lunedì 26 settembre 2011

L'amico del neutrino (Parte III)

http://nazioneoscura.wordpress.com/2011/09/25/il-neutrino-dal-cern-al-gran-sasso-e-passato-da-torriglia/
E' un articolo, ben fatto che evidenzia alcuni problemi dell'esperimento sui neutrini.
Il primo di ordine pratico, legato alla questione dell'errore sistemico: il secondo, filosofico, sulla legittimità di estrapolare un dato da condizioni al contorno diverse.
In pratica, perchè il comportamento del neutrino sulla Terra dovrebbe essere uguale nel vuoto ?
Perchè nel vuoto, il neutrino dovrebbe superare lavelocità costante c ?
Ovviamente, è valida anche la domanda contraria... Per tagliare la testa al toro serve un ulteriore esperimento
Sulla tesi alla Odifreddi, contenuta nel testo, ribadisco la mia posizione.
Le relatività ristretta è basata sulle trasformazioni di Lorentz, a sua volta basate sulle equazioni di Maxwell
Consideriamo la quarta equazione di Maxwell. Nel caso di una particella che oscilla nel vuoto (i=0) essa diventerà quella descritta nell'immagine
Ora l'inverso della radice quadrata del prodotto tra la costante dialettrica nel vuoto e la permeabilità magnetica nel vuoto è la velocità della luce nel vuoto.
Di conseguenza, per sostituire a questa la velocità del neutrino nel vuoto, oltre che verificare che questa sia costante al di là del sistema, è necessario dimostrare che la quarta equazione di Maxwell è un'approssimazione di un qualcosa di equivalente che unifichi l'interazione elettrodebole con l'interazione forte.
Il che è tutt'altro che immediato sia dal punto di vista delle formule, sia della loro giusticazione teorica....Ne l'altra soluzione, l'introduzione di termini aggiuntivi alle trasformazioni di Lorentz, pone problemi minori

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