venerdì 9 dicembre 2011

Variabili Umane

menica 11 dicembre, ore 20.30

Compagnia Atopos (scene di ironico strazio, d’odio e d’amore, di...) VARIABILI UMANE progetto e regia Marcela Serli, donna biologicamente femmina drammaturgia Marcela Serli e Davide Tolu, uomo transessuale (FtoM) con Irene Serini - donna biologicamente femmina, queer, attrice; Marta Pizzigallo - neodonna, attrice; Antonia Monopoli - donna transessuale (MtoF) referente sportello trans Ala Milano Onlus; Laura Caruso - donna transessuale (MtoF), formatrice aziendale; Matteo Manetti - uomo transessuale (FtoM), attore; Maxine Na’vì - donna transgender (MtoF), medico; Andrea Forzani - donna transgender (MtoF), dirigente aziendale; Noemi Bresciani - donna biologicamente femmina, danzatrice; Alessio Calciolari – uomo biologicamente maschio, dragqueen, danzatore; Gianluca Di Lauro - uomo biologicamente maschio, dragqueen, attore; Sheina Pecchini - donna transessuale (MtoF), ispettore di polizia; Cesare Benedetti - uomo biologicamente maschio, danzatore; Marco Caserta – uomo transessuale (FtoM), disoccupato e con i neosposi; Gaia Saitta - donna biologicamente femmina, attrice; Hervé Guerrisi – uomo biologicamente maschio, attore Immagini di Maddalena Fragnito - donna biologicamente femmina, artista visiva con la collaborazione di Renzo Francabandera - uomo biologicamente maschio, artista visivo Ricerca musicale di Francesca Dal Cero - donna biologicamente femmina, regista radio Consulenza ai costumi, Giada Masi – donna biologicamente femmina, costumista Organizzazione, Francesca Veltre – donna biologicamente femmina, organizzatrice teatrale

”Le parole sono importanti"

Alla ricerca dell’identità perduta: 1. saper guardare i nostri desideri 2. affrontare le nostre paure
Sono le premesse per questo intenso e felice lavoro che da un anno ci accompagna e ci da linfa vitale. In questo anno ho capito che una persona transessuale è sempre in via di definizione, che è in transizione sempre. E soprattutto ho capito che anche noi “normali” siamo in via di definizione sempre, e a volte senza saperlo. Aderisco davvero a me? Qual è la mia reale identità? Uomini che non sono (sempre) uomini. Donne che non sono (sempre) donne. Un insieme di variabili umane che vagano in una terra di confine senza riconoscibilità. Sono gli esclusi. Questa è la storia di un popolo offeso e della sua rivincita. Come una tragedia greca, canteremo la nostra storia e la nostra visione di felicità. Questa è anche la storia di una scoperta rivoluzionaria: Siamo esseri intersessuali. Siamo fatti di madre e padre. In scena, quindici persone con diverse identità genere. Donne, uomini e persone transgender che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione verso il maschile, il femminile o un genere non definito, parlano, danzano, cantano la propria diversità, il proprio sguardo sulla società, sugli altri, su di sé. In scena uno schermo, una ricerca in diretta su internet, a proposito delle definizioni che ci danno, che ci diamo. Solo storie vere.
Ho proposto uno spazio vuoto, tutti in piedi, con l’instabilità che da un non luogo. Di volta in volta ho creato situazioni dove le variabili potessero muoversi e ritrovarsi e perdersi. Una struttura che segnala una esposizione diretta senza orpelli, un lavoro su di sé e su un altro da sé. Perché non si può definire qualcosa se non si definisce anche il suo “contrario”. Ho deciso di lavorare sui mostri, sugli zombies: questo desiderio ha maturato in me un'idea precisa di regia. Lavorando sulla deformazione in tante forme sono arrivata ad usare questo concetto nella messa in scena stessa. La deformazione della realtà. Senza aver paura di deformarsi per arrivare ad un caos.
Ognuna delle persone coinvolte in questo progetto ne è parte fondante, lavora con me a scoprirsi, a nascondersi, a rivedersi. Molti di loro non sono attori né danzatori professionisti, ma sono professionisti nel loro lavoro, economisti, medici, ispettori di polizia, sposati, genitori, una ex prostituta oggi consulente per una onlus, e gli altri, artisti vari, tutti insieme lavoriamo sulle nostre paure, su da dove veniamo e su dove vogliamo andare, sui nostri desideri. E tutti insieme facciamo un percorso sempre in via di definizione, come le persone in transizione. Uno spettacolo professionale, con professionisti della vita, della lotta per la vita. Uno spettacolo pulito tecnicamente, sporco emotivamente.

“Variabili Umane” dunque è la storia di un’identità mancata. Un desiderio di trovare “casa”. Un canto d'amore e d’odio per “essere” umani. Un urlo di vita. Un urlo parossistico, fottutamente indigesto. Una danza di corpi buffi e belli che desiderano essere amati.

Una tragicommedia sull’ ignoranza e una ricerca continua. Le variabili umane entrano nelle menti come un elettroshock.
ATOPOS

La ricerca della Compagnia Atopos si inserisce in un momento storico particolarmente delicato per l'Italia, dove emancipazione sessuale, pari opportunità, conquiste, diritti che sembravano sanciti sono nuovamente messi in discussione da una caduta di valori. La mercificazione del corpo della donna è una pratica quotidiana a cui l'opinione pubblica si è ormai assuefatta, e il non pieno riconoscimento della dignità della donna si collega all'ostinata negazione di diritti per le minoranze sessuali omosessuali e transgender, che determinano una legittimazione della violenza ai loro danni. Ogni anno molte persone transessuali sono vittime d'odio transfobico, l'Italia vanta il triste primato di morti per transfobia.
Il lavoro di Variabili Umane è assolutamente inedito per le sue caratteristiche di inclusione e condivisione. Persone appartenenti a minoranze sessuali sono chiamate a far parte di un percorso condiviso e diventano strumenti per un sapere comune, anziché oggetto di studio e quindi di ulteriore emarginazione. Forti della consapevolezza che, in quanto prodotti dell'unione di maschio e femmina siamo tutti potenzialmente sia maschi che femmine, poniamo le basi per un'identità condivisa da tutti gli esseri umani, di qualsiasi genere e orientamento. Il confronto tra persone di diverse identità di genere e diversi orientamenti sessuali, a coprire uno spettro il più ampio possibile, con gli strumenti del teatro, permette una profonda analisi del significato e della costruzione del maschile e del femminile attraverso i vissuti personali. Perciò i partecipanti ai laboratori teatrali sono persone “normali” - con una identità di genere e un orientamento sessuale che coincide con la norma socialmente accettata - e persone omosessuali, bisessuali, transessuali e transgender. Chiave fondamentale per l'efficacia dell'analisi e di tutto il progetto è proprio il confronto con quelle “persone che non sanno o non vogliono definirsi, altre che pensano di esserlo troppo”.

Marcela Serli è attrice, drammaturga e regista, argentina, impegnata in progetti a tematiche civili e sociali; Irene Serini è attrice e autrice coinvolta in progetti a tematica sessuale; Davide Tolu è drammaturgo, autore su tematiche di genere e transessuale.

Si incontrano in un bar di Milano. Le urgenze sono simili: parlare d’amore, sessualità e controllo sociale.
Nasce ATOPOS.

Compagnia Atopos
LABORATORIO TEATRALE SULL'IDENTITA' DI GENERE
diretto da Marcela Serli, con la collaborazione di Irene Serini e Davide Tolu

9 dicembre dalle 14 alle 20
10 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20
11 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17

"Dal momento che il genere è un principio d'ordine e la differenza sessuale il primo criterio di gerarchizzazione della specie, rinunciare a capire il sesso e il genere significa rinunciare a comprendere la logica dei rapporti umani" (Lidia Cirillo)

La compagnia teatrale ATOPOS, vincitrice del Premio Tuttoteatro.com Alle Arti Sceniche “Dante Cappelletti” 2010 con lo spettacolo “Variabili Umane” sull’identità di genere, propone un laboratorio teatrale rivolto ad attori, danzatori e artisti dai diversi linguaggi espressivi ma anche a tutti coloro che sono curiosi di sperimentare le proprie possibilità creative indagando sulla propria identità e in particolare sulle proprie componenti maschile e femminile.

Partiremo dall'analisi della psicogenesi del maschile e del femminile attraverso l’osservazione e il confronto tra persone di diverse identità di genere. Lavoreremo sulla percezione del nostro corpo, del suo peso e della sua occupazione nello spazio (esteriore e interiore), sulla percezione degli altri nello spazio e quindi del loro peso. Indagheremo le potenzialità espressive del corpo e degli stati emotivi attraverso tecniche di improvvisazione e dunque di composizione. In particolar modo ci concentreremo sulla differenziazione dei i generi e sulla costruzione di personaggi maschili e femminili. A questo fine proporremo un percorso di osservazione guidata e di emulazione della realtà.
Un momento della giornata sarà dedicato al lavoro da “performer”, in cui il corpo diventerà strumento artistico, per giungere a teatralizzare il sé.
Alla fine del lavoro i partecipanti saranno in grado di raccontarsi e di raccontare la propria identità attraverso un’installazione teatrale. Una giornata tipo prevede teorie di genere con narrazioni/presentazioni di sé, training fisico e vocale, improvvisazione e composizione (il cerchio del ritmo), ricerca sull’identità personale.

Il laboratorio sarà diretto da Marcela Serli, attrice e regista argentina, laureata in drammaturgia contemporanea. Progetta e realizza spettacoli a tematica sociale.
Con la collaborazione di Irene Serini, attrice diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, già coinvolta in progetti teatrali che affrontano il tema dei tabù legati al sesso; e di Davide Tolu, drammaturgo e compositore, autore di articoli e libri su transgenderismo e identità di genere.

Al Teatro India, lungotevere Vittorio Gassman 1, Roma
150 euro tutti
120 euro coloro che fanno parte di associazioni trans o LGBT

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