venerdì 11 novembre 2011

Guo Hongwei


Venerdì 11 novembre, ore 17.30 presso l'Auditorium Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato si tiene l'incontro con l'artista Guo Hongwei, presentato da Marco Bazzini, Direttore artistico del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci

Di seguito la presentazione dell'evento

Nonostante la sua giovane età Guo Hongwei è considerato uno dei più interessanti artisti emergenti cinesi della sua generazione, con all’attivo mostre a New York, Hong Kong, Shanghai e Pechino.

Utilizzando una tecnica unica e raffinata, Guo Hongwei è in grado di restituire una prospettiva fresca e innovativa alla pittura contemporanea, creando degli effetti visivi sorprendenti. Adottando un approccio sperimentale, che privilegia la metodologia all’ideologia, l'artista si concentra sulla tessitura di immagini che abbinano la precisione e la nitidezza dei contorni alla vaghezza delle forme.

L’incontrò sarà un’importante occasione di confronto fra i giovani artisti, gli studenti d’arte dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, tutti gli appassionati e l'artista, che avranno così modo di discutere e confrontare la visione dell'arte contemporanea cinese con quella occidentale, e di parlare delle differenti occasioni del mondo orientale.
La presentazione del lavoro di Guo Hongwei è il primo appuntamento per introdurre il pubblico alla conoscenza dell'arte cinese e del suo sistema.

Un'interessante scambio culturale tra Italia e Cina che il Centro Pecci – già da qualche anno impegnato a stringere collaborazioni con il mondo dell’arte contemporanea cinese – propone anche con il sostegno di Associna Prato.
Guo Hongwei è nato nel 1982 in Sichuan (Cina), vive e lavora a Pechino. Dal 2005 il suo lavoro è stato incentrato principalmente sulla riproduzione delle sue foto d'infanzia su tela. Recentemente ha iniziato a usare lo stesso processo per riprodurre oggetti estratti dalla vita quotidiana.

Usando la tecnica dell’olio su tela evita la stratificazione pesante e i suoi oggetti sembrano apparire all'interno di uno sfondo spoglio e minimalista. I suoi ritratti silenziosamente potenti sono caratterizzati dall’uso del colore. L'artista isola le figure per lui più significative e le traduce in tonalità di blu, grigio e, di recente, anche nero. I dipinti monocromi così ottenuti ricordano la finezza della porcellana cinese; visibile è anche riferimento alla tradizione della fotografia in bianco e nero.

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