mercoledì 30 novembre 2011

Tre di uno di Alessio Schiavo

Tre di uno di Alessio Schiavo dal 3 dicembre 2011 al 15 gennaio 20121 novembre 2011 Presso Area 35 Via Vigevano 35 . 20144 Milano da martedì a venerdì dalle 15.30 alle 19.30, lunedì e sabato con prenotazione a :

info@area35artfactory.com

oppure al numero 340 5061260

INAUGURAZIONE : 2 dicembre 2011 dalle ore 19 alle ore 22

Area 35, il Nautilus del nuovo sentire dell'uomo contemporaneo, esplora arte, pittura , scultura ma anche design ed architettura, indagandone e testimoniando il continuo cambiamento del pensiero creativo.

Area 35, in via Vigevano 35 in un caratteristico cortile dei vecchi navigli.

Un’ombra, una maschera, un pesce. Cosa possono mai condividere, nell’universo metafisico della propria essenza? Per capirlo bisognerebbe innanzitutto coglierla, questa essenza, capire chi, capire cosa, prima di capire qual è il rapporto che lega chi e cosa.

La ricerca stilistica di Alessio Schiavo va in questa direzione: percepire l’identità, o almeno tentare di farlo, che poi in fondo non fa alcuna differenza: perché è proprio nel tentativo di cogliere una forma che l’identità prende vita, prima ancora della forma stessa.

Proprio perché la forma non è il vero fine, l’identità emerge, meravigliosamente imprigionata in un limbo esistenziale, a metà tra una linea e il suo contorno, tra un tratto e la sua negazione, tra la luce e il suo opposto: per l’appunto, in un’ombra, una sfumatura. Ecco perché nel passaggio tra il bianco e il nero in tutti i quadri di Schiavo sta la chiave di un’estetica primordiale che si nutre della labilità di un confine come atto di necessità per affermare il mondo circostante.

E non importa cosa rimane da una parte e cosa dall’altra, non importa se questo limite cattura l’inquietudine di una smorfia o la solennità di un profilo arcaico. Ciò che veramente conta, perché
esiste prima di tutto, è la condizione di un passaggio ancestrale.

Ognuno di quei passaggi di luce è la storia di una mutazione, una migrazione: un’epifania del divenire, pur nell’apparente immobilità dei soggetti. Come il rumore del mare per un navigante senza nome, che non sa da dove è partito e non sa dove arriverà, ma riconosce nel suono delle onde la ragione stessa del suo navigare.

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