lunedì 24 ottobre 2011

Big Bang Era


Presso la Bibliothè Contemporary Art in via Celsa 4 - 5 (piazza del Gesù, Roma) il 27 ottobre si aprirà la mostra dell'artista Caterina Vitellozzi, Big Bang Era

Di seguito, il testo critico che accompagna la mostra

Partendo da una prima suggestione legata agli antichi e sfavillanti mosaici bizantini,
l’installazione di Caterina Vitellozzi ci trasporta in una rappresentazione del primordiale
Big Bang, un viaggio attraverso il tempo e lo spazio ricco di implicazioni e di riferimenti
al momento storico in cui viviamo. La grande sfera centrale fa pensare all’Era di Planck,
ovvero a quel nucleo in cui tutta la Materia-Energia cosmica doveva essere concentrata e
fusa in un’unica strana entità insieme allo Spazio e al Tempo.

L’esplosione di questo nucleo diede origine al primo secondo di esistenza dell’Universo e da lì tutto ebbe origine. L’esplosione generò frammenti ricchi di materia e di luce, elementi del suo lavoro che simboleggiano i processi di nascita, crescita e trasformazione. E da qui prende spunto la sua riflessione sulla necessità di un nuovo simbolico Big Bang capace di ridare al nostro pianeta una rinnovata energia. Come afferma l’artista, si dovrebbe pensare
anche ad un’esplosione emotiva, capace di far emergere le energie nascoste, represse o
inespresse di ogni persona.

In questo consiste anche il suo lavoro manuale di rompere la materia e trasformarla in
tessere, in elementi che daranno vita a nuovi sistemi in cui forme e significati si fondono,
seguendo linee dettate dallo sprigionarsi di nuove energie e di nuove riflessioni. Il suo
atto fisico è strettamente connesso alla sfera meditativa, i suoi processi mentali si
materializzano nelle opere attraverso un fluire filamentoso di linee cromatiche, come
colature di lava incandescente che accostano il buio alla luce, la brillantezza all’opacità,
la trasparenza all’impenetrabilità.

I suoi anni vissuti in Cina, e la sua esperienza dell’Oriente, emergono chiaramente dal suo lavoro. In modo particolare risalta la sua capacità di dare vita a forme astratte percorribili dalla mente di chi osserva come un vero e proprio itinerario. Le sue sono forme morbide e fluenti, una sorta di visualizzazione dei flussi energetici generati dai nostri organi interni, sentieri sotterranei che vengono allo scoperto e verso i quali si prova una misteriosa consonanza.

Francesca Pietracci

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