undici Settembre

L'amico del neutrino (Parte I)


Il CERN ha annunciato come il neutrino abbia una velocità maggiore di quella della luce.

Proviamo a far una serie di considerazioni sull'evento. Sicuramente gli scienziati possono essersi sbagliati, di errori umani o di taratura di strumenti è piena la storia della scienza.
Tutto può essere nella vita, però da una parte l'esperimento soddisfa la condizione di replicabilità, sono sei mesi che di riffe e di raffe si ottiene questo risultato, sia di indipendenza, il progetto Minos, all'epoca considerato inattendibile, aveva già ottenuto misurazioni analoghe a quelle del Cern.
E quindi conseguenze della scoperta e spiegazione del fenomeno ?
Ipotesi 1: gli esperimenti come il Super-Kamiokande che avevano mostrato come il neutrino avesse una minima massa, da 100.000 a 1 milione di volte inferiore a quella dell'elettrone, col valore più probabile intorno a 0,05 eV/c2, sono errati.
Secondo quanto inizialmente previsto dal Modello Standard, i neutrini non hanno massa, analogamente ai fotoni.
In tal caso, la relatività non vieta che i neutrini possano superare la velocità della Luce
Quindi nella fisica attuale non cambia in generale nulla
Ipotesi 2: I neutrini hanno massa, però il fenomeno di oscillazione è più ampio di quanto stimato.
In pratica i neutrini, oltre a variare tra autostati che generano diversi leptoni, posso raggiungere anche condizioni di massa "virtuale"
Idea che oltre a spiegare le misure del Cern, darebbe una spiegazione completa ed elegante al problema dei neutrini solari riguarda ossia la una grossa discrepanza tra il numero osservato di neutrini che arrivano sulla Terra e il numero predetto da modelli teorici dell'interno del Sole.
E che farebbe scopa con i modelli caotici di gravità quantistica a loop che avevano la massa virtuale dei neutrini tra le loro "bizzarre" conseguenze, assieme, ad esempio, al Tempo come proprietà emergente dell'Entropia.
E soprattutto Stringhe ed affini possono finire nel dimenticatoio
Di fatto i pezzi della fisica moderna rimangono invariati, cambia soltanto il modo di ricombinarli
Ipotesi 3: I neutrini hanno massa e non sono soggetti al fenomeno descritto al punto 2
O i neutrini saltano in altre dimensioni (il famoso iperspazio) o l'universo è olografico, oppure semplicemente la relatività di Einstein è un caso particolare di una teoria più ampia...
Quindi, la fisica moderna è da riscrivere

venerdì 23 settembre 2011

ZAGO & YOUR FRIENDS


Dal 12 Novembre 2011 si terrà a Londra, la mostra ZAGO & YOUR FRIENDS in cui 100 artisti hanno realizzato ognuno unopera su cui Zago è intervenuto con la sua arte riciclona.

Tutti i 100 dipinti saranno in vendita nel Regno Unito durante le varie Mostre a 350 Euro L’Una che sono già 6 durante l’anno 2011/2012

Tutti i proventi della vendita andranno a sostenere il Centro Pediatrico di Bangui di Emergency.

Le sedi delle mostre sono:

12-13 novembre 2011: @ Basildon, San Giorgio Suite

21 Novembre – 18 dicembre 2011: @ Enfield, Dugdale Centro

23 Gennaio – 13 Febbraio 2012: @ Barking, la Galleria

17 Febbraio – 4 marzo 2012: @ Greenwich, Victoria Hall

5 MARZO – 23 marzo 2012: @ Hatch End, Harrow Arts Centre

26 marzo – 6 Aprile 2012: @ Wimbledon, Art Gallery

Di seguito l'ottima presentazione dell'evento scritta da Valentina Basile


L’arte contemporanea si affida continuamente a nuove sperimentazioni. Il discorso che vuole pronunciare con parole dettate da un gusto nuovo e da vicende storiche mutate, è quello già scritto dai grandi artisti del ‘900, che, inscrivibili nelle cosiddette avanguardie artistiche, hanno spalancato una volta per tutte la strada all’utilizzo di materiali atipici. Si cominciò con sabbie, plastica, sugheri, lamiere di ferro. Fu poi la Pop Art ad introdurre l’impiego dei rifiuti come materiale artistico ed è da questa esperienza, svuotata da quell’idea di serialità provocatoria che la accompagnò e riempita di significati nuovi e profondi che si fa largo l’idea del riciclo. D’altronde l’arte oltre ad un’esperienza sensoriale - e psicologico - emotiva - è da sempre fenomeno sensibile alle problematiche del suo tempo.

Gli artisti colgono in sferzate di pennello, scalpello o altro ancora i dolori che affligono la società, le sue gioie e i suoi periodi d’oro, le parabole ascendenti e il suo colare a picco. L’arte di questi tempi si confronta perciò con tematiche e problematiche generate da un mondo sempre più tecnologico ed artificiale, a partire dall’inquinamento. Ed è per questo che si ritrova nella pratica genuina e sempre più diffusa del riciclo, prendendo a modello le parole di Gabriel García Márquez: “Le cose hanno una vita propria, si tratta soltanto di risvegliargli l’anima”. Qui il rifiuto, l’oggetto che sarebbe destinato all’abbandono nelle discariche sempre più affollate, subisce una duplice rivalutazione: dapprima viene considerato degno di essere utilizzato di nuovo e quindi riacquista vita e modalità d’uso, poi viene elevato ad oggetto artistico, per cui viene inserito all’interno di un prodotto creativo. E ne diviene parte integrante, acquista la valenza di strumento e veicolo delle emozioni dell’artista al pari di elementi nobili quali il colore o il disegno.
Gli artisti, riuniti per Emergency nella mostra Zago and your friends, sono diversi fra loro per nazionalità, preferenze cromatiche ed espressive. Si tratta di opere cosiddette a due mani, ma l’innovazione vera sta nel fatto che tutti e cento gli artisti partecipanti si siano affidati alle mani e all’ingegno di un unico artista: Gianantonio Zago Marino.

L’operazione cui sono andati incontro è rischiosa: hanno sviluppato le loro opere, ma acconsentendo che un altro artista vi lavori ulteriormente, accettano anche che le loro creazioni si trasformino in qualcos’altro, che resta una loro espressione intrinseca, ma al tempo stesso diviene qualcosa di completamente nuovo, modellato da un’operazione di osmosi culturale ed artistica. Materiali e tecniche miste caratterizzano quindi i quadri in esposizione, ma i lavori sono uniformati da una comune ricerca espressiva, che diventa un’esperienza tattile, perché è possibile percepire la materia che affiora dallo spazio-limite del quadro ed invade la realtà. Ed è anche quest’ultima che a sua volta varca il limen, la soglia dell’opera e ne diventa un’estensione, perché la tela è costituita da oggetti veri, elementi protagonisti della vita quotidiana di ciascuno.

Si tratta di una scelta non casuale di oggetti che però sono stati trovati per caso, vicino ai cassonetti, agli angoli delle strade.

Zago guarda ai materiali da inserire in base a fattori emotivi ed estetici, rispettando l’armonia di un’opera già conclusa. E crea in alcuni casi effetti di tromp l’oeil, in cui l’elemento pittorico richiama quello materico e quasi vi si confonde.

Fotografie di Sogni

Su Potpourri Mensile a pagina 86-87, uno speciale sulla pittrice Ivana Gullo, presente su Quaz Art

Antonio Fiore


La galleria Tartaglia Arte, in concomitanza della 7a edizione della “Giornata del contemporaneo indetta dall’AMACI, inaugura, in sede, giovedì 6 ottobre 2011 ore 18,30, la nuova stagione con la mostra personale dell’artista Antonio Fiore “UFAGRA’- La cosmopittura neofuturista”: 24 opere tra acrilici e tecniche miste su tela e legno.

Sarà presente l’opera "Unità d'Italia - 150 anni", reduce dall’esposizione a Palazzo Venezia, Padiglione Italia – Regione Lazio della 54. Esposizione d’Arte Internazionale della Biennale di Venezia, invitato dal Prof. Vittorio Sgarbi su segnalazione del Prof. Giorgio Di Genova.

In contemporanea con la mostra un’opera del Maestro verrà esposta, dall’ 8 al 18 ottobre, visibile 24 ore su 24, nella Galleria Opera Unica, in via della Reginella 26, Roma.

La mostra, che intende onorare la celebrazione del 150° anno dell’Unità d’Italia, è corredata di un catalogo di 112 pagine, con l’introduzione di Riccardo Tartaglia, direttore della Galleria, e il saggio dello Storico dell’Arte Giovanni Lista. Nel testo, il Prof. Lista ricostruisce, argomentatamente, il tragitto artistico del Maestro dal 1978 ad oggi, evidenziando la continuità del movimento del Futurismo, scrivendo:

“…Sottoscrivendo la Dichiarazione di “Futurismo Oggi”, Fiore incanala l’incisività e la vitalità del proprio segno pittorico all’interno di un progetto ideologico di esplosivo entusiasmo futurista, pervaso da volontà di rinnovamento, spinta ideale, ferrea volontà decisionale, intensa tensione verso il domani...

Affermandosi come un rilancio continuo di riferimenti formali e suggestioni ideali al futurismo, l’esperienza di Antonio Fiore può considerarsi, in ultima analisi, come la stagione più attuale di una fase storica dell’arte italiana che dimostra di essere ancora viva e pulsante.

Le celebrazioni per il centenario del futurismo hanno recentemente testimoniato della vitalità e dell’attualità creativa di un movimento che ha sigillato il momento di massima appropriazione dell’identità artistica nazionale. L’eredità del futurismo emerge ormai in tutta la sua pregnanza sperimentale e la sua esclusiva vivacità espressiva, continuando a nutrire e irrobustire un immaginario del dinamismo universale o delle modalità linguistiche che, avendo attraversato le contingenze storiche, possono nuovamente incanalarsi in soluzioni estetiche significative. Rimodellando secondo la vitalità e la freschezza del gusto contemporaneo, il lascito formale e l’impeto sperimentale di alcuni momenti chiave dell’esperienza futurista, in particolare la ricerca di Balla e la stagione dell’aeropittura, Fiore dà prova di straordinaria vivacità intellettuale, di profonda cultura d’avanguardia e di grande sensibilità poetica, coniugando audacia stilistica e tensione ideale, proponendosi così come una delle voci significative cui il pensiero futurista dà ancora oggi stimolo. Con la cosmopittura di Fiore, il futurismo dimostra, infatti, di poter andare oltre la residua impetuosità della propria mitologia, e di continuare a dare forma specifica a un’identità dell’arte italiana”. (Giovanni ListaControlla ortografia)
L’artista

Antonio Fiore è nato a Segni nel 1938, dove vive e lavora. Inizia a produrre con maggiore continuità dal 1977, in seguito all’incontro con Sante Monachesi, di cui frequenta lo studio fino al 1984, aderendo e collaborando al Movimento Agrà. Tra il 1978 e il 1979 fa la conoscenza delle figlie di Balla, Luce ed Elica, con le quali manterrà un bellissimo rapporto e una lunga amicizia. Alla metà degli anni ’80 aderisce alla dichiarazione di Futurismo Oggi” redatta da Enzo Benedetto e firmata dai futuristi viventi. Ha partecipato a moltissime rassegne in Italia ed all’estero. Ha ricevuto vari premi. Le sue mostre sono state oggetto di servizi radiofonici, televisivi, Rai e online. E’ presente su molte pubblicazioni d’arte tra cui: “Storia dell’Arte Italiana del 900 – Generazione Anni Trenta” di Giorgio Di Genova. Presente in numerosi archivi e biblioteche.

Hanno scritto sulla sua opera, oltre gli artisti futuristi E.Benedetto, S.Monachesi, O.Peruzzi, molti critici, tra gli altri: R. Bossaglia, F. Calzavacca, C. F. Carli, R. Civello, G. Di Genova, M. Duranti, E. Fabiani, D. Guzzi, G. Lista, A. Masi, G. Simongini, C. Strinati, L. Strozzieri, L. Tallarico, A. Valentini.
L’attività artistica

Con lo pseudonimo di Ufagrà, Antonio Fiore inizia il suo percorso artistico alla fine degli anni Settanta realizzando i “Quadri – messaggio” dove predominano le scritte “Pace” e “Amore” ed appare la contrapposizione tra Agrà, sinonimo di elevazione spirituale, e Degrà, sinonimo di violenza. Il tutto deriva dalla poetica, riferita ad un’arte agravitazionale, concepita da Sante Monachesi nei primi anni Settanta. Verso la fine degli anni Ottanta, Fiore avvia un duplice processo di approfondimento linguistico che prima lo porta a ricongiungere le forme cromatiche al disegno sovrapposto, secondo una libera reinterpretazione delle linee-forza, poi a considerare l’intera superficie del quadro come “campo totale” pittorico, sottratto alle zone inizialmente lasciate bianche per poter fare meglio risaltare le scritte.

Successivamente la serie dei “Quadri su legno sagomato” dà sostanza oggettiva alle forme dinamiche, inserendole al vivo nello spazio. Segue la produzione delle “Pitture cosmiche”, delle “Procelle su Marte”, delle “Foreste cosmiche” e relativa segnaletica. La scorta delle esperienze sagomate e tridimensionali, lo porta al superamento della stesura piatta attraverso l’illusione della tridimensionalità, arricchendo così il suo lessico con una pittura modulata da interventi a pois, a rigatino, a puntini che modulano la tessitura dei suoi paesaggi cosmici. Recente è la produzione delle “battaglie cosmiche” con l’inserimento nei quadri dell’acciaio che, come suggerito da Di Genova: “l’acciaio è imitativo, mimetico delle macchie di colore e della piattezza delle campiture. Si ha un riferimento mimetico, simbolico. Dà l’idea delle navicelle cosmiche e le frecce colorate con l’acciaio diventano armi con la punta. Assume il ruolo di durezza come le armi tra i colori. E’ acciaio specchiante così da far diventare più ambigua la percezione: in un dentro/fuori, per un gioco percettivo visivo di andata e ritorno”.

giovedì 22 settembre 2011

Percezioni


Quaz Art, i giorni scorsi, ha appoggiato una campagna dell'Unruly Media.

Occasione per eseguire uno stress test del portale, superato egregiamente, e per riflettere sulla condizione esistenziale dell'Uomo Contemporaneo.

E per ribadire la nostra convinzione che l'Arte non è decorazione, ma produzione di dispositivi virali che entrano nell'animo per cambiare il suo punto di vista ed aprire gli occhi sulla vera natura delle cose

Nicole Voltan Sistema Entropia


In occasione della X edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma la Galleria Whitecubealpigneto è lieta di presentare la mostra di Nicole Voltan Sistema Entropia a cura di Sguardo Contemporaneo che si inaugurerà venerdì 30 settembre 2011 alle 19.00 e durerà sino al 14 ottobre

Di seguito la presentazione dell'evento

« Motherland. Terra madre.Terra, Marte, Mercurio, Venere, Urano, Nettuno, Giove o Saturno?Terra o mondo? Luogo o sistema?Appartenere all'ordine disordinato delle cose,alla complessa e infinita ragnatelache collega ogni singolo elemento di un universo nascosto.Quanti mondi, quanti modi di relazione con essi.Singole identità che si confrontano in un intricato gioco linguistico, dove il tempo è regolatore di tutte le cose »

Con queste parole l’artista introduce Sistema Entropia,, un progetto dove la ricerca di un luogo diappartenenza si snoda in una dimensione ‘macrocosmica’ attraverso due piani paralleli: uno scientifico, mutuando dalla fisica il concetto di entropia; l’altro prettamente linguistico. Secondo la fisica, che studia il legame tra proprietà macroscopiche di un sistema e quellemicroscopiche degli elementi che lo compongono, l' entropia è la misura della quantità di disordine, ovvero di energia inutilizzabile: più l'entropia è alta, maggiori sono le probabilità di combinazione esistenti tra i suoi componenti.

In un sistema isolato in cui né materia né energia possono fuoriuscire,come l'universo nella sua totalità, l'aumento dell'entropia è la condizione naturale dell'essere che permette di stabilire una direzione degli eventi dove ad ogni trasformazione corrisponde una perdita irreversibile d'energia.

Sistema Entropia prova a visualizzare questo processo entropico come un'installazione di quattordici fotografie retro-illuminate al fosforo, in cui delle frecce multidirezionali segnano l'ordine preciso dilettura dell'opera. Ogni fotografia è contrassegnata da una lettera: A-C-E-G-I-M-N-O-R-S-T-U-V e, come in un gioco linguistico, seguendo il percorso prestabilito, è possibile leggere i nomi degli otto pianeti del sistema solare.

Otto pianeti (non nove poiché Plutone, essendo stato declassato a pianeta nano, ha all’interno dello schema una collocazione e una dimensione differenti) e tredici lettere che combinate differentemente compongono l'intero sistema solare. Una luce installata sul soffitto illumina, come il Sole, l’intero spazio espositivo in un tempo ciclico che ricorda quello del giorno e della notte. Le frecce tracciano quindi diverse possibilità di mondi in un percorso di ricerca che appare comunque irreversibile. Spetta forse al linguaggio trattenere questi luoghi?
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Sempre sul Manifesto TQ


Articolo di Francesco Terzago su Scrittori Precari, dedicato al Manifesto TQ, che riprende ed amplia il dibattito aperto da Quaz Art

mercoledì 21 settembre 2011

Grandi Mani


Romperanno i Titani le bronzee porte del Tartaro, reclamando la Terra

Intervista ad Alessandro D'Agostini

Su Quaz Art, l'intervista al maestro Alessandro D'Agostini, fondatore del movimento dei Poeti d'Azione

Home Gallery

Dopo il successo della prima edizione milanese, il progetto h00me gallery di DOPPIOZERO arriva a Roma!
L’idea è semplice: esporre arte contemporanea nelle case di privati, per un piacevole momento di condivisione e scambio.

Il primo appuntamento si è svolto a Milano, in coincidenza del primo compleanno di DOPPIOZERO, società di servizi per l’arte contemporanea, modello d’impresa innovativo, interamente dedicato all’arte e alla cultura, che fornisce svariati servizi, dall’ organizzazione di mostre ed eventi all’ufficio stampe e public relation.
DOPPIOZERO s’impegna sempre a coinvolgere e coordinare diverse professionalità per garantire professionalità ad ogni progetto: l’allestimento in appartamento, che chiaramente segue logiche diverse rispetto a gallerie o spazi istituzionali, è affidata a uno studio di architettura internazionale, mentre un fotografo d’interni garantisce materiale fotografico d’archivio di alto livello.

La cospicua partecipazione di persone interessate, le opere vendute, le nuove connessioni nate durante la serata milanese, le richieste di artisti e proprietari di case di partecipare al progetto, ma soprattutto l’atmosfera creata, danno vita all’edizione romana di h00me gallery.
L’appartamento si trova in uno de quartieri più vibranti della capitale, Testaccio, a due passi dal MACRO Future. Tra gli artisti esposti, la pittrice Christine Finley, la fotografa Luigia Bersani, lo scultore Francesco Diluca, il collettivo Brivido Pop, i pittori Beragnoli e Gioffre.

I proprietari di casa hanno collaborato attivamente nell’organizzazione dell’evento, sostenendo le scelte artistiche di DOPPIOZERO nella selezione dei portfolii degli artisti, e soprattutto aprendo le porte di casa con entusiasmo e curiosità, vera linfa vitale per ogni attività di successo!

Vi aspettiamo

VENERDì 21 OTTOBRE dalle 19

In via Giovanni Battista Bodoni 100, ROMA

martedì 20 settembre 2011

Ultranovecento

Nuova Edizione di Ultranovecento, l'evento patrocinato dalla rivista Ali, che si tiene il 24 settembre alla libreria Einaudi di Rimini e a cui parteciperà Francesco Terzago, editorialista di Quaz Art

Chiara Fersini su PC PHOTO

Chiara Fersini, artista presente su Quaz Art, è intervistata nel nuovo numero di PC PHOTO

Abissi Ghiacciati –Michelangelo Barbieri

Martedì 20 Settembre 2011 alle ore 18 presso l’ex Ghiacciaia, Hotel I Portici via Indipendenza 69 a Bologna, si inaugura la mostra Abissi Ghiacciati –Michelangelo Barbieri a cura di Simona Gavioli- in cui ancora una volta i binomi arte/vino e arte/food giocano un ruolo importante unendosi in un sodalizio sensoriale all’interno della manifestazione sensidivini, viaggio sensoriale tra vino, cibo e arte

Questo è l'ottimo testo critico con cui Simona Gavioli presenta la mostra

Quando si entra nel mondo di Michelangelo Barbieri, di fronte alle sue navi leggere ci si trova nel bel mezzo di una tormenta d’emozioni, catapultato in una tempesta perfetta davanti ad un naufragio con spettatore. La sensazione è quella di essere salvi dai ricordi che ormai pensavi di aver dimenticato ma improvvisamente riaffiorano e si ergono come queste splendide navi, esili, sottili, pungenti e magiche.

Piccoli colossi di legno, rame e ottone che mantengono la loro leggerezza quasi fluttuassero nell’aria e tra le nuvole. Contengono al loro interno parti di una casa che vuole e deve ancorarci alla vita terrena ma alla quale sfuggiamo costantemente.

Cosi Michelangelo ci fa entrare nella sua intimità, nella sua home che al suo interno svela il tormento tipico del viaggiatore che preso dalla follia di partire brama la voglia di tornare. La nave come habitat e quindi come luogo ideale, come tua casa che ti da sicurezza e certezza perché la vedi e la vivi da dentro, ma ti accorgi che è una nave solo se la scorgi da fuori.

Non è un caso la scelta dell’ex Ghiacciaia che per questa mostra ritorna ad essere un
luogo/rifugio e una dimora temporanea che ospita noi e le Navi leggere di Barbieri. Antico
ambiente, la Ghiacciaia, venne costruita nel cinquecento, poi inglobata durante l'erezione del Palazzo della Famiglia Maccaferri nel 1906. Di grande impatto storico i numerosi cunicoli che corrono intorno alla stanza principale, vennero scavati e usati come nascondiglio privato durante l'ultima guerra. In questo fresco tempio, dove, durante il secondo conflitto mondiale sostavano speranzose le persone, oggi a temperature glaciali il rimando a quegli abissi marini in cui la paura dei bombardamenti gelava i cuori permette all’ arte di regnare sovrana.

Una flotta di barchette in Origami ci condurrà attraverso i tortuosi corridoi che custodiscono impressi nella struttura i ricordi della storia della città. Passaggi sotterranei in cui nei momenti di assoluto silenzio, fermati gli scoppi, oggi come allora si può sentire scorrere il corso d’acqua interrato. Allora non è forse vero che la Ghiacciaia “galleggia” come le barche di Michelangelo Barbieri?.

Qui, dove si conservava il ghiaccio, dove la memoria e la temperatura fanno ancora
venire la pelle d’oca, il colore del vino incontra quello del rame, le mani infreddolite si avvicinano alle opere fino a sfiorarle, le stesse mani che poco prima afferravano un freddo calice di nettare divino. Ancora una volta l’incontro tra dionisiaco e apollineo, tra enogastronomia e cultura permette all’uomo di concedersi attimi di evasione, abbandonandosi a viaggi mentali veicolati dal corpo e dalle sue emozioni, confluendo in un esperienza estetica ed estatica irripetibile e unica. Non ci si spiegherebbe altrimenti il simposio senza tempo di questi due elementi, che accompagnano tanto l’artista quanto il collezionista verso il tumulto dell’ebbrezza. Trionfo dei sensi, peccato o virtù, la vista incontra il gusto nel piacere di poter assaggiare del buon vino e accompagnarlo a semplici ma ricche pietanze per poter assaporare in completo appagamento ciò che gli occhi avevano precedentemente carpito. Cacciata dalla tradizione e dalla religione nell’abisso del proibito, la gola, può prendersi una rivincita tornando a ragione a far parte del mondo dell’arte. Quindi perché astenersi dal farlo nella ghiacciaia che, come un museo, un tempo custodiva gelosamente gli alimenti e oggi si apre per esaltarne vista, gusto, tatto, olfatto e udito?

lunedì 19 settembre 2011

TOGACI présente: Surréalisme des Femmes… le retour [Littlepoints… / Natascia Raffio / Valentina Zummo]

L'Arte, con la "A" maiuscola, è donna. Il Pop Surrealism italiano può vantare di avere tre splendidi gioielli che con le loro opere ci fanno sognare, ci fanno tornare bambini innescando in noi quell'ardore per le piccole cose che l'età adulta spesso perde.

Nella sua nuova veste, l'Hula-Hoop ospita il disincanto di Valentina Zummo, la spietata innocenza di Natascia Raffio e il candore di Littlepoints…, proiettandoci nel loro mondo fatto di sogni e di quella purezza che solo un bambino può percepire, in linea con quelli che possono essere definiti i canoni del Pop Surrealism che in questi ultimi anni, soprattutto in Italia, stiamo imparando a (ri)conoscere.

A volte un ricordo della nostra infanzia non è solo tale, ma può essere uno spunto per riscoprire noi stessi. Saper (ri)leggere con una diversa chiave di lettura la nostra vita, nel nostro quotidiano, è lo scopo delle opere del trio pop surrealista, che in questa mostra ci farà sognare ancora con le loro nuove creazioni.

La forza di questo trittico non è solo nella raffigurazione della loro visione del mondo che le circonda ma nella chiara incarnazione di ciò che le ritrae nel profondo, rendendo riconoscibili in ogni sguardo le proprie emozioni, quasi come a voler toccare con mano il proprio inconscio e accompagnarlo dolcemente in superficie per analizzarlo con l'entusiasmo di un bambino alle prese con un nuovo giocattolo.

Durante la serata di inaugurazione verrà presentato un monologo dell'attrice Chiara Casarico, seguita da un'esibizione dei Cherries on a Swing Set che proporranno una personalissima e originale rivisitazione di vecchi successi pop. A concludere un dj-set di Anti-DJ Nuo che scandirà le ultime note della serata.

a cura di Mauro Tropeano.

Tutto si terrà presso l' HulaHoop Club
via L.F. De Magistris 91/93 (pigneto)

sabato 1 ottobre alle ore 19.30

giovedì 15 settembre 2011

Ivana Gullo


Ed ecco a voi, il nuovo sito di Ivana Gullo, artista presente nel portale Quaz Art

Così Makuta ha definito la sua pittura

I quadri di Ivana Gullo sono tutti degli autoritratti, sono proiezioni della sua anima. la sua poetica è piuttosto psicologica - individuale.

In questo si avvicina molto ad un certo surrealismo - astratto. Anche se il suo “segno” invece è più libero e aleatorio, proprio come la sua Weltanschauung. Ma non è “casuale”, anche se a prima vista può sembrarlo.

La casualità dei suoi dipinti è sempre limitata alla volontà dell’artista; non si abbandona al “caso”, non è una tachista. mondo magico e riesce a “mostrarlo” agli altri, contagiando i suoi sentimenti a chiunque fruisce della sua pittura. Non prescinde da raccontare se stessa, la sua è una pittura autobiografica. Tra i suoi riferimenti spicca quello di Georgia O’Keeffe, non solo per la scelta del soggetto, ma per le tonalità e le velature, che richiamano l’effetto “vellutato” dei petali che la pittrice statunitense ha come motivo iconografico prediletto.

Inoltre le due pittrici hanno in comune quella tipica sensibilità femminile, che non può fare a meno di empatizzare con l’universo “floreale”.

Conosco questa pittrice da diversi anni. Qualcuno ha dichiarato che l’estetica non si discosta mai dall’etica. Aldilà di quanto possa essere discutibile l’affermazione, credo che nel caso di Ivana Gullo, questo corrisponda al vero.

martedì 13 settembre 2011

Sapere Aude

Come scritto molte volte, Quaz Art non vuole essere l'ennesimo portale o social network per pittori.


1) Opposizione al Postmoderno, ridotto ormai a puro gioco linguistico, non richiamandosi ad un altrettanto logoro New realism, ma proponendo recupero della consapevolezza del divenire storico e del sentimento tragico del vivere

2) L'esaltazione delle curiosità e della contaminazione: gli artisti non devono guardare soltanto al loro orticello, interrogandosi sui tipi di fissante o spettegolando sulle mostre altrui, ma confrontarsi con la letteratura, ricominciando a porsi domande sulla Vita e sulla Morte


Sapere Aude !!

domenica 11 settembre 2011

PAINTERS NEW GENERATION Part 1


A Ferrara, patria della Metafisica e della rinascita del Futurismo, il 1 ottobre si inaugurerà presso l'UBUNTU Project, Via Palladio 21 A/B Ferrara, la mostra

"PAINTERS NEW GENERATION Part 1"

organizzata dallo Studio Misael e a cura di Angelo Cruciani

Mostra in cui esporranno tre degli artisti digitali, presenti sul portale Quaz Art.

Ferruccio Lipari, il cui espressionismo vitalista squassa i limiti della figura, trafigurando i pixel in fame di vita

Dorian Rex, che contaminando linguaggi e culture, canta lo stupore d'essere vivi

Chiara Fersini, l'Arte che danza tra Sensualità e Morte

Introibo


Anche Quaz Art, come Lacerba, ha il suo introibo: una dichiarazione di guerra al passatismo che avvelena la Cultura Italiana

mercoledì 7 settembre 2011

Animatematicamente


A Viterbo, nella Sala Anselmi, spazio suggestivo in via Saffi 49, si sta svolgendo la mostra Animatematica…mente di Armando Pelliccioni, recentemente intervistato su Quaz Art, e Marino Rossetti.

Mostra che muta in bellezza e trionfo del colore un secolo di ricerche matematiche e fisiche, dalle geometrie non euclidee alla teoria del Caos.

Riflessione sulla fame di infinito che anima l'Uomo e che sta avendo un notevole successo di critica.

Oltre che nel web, recensioni sono apparse sui quotidiani L'Opinione e Italia Sera

martedì 6 settembre 2011

Maurizio Landini

Maurizio Landini (classe 1972) vive ad Ancona. Scrittore, compositore di musica elettronica, ha iniziato a scrivere poesie nel 1986, ispirato dalla musica di Jean Michel Jarre.

Nel 1993 pubblica il suo primo racconto di genere horror-noir sul giornale locale "L'Urlo" (L'uscita è da quella parte"). I suoi scritti sono presenti anche su "Il Foglio Letterario", "Next", "Short Stories" e su diversi magazine on-line.

La sua prima storia di fantascienza ("Schermi Neri") vince la quarta edizione del premio nazionale di fantascienza "Space Prophecies" e giunge finalista alla terza edizione del Premio Oltrecosmo.

Ha pubblicato il romanzo il Corpo della Fame e la silloge poetica Permanenze Lontane

Segue attualmente il progetto Versigrafie sul blog Cartiglio d'Ombra, contaminazione tra immagine e poesia

Qui la sua intervista per Quaz Art un'esplorazione del suo rapporto con la bellezza, con la poesia e con l'arte

lunedì 5 settembre 2011

Interviste su Quaz Art


Secondo il mio caro amico gallerista Luca, il Padiglione Italia di Sgarbi ha evidenziato il divario tra il mondo intellettuale e quello artistico presente nella nostra Penisola.

Se una volta Montale, Gadda, Pasolini, Moravia potevano non solo parlare con cognizione dell'Arte che li circondava, ma addirittura essere maestri di gusto e di critica, oggi gli intellettuali e gli scrittori non sembrano più in grado di farlo.

Le loro proposte per la Biennale non sono risultate in media nè esaltanti, nè innovative.
E con la cattiveria che spesso lo contraddistingue, Luca afferma anche che valga anche il contrario.

Un pittore o un fotografo contemporaneo, quanto conosce della Letteratura ? Come Caravaggio, potrebbe trasformare i suoi quadri in uno speculum mundi, confrontandosi con la filosofia, la musica, la letteratua e la fisica della propria epoca ?

Oppure come Piero della Francesca, o per parlare di tempi più vicini a noi, come Duchamp, discutere alla pari con i principali matematici contemporanei ?

Per una volta non sono così tranchant... Non credo assolutamente che il livello culturale di intellettuali ed artisti sia drammaticamente decaduto.

Temo invece che nel mondo contemporaneo, che dovrebbe essere quello della connessione e della contaminazione, rispecchiato nella metafora della rete, esista un male più sottile, ma più difficile da debellare dell'ignoranza.

La settorializzazione dei saperi, la difficoltà degli specialisti di parlare tra loro, chiusi in mondi autoreferenziali.

Le interviste di Quaz-Art, basata sull'antico aforisma di Terenzio

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

invece cercano di creare ponti tra le diverse forme della creatività e del pensiero umano, perchè il dialogo e confronto sono i semi dell'Idea e della Creazione

domenica 4 settembre 2011

Nuovo Articolo sul Portale Quaz Art


Sul Portale Quaz Art è stato pubblicato un nuovo articolo, dedicato a come sono mutate le simbologie associate alla rappresentazione del Corpo Umano nel Novecento, sino a giungere all'Arte Contemporanea Italiana

Perchè Quaz Art


Sino agli inizi del Novecento, un'opera d'arte era sinolo di Teknè, l'abilità di creare forme capaci di parlare all'Uomo e di Logos, le idee sul nostro ruolo e destino nel Mondo.
Se eri capace di Teknè e non di Logos e vivevi riproducendo il lavoro altrui, non ti consideravi artista, ma copista: se osavi il contrario, almeno nella Roma pontificia, rischiavi salate multe e numerose nerbate sulle natiche.

Se invece eri capace soltanto di Logos, scrivevi trattati, non ti mettevi certo a dipingere o scolpire.
Nel secolo scorso, questa concetto, che sembra banale, non è più valido: la rottura del sinolo tra idee e tecnica, ha portato ad una democratizzazione dell'arte, tutti espongono, ma anche gran confusione.

In questo marasma, si ha difficoltà a distinguere il grano dal loglio.
Quaz-Art si ribella a questa situazione: alla sua base non c'è l'idea tipica del mega portale portale d'arte del "più siamo, meglio stiamo", ma una più semplice, aristocratica e perchè no, raffinata.

Simile ad una rivista d'avanguardia, ritiene che qualsiasi riflessione artistica debba basarsi sulle idee, non sul numero.

E queste idee, per citare Ferruccio Lipari, il papà di Quaz-Art non possono che essere
Ricerca, scavo e sabotaggio delle configurazioni artistiche
al fine di avere la forze ed il coraggio di ricreare icone, capici di scavare l'Uomo nel profondo.

Purtroppo, soltanto pochi seguono veramente tale sentiero: per questo Quaz-Art non è aperto a tutti, ma selettivo. Parteciparvi non è perdersi nella massa, ma distinguersi.

Quaz-Art, ha anche un'altra ambizione: recuperare il dialogo tra Arte e Cultura, in modo da descrive globalmente la condizione dell'Uomo Contemporaneo e partendo da questa viaggiare per nuovi orizzonti