sabato 12 novembre 2011

Recensione alla mostra Torino Palermo, scritta da Herbeff


Capito poco al Pigneto. Tutto ciò che offre quel quartiere, locali, alcool, donne da rimorchiare, sotto casa mia ne trovo di più e meglio.

Però, ieri sera, ho vinto la mia pigrizia per andare alla mostra di Rosanna Cerutti e di Kindia. Se non avevo la più pallida idea di chi fosse la prima, della seconda avevo apprezzato i quadri in una mostra a Palermo, questa estate, a Palazzo Jung o qualcosa del genere.

Apprezzato, che parola grossa... Mettiamola così, mi erano piaciuti, ma per colpa di una pseudo poetessa (perchè in Italia solo le donne scrivono poesia ? gli uomini non sanno buttare giù un verso in croce ? E' una questione genetica ?) che farfugliava parole a raffica, non è che sia riuscito a godermi bene le opere.

Mi ricordo che era una collettiva, pure ben allestita. C'era una pittrice gozzaniana, che rappresentava le piccole cose del quotidiano, in un linguaggio semplice e piano. Una pittura che non dipingerei mai, ma che rispetto.

Una coppia di pittori che non mi hanno fatto nè caldo, nè freddo, scontati e dalla pennellata frettolosa e poco curata. E Kindia, la versione locale del pop surrealism, che più con il mondo dei fumetti e della pubblicità, dialoga con la vecchia generazione pop, depurandola dalla critica al consumismo, per raggiungere un'algida eleganza.

Così, per verificare la mia impressione, su consiglio di un amico sono andato all'Hula Hoop, dove era allestita la mostra.

Dopo parecchio tempo a trovare il locale (è abbastanza nascosto, poi non conoscendo la zona..) e ancora di più per parcheggiare, finalmente arrivo.

L'Hula Hoop è piccolino, caotico, però tanto vivo... La tipa che mi accompagna, lo ha definito caratteristico. Faccio lo slalom tra gli invitati, saluto un paio di conoscenti, ordino un Amaro del Capo.

E mi guardo intorno. La Cerutti mi lascia un'impressione contrastante. Il nudo ed un quadro di piccole dimensioni, non mi piacciono, mentre le altre due opere mi hanno colpito per la tridimensionalità delle figure. Insomma, sospendo il giudizio in attesa di altre mostre.

Kindia conferma l'impressione di Palermo: ha stoffa, apprezzo la sua capacità cromatica, ma dovrebbe ampliare i suoi riferimenti culturali, guardando all'underground contemporaneo. Se matura, si parlerà di lei: uscendo dalla Sicilia, è sulla buona strada per farlo.

Sulla performance, non capendo nulla di vestiti, trucco e pettinature, non mi pronuncio... Però è piaciuta tanto a chi mi accompagnava

William Herbeff

1 commento:

  1. Le critiche sono sempre ben accette e ritengo costruttive.
    Grazie per essere venuto e alla prossima!
    Rosanna Cerutti

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