giovedì 22 settembre 2011

Nicole Voltan Sistema Entropia


In occasione della X edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma la Galleria Whitecubealpigneto è lieta di presentare la mostra di Nicole Voltan Sistema Entropia a cura di Sguardo Contemporaneo che si inaugurerà venerdì 30 settembre 2011 alle 19.00 e durerà sino al 14 ottobre

Di seguito la presentazione dell'evento

« Motherland. Terra madre.Terra, Marte, Mercurio, Venere, Urano, Nettuno, Giove o Saturno?Terra o mondo? Luogo o sistema?Appartenere all'ordine disordinato delle cose,alla complessa e infinita ragnatelache collega ogni singolo elemento di un universo nascosto.Quanti mondi, quanti modi di relazione con essi.Singole identità che si confrontano in un intricato gioco linguistico, dove il tempo è regolatore di tutte le cose »

Con queste parole l’artista introduce Sistema Entropia,, un progetto dove la ricerca di un luogo diappartenenza si snoda in una dimensione ‘macrocosmica’ attraverso due piani paralleli: uno scientifico, mutuando dalla fisica il concetto di entropia; l’altro prettamente linguistico. Secondo la fisica, che studia il legame tra proprietà macroscopiche di un sistema e quellemicroscopiche degli elementi che lo compongono, l' entropia è la misura della quantità di disordine, ovvero di energia inutilizzabile: più l'entropia è alta, maggiori sono le probabilità di combinazione esistenti tra i suoi componenti.

In un sistema isolato in cui né materia né energia possono fuoriuscire,come l'universo nella sua totalità, l'aumento dell'entropia è la condizione naturale dell'essere che permette di stabilire una direzione degli eventi dove ad ogni trasformazione corrisponde una perdita irreversibile d'energia.

Sistema Entropia prova a visualizzare questo processo entropico come un'installazione di quattordici fotografie retro-illuminate al fosforo, in cui delle frecce multidirezionali segnano l'ordine preciso dilettura dell'opera. Ogni fotografia è contrassegnata da una lettera: A-C-E-G-I-M-N-O-R-S-T-U-V e, come in un gioco linguistico, seguendo il percorso prestabilito, è possibile leggere i nomi degli otto pianeti del sistema solare.

Otto pianeti (non nove poiché Plutone, essendo stato declassato a pianeta nano, ha all’interno dello schema una collocazione e una dimensione differenti) e tredici lettere che combinate differentemente compongono l'intero sistema solare. Una luce installata sul soffitto illumina, come il Sole, l’intero spazio espositivo in un tempo ciclico che ricorda quello del giorno e della notte. Le frecce tracciano quindi diverse possibilità di mondi in un percorso di ricerca che appare comunque irreversibile. Spetta forse al linguaggio trattenere questi luoghi?
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