lunedì 5 settembre 2011

Interviste su Quaz Art


Secondo il mio caro amico gallerista Luca, il Padiglione Italia di Sgarbi ha evidenziato il divario tra il mondo intellettuale e quello artistico presente nella nostra Penisola.

Se una volta Montale, Gadda, Pasolini, Moravia potevano non solo parlare con cognizione dell'Arte che li circondava, ma addirittura essere maestri di gusto e di critica, oggi gli intellettuali e gli scrittori non sembrano più in grado di farlo.

Le loro proposte per la Biennale non sono risultate in media nè esaltanti, nè innovative.
E con la cattiveria che spesso lo contraddistingue, Luca afferma anche che valga anche il contrario.

Un pittore o un fotografo contemporaneo, quanto conosce della Letteratura ? Come Caravaggio, potrebbe trasformare i suoi quadri in uno speculum mundi, confrontandosi con la filosofia, la musica, la letteratua e la fisica della propria epoca ?

Oppure come Piero della Francesca, o per parlare di tempi più vicini a noi, come Duchamp, discutere alla pari con i principali matematici contemporanei ?

Per una volta non sono così tranchant... Non credo assolutamente che il livello culturale di intellettuali ed artisti sia drammaticamente decaduto.

Temo invece che nel mondo contemporaneo, che dovrebbe essere quello della connessione e della contaminazione, rispecchiato nella metafora della rete, esista un male più sottile, ma più difficile da debellare dell'ignoranza.

La settorializzazione dei saperi, la difficoltà degli specialisti di parlare tra loro, chiusi in mondi autoreferenziali.

Le interviste di Quaz-Art, basata sull'antico aforisma di Terenzio

Homo sum, humani nihil a me alienum puto

invece cercano di creare ponti tra le diverse forme della creatività e del pensiero umano, perchè il dialogo e confronto sono i semi dell'Idea e della Creazione

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