domenica 4 settembre 2011

Perchè Quaz Art


Sino agli inizi del Novecento, un'opera d'arte era sinolo di Teknè, l'abilità di creare forme capaci di parlare all'Uomo e di Logos, le idee sul nostro ruolo e destino nel Mondo.
Se eri capace di Teknè e non di Logos e vivevi riproducendo il lavoro altrui, non ti consideravi artista, ma copista: se osavi il contrario, almeno nella Roma pontificia, rischiavi salate multe e numerose nerbate sulle natiche.

Se invece eri capace soltanto di Logos, scrivevi trattati, non ti mettevi certo a dipingere o scolpire.
Nel secolo scorso, questa concetto, che sembra banale, non è più valido: la rottura del sinolo tra idee e tecnica, ha portato ad una democratizzazione dell'arte, tutti espongono, ma anche gran confusione.

In questo marasma, si ha difficoltà a distinguere il grano dal loglio.
Quaz-Art si ribella a questa situazione: alla sua base non c'è l'idea tipica del mega portale portale d'arte del "più siamo, meglio stiamo", ma una più semplice, aristocratica e perchè no, raffinata.

Simile ad una rivista d'avanguardia, ritiene che qualsiasi riflessione artistica debba basarsi sulle idee, non sul numero.

E queste idee, per citare Ferruccio Lipari, il papà di Quaz-Art non possono che essere
Ricerca, scavo e sabotaggio delle configurazioni artistiche
al fine di avere la forze ed il coraggio di ricreare icone, capici di scavare l'Uomo nel profondo.

Purtroppo, soltanto pochi seguono veramente tale sentiero: per questo Quaz-Art non è aperto a tutti, ma selettivo. Parteciparvi non è perdersi nella massa, ma distinguersi.

Quaz-Art, ha anche un'altra ambizione: recuperare il dialogo tra Arte e Cultura, in modo da descrive globalmente la condizione dell'Uomo Contemporaneo e partendo da questa viaggiare per nuovi orizzonti

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