giovedì 24 novembre 2011

Mario Consiglio

Palazzo Morelli Fine Art a Todi continua nel suo percorso di estrema qualità dedicando un’articolata rassegna a Mario Consiglio. L’artista, che quest’anno ha ottenuto uno straordinario riscontro internazionale con ben quattro mostre dedicate, fissa in Once were monkeys un opportuno momento di riflessione sulla sua carriera. Tuttavia, non si tratta di una retrospettiva. Anzi. Nel fare il punto sulla sua ricerca, Consiglio rilancia con una serie di nuovi, adrenalinici lavori.

Non è un caso nemmeno che la scelta sia caduta su questa giovane ma agguerrita galleria.

Grazie ad una condivisa vocazione sperimentale, infatti, sono state selezionate opere storiche che testimoniano la coerenza poetica di Mario Consiglio. Mentre quelle create appositamente mostrano come si sia evoluto, grazie alle esperienze di Londra e Berlino, in una direzione di lucida, tagliente critica sociale. Il suo universo creativo, infatti, dall’iniziale seduzione per un’iconografia ludica e festosa, ora è segnato da un cupo immaginario urbano, dove le perversioni visive sono solo il frutto di una società malsana. E gli animali, parafrasi orwelliana, diventano i protagonisti del racconto, scalzando il genere umano dalla scena.

In mostra, quindi, assieme ad alcune produzioni del passato – come i famosi Target – troveremo anche quelle più recenti. Consiglio, ormai votato alla trasversalità linguistica, in questi lavori, che vanno dal wall-painting alla scultura, dal video al disegno al light-box, afferma la propria, rinnovata cifra stilistica. Una veemenza espressiva che, mediata dalla consueta padronanza tecnica, dimostra la capacità di Mario Consiglio di farsi portatore della sensibilità collettiva. Un allucinato senso di precarietà, amplificato dall’attuale congiuntura geopolitica, che lo porta a immaginare un mondo alle soglie della regressione primordiale: quando tutti (noi compresi) erano scimmie.

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