martedì 31 gennaio 2012

Uomini che odiano le donne


Su Quaz Art, riflessioni sul significato del tragico

CONSUELO BELLINI



Per Artisti a Km0, gli incontri dedicati liberamente agli artisti del territorio pratese  Giovedi 2 Febbraio ore 21:00 sarà il turno di

CONSUELO BELLINI

la cui ricerca è figlia dei ricordi dell'Infanzia, della passione per la Pop Art e la sperimentazione sui materiali non usuali

L'incontro avverrà presso l'Auditorium del Centro Pecci

Programma della serata:

ore 21:00 aperitivo
ore 21:30 presentazione

lunedì 30 gennaio 2012

Segnando di Daniela Chinea




ANIELA CHINEA, TALENTUOSA ARTISTA FOTOGRAFA , ESPONE IN MOSTRA MONOGRAFICA DAL TITOLO “SEGNANDO” PRESSO LA RINOMATA GALLERIA D’ARTE FAMIGLIA MARGINI A MILANO DAL 3 AL 16 FEBBRAIO 2012, CON INAUGURAZIONE VENERDI’ 3 FEBBRAIO ORE 18.00

Daniela Chinea, eclettica artista fotografa, ha scelto la nota Galleria Famiglia Margini, sita in via Simone d’Orsenigo 6, nel cuore di Milano, per esporre le proprie originali immagini foto d’autore, dal 3 al 16 Febbraio 2012.

La mostra personale, intitolata “Segnando” a cura di Massimiliano Bisazza e organizzata da Salvo Nugnes, ideatore del marchio “Promoter Gallery” Temporary Art Shop, sarà inaugurata Venerdì 3 Febbraio 2012, alle ore 18.00.

L’originale ed innovativo progetto coinvolgerà per alcuni mesi la Galleria, con l’allestimento di mostre ed eventi culturali di notevole portata ed interesse.

“Promoter Gallery” Temporary Art Shop è frutto del connubio tra appassionata vocazione per l’arte e consolidata capacità di gestione manageriale e richiama il diffuso e conosciuto sistema dei “Temporary Shop” già ampiamente applicato nel settore della moda, con grande successo.

Fin dall’inizio del suo percorso evolutivo, la Chinea concepisce la fotografia come un prezioso strumento, per immortalare e catturare il mondo circostante, nell’attimo fugace, nell’istante fuggente e sfuggente.

Ogni creazione acquisisce un significato unico e speciale, offrendo all’osservatore un’interessante spunto di riflessione, interiore e spirituale, che va ben oltre il semplice impatto visivo.
La rappresentazione diventa così un segno tangibile e concretamente percepibile del fluire del pensiero dell’autrice e del messaggio, che vuole trasmettere scegliendo di fare quel determinato scatto, con protagonista quel determinato soggetto.

Connotazione peculiare e distintiva è l’associazione della fotografia al disegno, in armoniosa fusione e perfetta sintonia, per evidenziare al meglio le emozioni e i sentimenti che la guidano, insieme alla fantasia e all’immaginazione.

Le fotografie di Daniela Chinea perdono la loro statica oggettività e vengono animate da vitale energia, in una dimensione quasi surreale, delimitata da quelle tracce, che seguono i battiti del cuore e penetrano l’anima di chi le guarda, per trasportarlo in un continuo divenire.

In ricordo di un amico


Su Quaz Art il ricordo di un grande fotografo e amico...

domenica 29 gennaio 2012

In Memoriam


Stamattina se ne è andato Massimo Prizzon, mio amico e grande fotografo... Di seguito, un commento critico sulla sua Arte, tratto da Night Italia, rivista di Marco Fioramanti


In occasione della personale di fotografia di Massimo Prizzon presso l'OfCA di Raffaele Cutillo (Caserta, ottobre-novembre 2009)
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MASSIMO PRIZZON
Architetto, una lunga esperienza nel marketing editoriale, dalla fine degli anni ’80 ha lavorato in comunicazione. Ha pubblicato libri e articoli, ha tenuto lezioni sul direct marketing e la pubblicità, ha gestito una propria agenzia. Nel 2003, dopo la morte della madre, ha visto il vuoto, un vuoto pieno di cose fatte ma vuoto dell’unica che avrebbe voluto fare e che aveva continuato a praticare solo come amatore: fotografare.
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Dopo la prima mostra, nel 2005, resa possibile dall’incontro con Lanfranco Colombo, ne ha tenute diverse altre, fra personali e collettive
I temi trattati dalle sue prime mostre vertevano sui temi della città, in particolare sulla documentazione delle periferie e delle architetture milanesi.
Con il Premio Maestro Città di Milano la sua attenzione si sposta anche sul ritratto: “I nove volti della qualità”, a fine 2007, viene esposta alla Triennale di Milano prima e poi all’Urban Center.
Da qui, anche grazie all’incoraggiamento del critico Roberto Mutti, il percorso di ricerca si sviluppa anche in grandissima parte appunto sul ritratto.
Dal 2007 in poi il cammino di ricerca si biforca su due strade.
Da un lato il ritratto in senso stretto che sfocerà presto nella definizione di un linguaggio fotografico suo proprio in questo ambito, e che darà vita al progetto, tuttora in corso di realizzazione, della grande mostra “L’anima in corpo”.
Dall’altro un filone espressivo che, sotto il nome di “Trans Figurazioni”, raggruppa due strade di ricerca: la prima – che deriva direttamente dal progetto L’anima in corpo – appunto sul corpo (rigorosamente in bianco e nero); la seconda – che deriva dal lavoro sulla città e sui suoi elementi – sulle superfici. Questo secondo lavoro insiste invece sul colore e sulla materia. Più recentemente inoltre la ricerca si allarga a contaminazioni (come la stampa calcografica da lastra fotoincisa) e alla collaborazione.
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"Trans/Figurazioni, o dell’addomesticamento del bianco"
di Marco Fioramanti

"Le visage humain n’a pas ancore trouvé sa face". (Artaud)



La ricerca di Massimo Prizzon si rivolge alla soglia dell’immagine che lenta si dissolve, sparisce fin quasi nel bianco di fondo, per riapparire leggera lungo le sottili ombre che ci riportano alla figura. Figura di donna, sempre, che traspare nel processo lento di “imbiancamento”. Lo stesso usato nel procedimento zen per dimostrare, attraverso le famose dieci icone, l’addomesticamento del bue [da LE DIECI IMMAGINI DEL BUE ZEN (D.T. Suzuki, The Manual of Zen Buddhism)]. Perché è di icone che tratta questo artista, e dei dettagli di quelle, al punto di farle diventare nuove icone, altro da loro. Prizzon, per raggiungere tale livello di consapevolezza e di controllo estetico/emotivo dell’immagine stampata, deve per forza aver percorso dentro di sé le stesse tappe del mandriano. Mettendosi dunque sulle sue proprie tracce – e su quelle del bue – che pensa di aver smarrito, si ritrova dapprima architetto, riflessivo e geometrico studioso della forma, colui che trasferisce sul territorio schizzi veloci e disegni calibrati. È là, infatti, tra “il fruscio delle foglie e il canto delle cicale al calare della notte”, che il suo bue lascia le proprie tracce e prende forma, nella memoria rossiccia delle grotte di Lascaux. Diventa poi uomo di marketing, stratega editoriale e studioso raffinato della funzione, management stretto tra trend e target. È qui, ora, nel viavai del flusso cittadino, che scopre finalmente l’animale dalle grandi corna. Viene naturale il passaggio successivo al pubblicitario, esperto d’immagine sociale, in un mondo selvaggio e indiscriminato che combatte per la sopravvivenza di un’immagine gigante, forse luminosa. È in questa nuova fase che il bue – oggetto e obiettivo della sua ricerca – dopo un’estenuante lotta, viene alfin domato. Finché l’animale, d’improvviso, scompare sotto gli occhi di tutti: il ricercatore Prizzon ha oltrepassato la sua mèta, diviene fotografo, specializzato nell’intimo e nel privato del corpo femminile. Comprende finalmente d’essere stato lui il vero oggetto della sua ricerca, l’assurdità di un sé separato. Ecco che un grande cerchio – occhio di bue – si forma nel biancore dell’immagine di donna che sta per apparire sul fondo della carta emulsionata. Mandriano e bue sono scomparsi nel vacuo biancore di un’esistenza irreale. La consapevolezza percettiva che cercatore e animale coincidono, avviene nell’attimo in cui il fotografo stringe su quella parte di corpo nudo femminile che inquieterà l’osservatore sulla parete bianca della galleria.
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"Le foto di Massimo Prizzon"
di Anna Maria Sansone

Dimmi quante sono le lune che girano intorno al pianeta che si chiama donna. Quante si addensano dentro il suo cielo, una accanto all'altra, grevi di latte lunare, tonde come pane sfornato.
Dimmi che sono sentiero sacro, segnato dal sangue. Fessura nella terra, varco fra pareti lisciate dai secoli. Passaggio nascosto per Petra. Cammino dell'incenso, montagna degli aromi. C'è polvere rossa sui tuoi piedi di viandante. Lungo questa strada tortuosa le carovane hanno lasciato cadere semi dai loro sacchi sdruciti, sono nate piante segrete all'ombra del mio umidore.
Dimmi che ti sei messo in viaggio, anche tu cercando.
E ora sei qui che mi guardi e dentro di me rinasci. Ti accolgo ogni volta bambino, e ogni volta ti restituisco alla tua vita di uomo.
Qui, dove vorresti perderti, steso su questa terra. Una nuvola è sospesa sopra di te, ha la forma del mio volto. Percorre il tuo corpo come onda di marea.
Intanto, le giovani lune compiono un giro dopo l'altro, disegnano orbite nuove, raggiungono il lato nascosto del mondo.
Dimmi che è tutta bellezza, quella che vedi, e non c'è ruga, non c'è imperfezione che non sia una fontana da cui tu possa bere.
E chissà se adesso riesci a riconoscermi, sebbene ti stia dinanzi come un paesaggio tutto nuovo. O se ti sembra che anche io sia, come te, appena nata. (Anna Maria Sansone)

sabato 28 gennaio 2012

A little piece of my art a cura di Togaci





CAUSA EMERGENZA NEVE A ROMA, L'APERTURA DELLA MOSTRA E' STATA POSTICIPATA AL 17 FEBBRAIO

Il 10 febbraio 2012 la miscela di arte e letteratura che è l’anima dell’HulaHoop club si sublima in una serata intensa e carica di emozioni.

Apre la personale “A little piece of my art” di Martina Monopoli (dal 10.2.2012 al 23.2.2012).
La macchina fotografica si fa strumento di analisi pittorica: coglie un attimo metafisico in cui l’artista diventa soggetto della sua stessa opera ed entra fisicamente nella propria visione introspettiva. In una fusione di immaginazione, di effetti luministici e cromatici, Martina Monopoli ritrae i pittori ,e non (Eleonora Gianfermi, Stefano Bolcato, Cristiano Petrucci, Silvia Faieta, Gianni Lancellotti, Francesca Gerlanda Di Francia, Valerio Pierbattista, Marcello Toma, Valentina Zummo, Stella Venturo, Paolo Pietrangeli), e si fa interprete eccellente di un panorama pittorico multiforme e significativo.

Segue la presentazione del catalogo degli eventi 2011-2012 del binomio HulaHoop-Togaci, cui presenzierà il Consigliere della Provincia di Roma Gianluca Peciola  ,che ha abbracciato il progetto.

Quale migliore intrattenimento, il palco dell’HulaHoop ospita il reading del cantiere letterario curato da Carlo Sperduti. Sulle scenografie di Francesca Gerlanda di Francia i ragazzi della “letteratura notturna” leggeranno i racconti più significativi, dando alla serata un sapore di notte magica, stravagante, inquieta e onirica.

(I lettori e autori dei racconti sono: Daniela Peruzzo, Diletta Fedele, Camilla Cossu, Felice Quartullo, Leonardo Battisti, Alessandro Reali, Marco Lipford, Patrizio D’Amico, Patrizia Berlicchi, Specchio Gelido, Elena Benigni).

Cristina Ricatti.
scrive per Martina Monopoli.

“A little piece of my art”


Pensate a una favola: un mondo fantastico, pieno di colori, di magie e sortilegi, dove figure stravaganti vivono la propria quotidiana fantasia. La storia inizia quando una fotografa di notevole talento attraversa lo specchio e si ritrova in tanti universi paralleli che si susseguono uno all’altro, da regni di incantevoli colori a scenari da incubo, incontra quei personaggi fiabeschi e ci parla, si fa raccontare il proprio sogno, poi chiede di posare per lei. Così, con il suo obiettivo, Martina Monopoli entra nel paese onirico dove i pittori diventano interpreti di se stessi, soggetti dei loro quadri, regala a ciascuno l’ambizione più grande per un artista: l’unione sublime con la propria ideazione, la mente che si riformula nel corpo del creatore. È un gioco sottile, geniale, che offre a Martina soluzioni perfette per il proprio  orientamento. Quel dualismo fra aspetto esteriore e anima che ha sempre caratterizzato la sua indagine fotografica non poteva trovare esplicazione più efficace nel fondere la figura fisica degli artisti con la rappresentazione delle loro visioni interiori. Il vero aspetto favolistico per altro sta in questo incontro che sembra un lieto fine, qualcosa che doveva accadere per volontà del fato, perché la vivacità cromatica propria degli scatti di Martina si sposa alla perfezione con i colori e le stesure di quadri e opere che tornano all’origine, ridiventano tele su cui la macchina fotografica stampa con la più alta risoluzione i chiaroscuri forti, la contrapposizione di nero e bianco, i toni vivaci, gli effetti luministici che danno sostanza e concretezza anche alle più sfuggevoli irrealtà.


È un progetto collettivo, un discorso corale che non trascura però l’individualità di ogni modello e del suo personale set, la propria intrinseca espressività, così ogni posa, ogni scatto sono stati studiati per esaltare e rafforzare il significato delle singole opere o idee, il quadro non è solo uno sfondo, è un tutt’uno indivisibile con l’artista.


L’aspetto più esaltante di questa esperienza è sicuramente il connubio di tecniche artistiche differenti, che si mettono una al servizio dell’altra per rafforzarsi a vicenda; artisti diversi collaborano fra loro perché pittura e fotografia esprimano la forte complementarietà che le lega in una esigenza estetica multiforme, quanto univoca nel farsi espressione del pensiero intimo e dell’immaginazione.

Martina Monopoli

Martina Monopoli  nasce a Roma nel 1985.

Il suo percorso di studi sociopsicopedagogici la porta ad interessarsi di psicologia e di linguaggio non verbale in quanto espressione inconscia delle emozioni.

Da qui nasce il suo interesse per il linguaggio visivo: tramite l'osservazione dei gesti, infatti, la verità viene rivelata per immagini.

Tuttavia è solo nel dicembre del 2009, quando resta profondamente emozionata da una fotografia, che sceglie la macchinetta fotografica come mezzo espressivo, decide di regalarsi una reflex ed intraprende un percorso di studi fotografici.

La sua fotografia, caratterizzata dai forti contrasti, spazia tra la trasposizione in immagini di sentimenti e mondi interiori ed il puro esperimento estetico, con una particolare predilezione per il ritratto come tecnica espressiva.

Il dualismo ed il complicato equilibrio tra interiore ed esteriore è ciò che la ispira, attraverso la sua personale ricerca fotografica sembra quasi voler arrivare a comprendere i meccanismi emozionali che legano tutti gli esseri umani ed allo stesso tempo caratterizzano ogni individualità.

Dal 2010 è attiva nel campo della musica live: Subsonica, Caparezza, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Daniele Silvestri, Gino Paoli, Skunk Anansie e Linea77 sono alcuni degli artisti che ha interpretato attraverso il suo obiettivo .

Lavora inoltre come fotografa sportiva partecipando ad eventi di rilievo nel settore delle arti marziali come Judo, Karate e Ju-Jitsu.

Nel 2011 espone le sue fotografie al “Dyonisos pub” e alla scuola “Pisacane” di Roma.

Collabora stabilmente con la webzine sound.36 e il sito di informazione sportiva fighting-promotion; anche  06live, Ondalternativa e Me.tro. hanno pubblicato i suoi scatti in diverse occasioni.

Attualmente vive e lavora a Roma come fotografa.

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http://www.gianlucapeciola.it/
Gianluca Peciola
Fare società significa agire, promuovere azione diretta.
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Il progetto HulaHoop nasce come impulso culturale volto all’esterno come una domanda: cosa ci facciamo con l’arte?

L’arte per noi è primariamente un’esperienza che se ben vissuta può stimolare altre produzioni o semplici suggestioni che mettono in moto atri progetti, ravvivano il senso critico e possono essere benefiche all’idea che la differenza si può fare.

Il progetto HulaHoop è quindi fatto di dedizione e cura per la migiore riuscita delle iniziative di artisti ma anche dei fruitori dell’arte.

Noi dell’HulaHoop, i nostri collaboratori (Togaci, Carlo Sperduti, Il Naufragarmèdolce) e i nostri soci hanno il fine comune di produrre per dire, per divertirsi, per provare quell’esperienza unica che è il fruire dell’arte.

Il presente catalogo artistico vuole essere un segno tangibile di questo lavoro, l’esplicazione di ciò che può essere (diventare) la comunicazione artistica, e non ultimo una testimonianza della nostra esperienza culturale fatta di tante voci e di diverse forme; tante e diverse perché pensiamo che la diversità sia un ampliamento delle possibilità, così passiamo dalla messa in mostra alla messa in scena, dal “costruire” storie al musicarle per far muovere questo cerchio che vive dell’iniziativa artistica e che deve poter girare per poter funzionare. Noi abbiao molte cose da dire.

STAFF: ELISABETTA TROVA E FRANCESCA GERLANDA DI FRANCIA
Hulahoop Club' - Via Filippo Magistris 91/93 - Roma

Monster Branding deformante


Su Quaz Art, riflessioni filosofiche di Marco Ajello su una recente mostra presso la Galleria Mondo Bizzarro

venerdì 27 gennaio 2012

CARENA , I SUOI , I CIELI




Giovedì 2 Febbraio, alle ore 18.00 si inaugura a Torino, presso lo Spazio Arte Castello, in Piazza Castello 9, la mostra collettiva d'Arte 

CARENA , I SUOI , I CIELI
Ricordo e suggestioni

che durerà sino al 15 febbraio

Un'evento in onore del maestro Antonio Carena, il grande artista dei “cieli”, scomparso nel 2010

Tra gli artisti partecipanti Michela Riba




giovedì 26 gennaio 2012

Studio 420



Dal 7 febbraio alle ore 19.00 al 24 febbraio si terrà la mostra Studio 420 presso la Gallery of Art - Temple University Rome


Lungotevere Arnaldo da Brescia, 15, Roma

Gli artisti partecipanti sono


ENRICO BECERRA
STEFANO BOLCATO
SILVIA CODIGNOLA
FLAVIA DODI
TERESA MEROLLA
SABRINA ORTOLANI
MICHEL PELLATON
LUIS SERRANO
MARCELLO TOMA 

La mostra è a cura di Shara Wasserman

Con la mostra Studio 420, la Gallery of Art continua la ricerca sugli “edifici di artisti,” luoghi dove, in un singolo edificio, artisti hanno studi o dividono spazi lavorativi.

Questa ricerca è iniziata con la mostra Via Arimondi, continua con Studio 420, e si approfondisce nelle prossime mostre con altre situazioni romane.

La mostra Studio 420 presenta una selezione di opere di nove artisti che lavorano nella sede dell’Istituto Paritario E. Tozzi, sulla Circonvallazione Gianicolense, occupando le aule del secondo piano.

Già presentati al pubblico in alcune singole serate di studi aperti, questa mostra offre la prima visione di unità degli artisti . Indipendenti nella loro ricerca di stile, espressione e materiale, non formano un gruppo stilistico ed espressivo. La mostra cerca di sottolineare il legame artistico, lo scambio di idee, il forte senso di reciproca ricerca che unisce i protagonisti.

Attraverso questa rassegna viene espressa la vera essenza della creatività, in quanto risultato dell’esperienza umana.

esterni MUSEUM l'arte di fare cultura



esterni MUSEUM


l'arte di fare cultura


31 gennaio – 31 marzo


AREA 35/Via Vigevano 35 Milano


inaugurazione martedì 31 gennaio ore 18

Per due mesi esterni espone la sua impresa culturale negli spazi di Area 35 a Milano e invita critici e cittadini ad ammirare e ad acquistare le 50 opere in continua evoluzione e i 25 artisti in movimento.

Una riflessione sul vivere contemporaneo in relazione alle nuove forme di fare cultura, un esperimento, la collaborazione tra le due realtà, galleria artisitca e impresa culturale, che da un lato trasforma il concetto di galleria e dall'altro crea un format sostenibile che si adatta ai tempi.

Un nuovo spazio artistico che esplora il contemporaneo e una mostra che indaga il cambiamento del pensiero creativo.

AREA 35 ha collaborato alla realizzazione della mostra, non solo mettendo a disposizione i bellissimi spazi della galleria d'arte di via Vigevano 35, ma anche attraverso la sua consulenza curatoriale. Area 35 esplora arte, pittura, scultura, design e architettura indagandone e testimoniando il continuo cambiamento del pensiero creativo.

Per informazioni


redazione@esterni.org
+39 02 713 613


Ufficio stampa


Francesca Perona
media@esterni.org
+39 333 8077889


esterni
Via Vigevano 35, Milano
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Nuova Oggettività a Milano




Il  Libro Manifesto Nuova Oggettività a Milano...

*“ Un volo neoumanistico e neoideale, aperto alla complessità stessa e multicolore del computermondo. Soprattutto il libro manifesto “Nuova Oggettività” (2011), a cura di Sandro Giovannini, Giovanni Sessa (e altri)”.


….Intervista a Sandro Giovannini… 


D - L'intellighenzia italiana, attardata e ancora ideologica? 


R - Possiamo constatare che agli alti livelli ormai vi è una koinè ben più consapevolmente unitaria di quanto spesso si reputi … Ma spesso manca il coraggio ed impera ancora la paura di perdere i privilegi acquisiti. A livello invece della cultura giornalistica o medio bassa... si affermano ancora rozzamente stilemi reciproci d’esclusione violenta ... tutto dipende, come sempre, dalla nostra disposizione autenticamente attivista ed efficacemente performativa. Comunque l’idea, rara, va salvaguardata, mentre la strutturazione dialettica per il potere segue (ha seguito sempre) ben altre logiche... L'idea nobile è rara è alla base del “nostro” LIBRO MANIFESTO PROGETTO NUOVA OGGETTIVITA'...


(da “Futurismo per la Nuova Umanità...” (ARMANDO editore, 2012)


Lunedì, 30 gennaio 2012, seconda presentazione ufficiale a Milano, dopo quella di Roma del dicembre scorso (Accademia di Romania) per il libro manifesto “AA.VV.Per una Nuova Oggettività, popolo, partecipazione, destino”, a cura di Sandro Giovannini,Stefano Vaj, Giovanni Sessa, Gian franco Lami  e Claudio Bonvecchio ( scrittori e-o docenti Università La Sapienza di Roma) Heliopolis, Pesaro-Roma, 2011.

Presso la Biblioteca di Palazzo Isimbardi, ore 17.45, intervengono oltre ai curatori Luigi Sgroi, Giuseppe Manzoni Di Chiosca, Davide Bigalli(Università di Milano), lo stesso Giovannini, alcuni autori e oltre ai curatori della presentazione, lo stesso Stefano Vaj, Andrea Scarabelli  e Roberto Guerra.

“Per una Nuova Oggettività...”,coinvolge circa 150 aderenti e oltre 90 autori: scrittori, sociologi, filosofi da tutta Italia, noti accademici o letterati underground.

Pur appena edito,  ha già suscitato clamore in certa cultura italiana , tra nuova Tradizionalità e neo/ur/futurismo: un articolatissimo manifesto libro progetto,programmaticamente anti-ideologico, molto aperto e  trasversale  e in progress: sullo sfondo di certa matrice, ben nota soprattutto nell'area romana  che viene da certo Dopo Nietzsche, per dirla con lo stesso curatore Lami, scomparso alla vigilia della pubblicazione.

Per “un Mutamento di Cuore" (e volontà di bellezza-potenza) nella cultura italiana, auspicata, nuovamente intrisa di pulsioni forti ideali, antagonista ma costruttiva, futuribile, oltre i limiti sia del Novecento appunto ideologico, sia del postmoderno.

Oppure con le parole stesse di altri due dei promotori:

Luigi Sgroi: – Milano e Roma... Capitali d'Italia? Credo che Milano sia una tappa obbligata per riprendere il filo di una tradizione che vede nel rapporto bipolare di queste due città , il segno di un destino che ha tracciato la storia del Novecento italiano : dal futurismo e il fascismo fino al fenomeno Berlusconi e al leghismo....cento anni di storia di luci ed ombre di milanesi che hanno guardato a Roma , nel tentativo di rifare ( o disfare direbbero alcuni....! ) l'Italia.Penso che il progetto del libro " Per una Nuova Oggettività,vada allora letto in questo senso più come un manifesto di una consapevolezza che vuole chiudere un periodo, guardare le proprie ferite e preparare il nuovo che avanza. Ma il nuovo è una grande sfida.....c'è il timore di nuove lacerazioni.

Noi siamo solo ,forse, tra gli ultimi naufraghi di un mondo al collasso , consapevolidi quanto profonde e profetiche fossero le parole dei maestri del pensiero tradizionale.

Eppure, proprio per questo manteniamo un barlume di ottimismo .....

StefanoVaj “Milano e Roma... Capitali d'Italia?  In Italia (forse in Europa) da circa mille e cinquecento anni tutte le rivoluzioni partono da Milano. Nonsto a farne l'inventario, perché ognuno può ricavarne l'elenco dal suo sussidiario delle medie inferiori. Chissà che la cosa non sia di buon auspicio?

http://www.diffusionesud.it/magazine/notizie/libro-manifesto-per-una-nuova-oggettivita/  info
 
Uff. stampa nuovaoggettivita.blogspot.com (R.G.)

guerrazzi1@live.it

sandro.giovannini@libero.it

mercoledì 25 gennaio 2012

Personal Effectsonsale


personal effectsonsale
26-29 gennaio 2012
opening 26 gennaio ore 18
Padiglione Esprit Nouveau
piazza Costituzione 11 Bologna
(davanti all'ingresso principale di Artefiera)


personal effectsonsale è un progetto espositivo che mette in scena l'oggetto d'artista, in programma dal 26 al 29 gennaio 2012 in occasione di Arte Fiera presso il Padiglione Esprit Nouveau, progettato da Le Corbusier nel 1925 per l´Exposition Internationale a Parigi e ricostruito a Bologna nel 1977.

personal effectsonsale si presenta come un diario visivo dove artisti italiani e internazionali e di generazioni differenti mettono i propri effetti personali (in forma anonima) a disposizione del pubblico, che li potrà comprare al costo di 9.99 euro.

La paternità degli oggetti verrà svelata solo dopo l’atto dell’acquisto, con la consegna del certificato di proprietà firmato dall'artista, scoprendo affinità elettive impensate. I proventi raccolti durante i giorni della mostra permetteranno di pubblicare un catalogo sul progetto.

un progetto di
Francesco Calzolari, David Casini, Viola Emaldi, Irene Guzman, Valentina Rossi, Marco Scotti, Sissi

A Oriente Città, uomini e Dei sulle Vie della Set


Su Quaz Art, nuovo articolo, dedicato alla Biennale d'Oriente a Roma

martedì 24 gennaio 2012

The Wings of Colours



Inaugurerà sabato 28 Gennaio, alle ore 18.30, presso il Present Art Space di Firenze, in via dei Serragli 56/58 la mostra personale del pittore astratto olandese Raymond Hoogendorp.

Artista ormai affermato in patria, Raymond Hoogendorp sta ottenendo sempre maggiori riconoscimenti anche all’estero, con esposizioni personali a Tokyo, Stoccolma, Lisbona, Bali e Monaco. Solo nell’ultimo anno le sue opere sono state esposte e apprezzate al Rijksmuseum di Amsterdam, alla KIAF–Korea International Art Fair di Seoul, al WorldArtVision di Barcellona, all’VIII Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze e presso il Grand Palais in occasione dell’OpenArtCode Paris.

Classe 1973, Raymond Hoogendorp è un artista la cui vocazione per la pittura risale alla tenera età: inizierà a dipingere all’età di otto anni e a tredici realizzerà la sua prima mostra. Nel corso degli anni la sua ricerca si è purificata da ogni figurazione per pervenire a una pittura astratta che fa del gesto e del colore i supremi protagonisti.

Influenzato dalla pittura Color-field, Raymond – questo il nome d’arte che spicca come firma sui suoi dipinti – lavora su tele di grandi dimensioni, sulle quali organizza vere e proprie sinfonie cromatiche. La sua opera, caratterizzata da una grande libertà espressiva, è stata variamente assimilata a quella degli esponenti dell’espressionismo astratto americano; in particolare a quella di Sam Francis, col quale condivide i bianchi sfondi e le vivaci macchie di colore lasciate libere di scorrere e conquistare lo spazio della tela.

Nei suoi dipinti si passa dal getto energico dei colori a zone più controllate, in cui la materia coloristica viene domata e mitigata. Le parti a rilievo, create con addensanti acrilici, determinano il ritmo e le pause del colore, il quale, inondando la tela, lascia emergere delle isole cromatiche, dove i pigmenti si incontrano e si amalgamo fino a formare delle concrezioni vibratili.

Le campiture informi e fortemente materiche manifestano l’insorgere di un’emozione, che, nel preordinato movimento aggettante di linee e spirali, si fa poesia e ispirazione. Il risultato è simile a una partitura musicale, in cui l’incontro dei colori – ciascuno con la propria vibrazione e intensità – viene altresì esaltato attraverso la giustapposizione e il contrasto, dando origine a una creazione “contrappuntistica”.

Se da un lato i dipinti materici deflagrano la forza di un’emozione prorompente e giocosa, altri sembrano bisbigliare sottovoce i sentimenti più intimi e riposti. Su queste tele i colori si fanno acquosi, sfumano in lievi gradazioni, fino a dissolversi, attraverso tonalità tenui e impalpabili, nel candido sfondo.  

Stefano Giovannone - Piccolo Film




Martedì 31 gennaio 2012, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Stefano Giovannone Piccolo film, curata da Loredana Rea.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 17 febbraio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

La mostra, è il primo appuntamento di Molto rumore per nulla, ciclo di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea con l’intento di riflettere sul ruolo dell’arte. Mai come in questi ultimi mesi, proprio mentre mutano profondamente i rapporti tra esperienze artistiche, pubblico e mercato, ci si interroga con nuovo vigore sul suo valore, sul suo campo d’azione e la sua funzione in una società fondata sulla contraddittoria necessità di apparire in conformità ai criteri imposti da pochi, al punto che sempre più spesso il dover essere è sempre più importante dell’essere.

Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Stefano Giovannone, Maria Pia Daidone, Patrizia Molinari, Franca Bernardi, Gabriella Di Trani, Paolo Gobbi – differenti per formazione e scelte operative, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alle metodologie di lavoro e agli strumenti di espressione. Quello proposto è dunque un percorso caratterizzato da un’articolazione complessa, con il proposito di offrire al pubblico un’ipotesi di lettura capace di lasciare emergere una sintesi tra modalità esecutive ed esiti formali maturati in ambienti culturali diversi, senza però proporre uno schema concettuale, inevitabilmente inadeguato per contenere non solo le singole problematicità degli assunti, ma anche la molteplicità formale dei risultati.

Per questa esposizione Stefano Giovannone presenta un’installazione di grande suggestione, che rappresenta un ulteriore e organico sviluppo dell’originaria necessità di elaborare criticamente gli elementi autobiografici in funzione di un linguaggio evocativo eppure minimale. Questo lavoro, realizzato appositamente per l’appuntamento espositivo con Studio Arte Fuori Centro, lascia trasparire la consueta attenzione al raggiungimento di un equilibrio formale, che è alla base dei suoi lavori, caratterizzando in maniera determinante la sua ricerca. Non è un caso quindi che elementi e mezzi espressivi molto diversi convivano tra loro e si relazionino in maniera dinamica, a creare una stratificazione di immagini e suoni, che hanno segnato lo scorrere di una vita familiare.

Quello che l’artista ha progettato è, infatti, un intervento in cui frammenti di architetture minimali (un pavimento antico, un fregio decorato) si rapportano a frammenti dipinti (un grammofono, un lampadario, una casa, la silhouette di un opificio) o immagini proiettate a significare i frammenti di un passato recente. Sono i segni della storia della famiglia di origine da cui non può prescindere e che anzi rappresentano l’incipit della sua riflessione.

lunedì 23 gennaio 2012

Rectròspettive pre mortém



Rectròspettive pre mortém
The Room Gallery

vernissage 9 febbraio 2012, h 19
fino al 23/ 02/ 2012

robberto

Testo a cura di Naima Morelli

Si inaugura il 9 febbraio, negli spazi della The Room Gallery, la personale di Robberto.

Tenendo conto dello stato dell’arte, dove la morte di un artista può fare la fortuna delle opere dell’artista stesso (o magari dei suoi eredi), Robberto, in maniera polemica ma anche emblematica, ha scelto di intitolare e strutturare l’esposizione come una vera e propria retrospettiva, facendo dell’allestimento delle proprie opere una grande opera finale che in realtà non è un punto di fine ma, se non di inizio, senz’altro di snodo.

Si tratta nondimeno di una presa di coscienza della velocità della storicizzazione degli artisti: se una volta si era certi di poter pronunciare la frase “Il tempo ce lo dirà” senza mentire, adesso il fattore temporale non è più una garanzia di validità.

Eppure, in un ambiente accademico dal quale proviene l’artista, l’esempio consolatorio di Van Gogh che, come vuole la leggenda, vendette in vita un solo quadro, ancora circola e alimenta speranze.

La domanda che sorge spontanea è: cosa succede quando il contemporaneo diventa talmente contemporaneo che gli artisti vengono consacrati dalle istituzioni molto prima che ci sia stato il tempo materiale di assimilarli?

E d’altra parte, perché aspettare la propria scomparsa o i sessant’anni per poter fare il punto della situazione, in un mondo i cui ritmi frenetici non cessano di spingere sull’acceleratore?

Partendo da queste due constatazioni che costruiscono due spinte motrici contrastanti, Robberto organizza gli spazi della galleria in modo da creare tre ambienti, corrispondenti ai suoi modus espressivi: il primo dedicato al figurativo, un altro all’astrazione, e un ultimo dove domina un’istallazione.

E’ un portare in piena luce la fittizia caduta da cavallo mortale di D’Annunzio, facendone un’operazione concettuale, ma basata su pitture e istallazioni che hanno invece molto di materiale, nonché di vissuto personale.
Mettendo in scena prematuramente la propria morte, c’è la volontà di esorcizzarla e di accelerare artificialmente un processo di valutazione che contribuisce a risolvere il dilemma stesso insito nell’opera.
Robberto nasce a Cagliari il 06/ 02/ 1989

info@robberto.com

Partecipa a numerose esposizioni di cui:

2010 - Gemine Muse, Roma
2011 – Return, Royal Accademy, Antwerpen (BE)
2011 – Tra Cielo e Terra, (Palazzo Barolo( To), Carisbo(Bo), Museo Marino Marini(Fi)

  
The Room Gallery
via Cairoli 74, Roma
dal lunedì al sabato, dalle 14 alle 24
+39 06 64 87 0 818

Numero 33 di Potpourri Magazine


“Se la religione fu l’oppio dei popoli…”


Potpourri di gennaio è online


In questo numero:

L’utopia della democrazia, surrealismo in polaroid, la ricerca dell’io nel cinema, città sommerse di Quaz-Art, assistenza ai malati terminali, fotografia di guerra, illustrazioni delle sorelle Arturo e di Barbara Correnti. Buona visione!

Sfoglialoonline   

E su Quaz Art approfondimento sull'artista Andrea Gatti a cui Potpourri dedica uno speciale

Dialettiche


Su Quaz Art, una riflessione su alcune mostre nel quartiere San Lorenzo a Roma

sabato 21 gennaio 2012

LA DANZA DELLA VITA di ANNA POERIO



LA DANZA DELLA VITA di ANNA POERIO A CURA DI  MASSIMILIANO BISAZZA
DAL 23 GENNAIO  AL 3 FEBBRAIO 2012
VERNISSAGE 22 GEN. ORE 18.00

Mostra aperta da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 19:00

IN COLLABORAZIONE CON:

RISTORANTE SCIMMIE 
CITY 
TIPOGRAFIA SPADA 
MACHI GRAF 
OFFELLERIA TACCHINARDI

All'interno dell'innovativo marchio “PROMOTER GALLERY Temporary Art Shop” di SALVO NUGNES


La pittura di Anna Poerio è densa di quel "verismo sentimentale" e non solo oggettivo delle figure protagoniste nelle sue opere. Ci porta in una dimensione contemplativa ma spesso surreale e metafisica.

Il percorso stilistico della Poerio è caratterizzato da un’intensa interpretazione concettuale, che evidenzia il fascino, la grazia e l’eleganza del corpo umano. In particolare, le figure femminili, giovani, sinuose e accattivanti, vengono rappresentate mentre si muovono in passi di danza, con leggerezza e in profonda sintonia con la natura e il mondo circostante,in un ritmo, che segue musiche immaginarie, percepibili e intuibili nella gestualità. Le donne vengono congiunte ai fiori, simbolo di delicata purezza e nobili sentimenti. La sensibilità e la capacità comunicativa dell’artista emergono appieno nelle opere, che rispecchiano una riflessione interiore, in cui l’arte e le sue manifestazioni sono come un’ancora di salvezza, per rasserenare gli animi e le menti.

Le tonalità cromatiche e i giochi di luce, sapientemente intrecciati, creano una dimensione spaziale di immediato impatto visivo ed emozionale. Il linguaggio artistico della Poerio è ricco di suggestioni e stimola la fantasia dell’osservatore, che ne viene coinvolto e quasi travolto, come in una dimensione onirica, in cui il sogno e la realtà coincidono e la libera interpretazione trova intriganti contesti fiabeschi, in cui immergersi. L’estro creativo della Poerio è un inno a celebrare l’arte e il desiderio di istintiva spontaneità, come il librarsi delle sue creature danzanti, che vibrano sulle tele e si innalzano a fondersi con l’universo cosmico, in un tripudio di radiosa energia e autentica forza vitale

Ma-donne di Roberta Serenari



Venerdì 27 gennaio, presso lo Spazio P.Ark - Comunicatori su Misura - Via Santo Stefano 164, Bologna - tel. 051/6569706  si inaugura la mostra Ma-Donne di Roberta Serenari a cura di Maria Rita Montagnani

Ma-Donne è inserita nel calendario delle iniziative di Arte Fiera OFF e parteciperà anche in occasione della Art White Night di sabato 28 gennaio, quando lo spazio rimarrà aperto fino a tarda ora.

L’inaugurazione è prevista per venerdì 27 gennaio 2012 alle ore 18,30 alla presenza dell’artista e della curatrice. In esposizione alcune tele della pittrice bolognese, incentrate sulle figure femminili come elemento salvifico proiettato nel futuro. “Soggetti diversi”, spiega la Serenari, “bambine, donne, madonne, dèe o streghe. Icone femminili che rappresento in questa mostra e che sembrano vivere la dimensione sospesa e metafisica di un tempo congelato, seppur esprimendo la loro vocazione di futuribili guerriere...”

ROBERTA SERENARI : MA-DONNE, SOVRANE DEL SE’

Roberta Serenari è artista- pittrice di mondi paralleli e sotterranei, la cui luce di sghembo ama ritagliare nel mistero le sue figure dalla chiara oscurità. Figure femminili come icone del mondo al di là del mondo,ognuna delle quali è un cesello d’ombra su un clamore di velluto. 


Che siano madonne, dèe, streghe o bambine, stanno tutte raccolte in una nicchia di altera inafferrabilità, eppur vissute, eppur segnate da una vita estranea e farneticante, ma sempre inalterabili da alcunché di umano e di terreno. Impenetrabili e indecifrabili, vegliano i nostri sogni inquieti, visitano le nostre notti come succubi bisognosi di dedizione e di totale devozione, e non importa se irrompono dentro i nostri pensieri come un incubo, perché esse portano con sé lo stigma della nuova coscienza, della profonda lucidità psichica.


Come vere personificazioni del femminino esse incarnano la potenza immaginifica dell’archetipo cui appartengono e che agisce su di noi con il potere soverchiante dell’inconscio. Sono sovrane del metaxy, del regno di mezzo, e come tali portano dietro di sé lo strascico di una regalità severa ma scintillante, lasciando nel loro passaggio tracce di numinose presenze, di strani fremiti della mente. 


Così il realismo magico della Serenari ci pone subito in contatto con la nostra alterità, e con le sue inquiete epifanie, con le sue enigmatiche immanenze, rende il non-detto più gravoso e persistente di un grido. 


E in quell’apparente immobilità che “muove”si agitano tutte le larvate forme dell’immaginario, dal doppio al suo fantasma, e tutto ciò che non trova più spazio né collocazione nella nostra limitata razionalità. Così queste ma-donne, dèe oscure e sovrane del sé, ne trovano uno dilatato e infinito nelle nostre paure ed ipocondrie, nei recessi più inconoscibili del nostro essere. 


E come ogni archetipo anche il Femminino di Roberta Serenari , addita e ammicca ad una salvezza, quella capacità illuminante di perdersi in qualcosa di eterno – nell’anima e nella bellezza – senza dover e poter più ritornare come e ciò che si era prima.


Maria Rita Montagnani

giovedì 19 gennaio 2012

L'eredità della Transavanguardia


Su Quaz Art, riflessioni sull'eredità della Transavanguardia

Fernando Rea l’eros nascosto



Fernando Rea l’eros nascosto

Villa Comunale
via Marco Tullio Cicerone 22 – Frosinone
25 gennaio – 10 febbraio 2012
Inaugurazione mercoledì 25 gennaio ore 18,00


Mercoledì 25 gennaio 2012, alle ore 18,00 a Frosinone, presso la Villa Comunale, si inaugura la personale di Fernando Rea  L’eros nascosto, curata da Alfio Borghese, con testo critico di Marcello Carlino.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Frosinone, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia, rimarrà aperta fino al 10 febbraio tutti i giorni (compresa la domenica) dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.

Raccoglie un nucleo importante di lavori inediti, che l’artista ha realizzato a partire dal 2000, nel segno di Eros e Thanatos, a creare un percorso articolato capace di restituire la complessità di un linguaggio che nel mito ha trovato stimoli, suggestioni e ragioni di essere.

Per Rea da quasi un ventennio la mitologia rappresenta, infatti, non soltanto il motivo di irrinunciabili input creativi, quanto piuttosto la possibilità di costruire un sottile equilibrio tra passato e presente per cancellare la contrapposizione. Queste opere recenti si presentano quindi come una particolare rilettura del passato a livello del contemporaneo. In esse ritroviamo la tradizione dell’arte occidentale e la necessità di rinnovarla, avendo coscienza di quella pluralità di stratificazioni culturali che la caratterizzano, al punto che l’artista ha elaborato una metodologia di lavoro assolutamente innovativa, in cui le tecniche abituali, dal disegno alla pittura, dal collage alla grafica, si rapportano dialetticamente all’uso delle nuove tecnologie, dalla fotocopia all’elaborazione digitale. Le immagini da cui parte molto spesso sono prese dai giornali, decontestualizzate e ricontestualizzate attraverso manipolazioni, ritocchi, tagli e inevitabilmente interventi pittorici, cosicché i protagonisti di reportage, servizi di moda o pubblicità si svestono dell’attualità per animare una dimensione senza tempo.

Venere, Orfeo, Giove, Persefone, Elena e altri dei ed eroi, che Fernando Rea crea senza soluzione di continuità, si presentano non solo come memoria di una cultura originaria, attraverso cui riscoprire le motivazioni del presente, ma anche come possibilità di ripensare alla classicità in una prospettiva critica, in cui i termini di tradizione e di sperimentazione sono intesi come complementari, non come contraddittori. Il processo di riattualizzazione del mito, messo in atto con un inesauribile desiderio di innovazione, è inteso come la possibilità di riappropriarsi dell’originaria identità culturale, per evitare la spersonalizzate e spesso sterile omologazione prodotta dall’inarrestabile globalizzazione.

Come scrive Carlino nel testo critico:

 “Il lavoro pittorico di Rea punta nella direzione di un’origine, di un cominciamento prima di ogni tempo, e in parallelo, con ritmo altrettanto sostenuto, si volge al futuro come disseminandone gli indizi, i segni incipitari e sembra annunciare quel che non è ancora, configurandone l’eventualità. Il “di qua” di una indistinta e condivisa totalità originaria che ha i caratteri del sogno e dell’utopia e il “di là” di qualcosa che si mostra indeterminato e che tuttavia ci attende e attende il nostro impegno per l’avvenire: contro il postmoderno concentrato asfitticamente sul presente, ridotto sulle sue piccolissime misure, nella rappresentazione di queste tele l’oggi non ha tempo di consistere e si riapre dinamicamente, si rivitalizza riempiendosi di passato e di futuro”.

per informazioni:
Villa Comunale via Marco Tullio Cicerone 22  03100 Frosinone
tel. 0775 874141
orario  tutti i giorni 9,00-13,00  15.00-19,00
alfio.borghese@libero.it

mercoledì 18 gennaio 2012

Black and White




La Galleria Minima - Arte Contemporanea di Roma, presenta la mostra " Black & White".

La mostra segue una linea di ricerca nell'arte contemporanea. L'esposizione presenta 7 artisti - Bonamore, De Angelis, DeVine, Pacchiarotti, Parretti, Stigliano, Tosto - che mediante l'uso del bianco e del nero, si esprimono attraverso un linguaggio concettuale ognuno con una propria poetica, creando un discorso collettivo di stampo contemporaneo.

Black & White
20/01/2012- 24/03/2012
Orari: dal martedi al sabato dalle 16.00 alle 19.00.


per info:
Galleria Minima - Arte Contemporanea
Via del Pellegrino 18, 00186 Roma (Campo dè Fiori)
galleria_minima@hotmail.it
www.mariotosto.it
3393241875
fax: 065091574



Deep - Il Profondo osservato attraverso il Movimento



Giovedì 16 Febbraio, a Torino, presso lo Zero Cafè in Via Vanchiglia 0, angolo piazza Vittorio, alle ore 19.00 si terrà la personale Deep il Profondo osservato attraverso il Movimento di Adami Gabriele (Visual arts & Photographer)

Le opere di Adami non sono fotografie, ma visioni che attraverso una particolare tecnica di scatto in movimento cerca l' essenza,il profondo della materia.

Esplorazioni dell'essenza delle cose, al di là dell'apparenza, che rompono il velo di Maya che avvolge il nostro sguardo.

martedì 17 gennaio 2012

Women in black


Il secondo evento di fotografia dell' HulaHoop Club parte il 27/01/2012

Come sempre tutti in via L.F.De Magistris 91/93 - Roma alle 19.30 con in compagnia degli scatti di Simona Manzone alias Blas.phgrafik  e  M.antonietta Cardea alias Mary Rouge

La serata si animerà con un duo di danza “Alter-Ego” è estratto dalla performance la danza “ Guaranì” nata dalla collaborazione tra le danzatrici Irene Giorgi e Marta Mearelli.

Un passo a due femminile danzato sulle toccanti note del notturno di Chopin in netto contrasto con lo stile contemporaneo di Women in black 

Due donne, due mondi. Ed anche più.

L'universo scenografico che ci mostrano Mary Rouge e Blas.phgrafik è popolato da altre donne, altre anime che si muovono sulla superificie delle cose. Seppur entrambe colgano il dato reale, questo viene mutato senza incertezze dall'innata volontà di scavare nelle zone più oscure e più fragili del desiderio umano. L'apparenza e la nudità, allora, si offrono ai nostri occhi senza preoccupata distinzione: esseri garbati paiono danzare su un piano parallelo che s'allontana dalla realtà tangibile, a metà tra l'irreale ed il fantastico.

In Mary Rouge gli elementi naturali trasfigurano e giocano la loro presenza su gamme coloristiche brillanti e sature, gli oggetti divengono ambienti avvolgenti. L'erotismo è un contenitore spaziale, il respiro vitale delle donne che vogliono di mostrare il proprio corpo nell'imperfezione di una calza a rete strappata e di un trucco retrò. Se la femminilità è donna, questa non si limita a risiedere esclusivamente in essa ma abita il sesso opposto con la grazia efebica e suadente della pura innocenza. Gli scatti di Mary Rouge posseggono una sottile musicalità in cui il sensuale è ciò che parte dalla mente per giungere ai tacchi, simbolo di sudata ma ineludibile scomodità di vita e di piacere.

Blas.phgrafik è equilibrata compostezza libera da rigidità accademiche e da regole razionali. L'artista fa capolino dall'esperienza di più vite, ne estrapola il tacito spessore e lo intreccia, lo sovrappone. Il limite temporale è abbattutto: non vi è appartenenza specifica e nè potrebbe essere, se ciò che viene bloccato in un momento è la contemporanea fluidità dell'inconscio. Per questo le sue opere sono pregne di quel sapore antico dell'esistenza, frammenti di vite collettive esibite senza vergogna a testimonianza di una schizofrenica indagine che fonde corpo e mente, universali traghettatori sani di emozioni.

Camilla Cossu

Intervista a Pizzigoni


Su Quaz Art, intervista all'artista Pizzigoni

lunedì 16 gennaio 2012

La Nuova Pittura


a Nuova Pittura

Dal 14 febbraio al 28 febbraio 2012
Spazio Espositivo di Cascina Roma – San Donato Milanese

inaugurazione con aperitivo sabato 18 febbraio alle h 17.30
Presenzierà l’artista

La Mostra resterà aperta al pubblico
Dal 14 febbraio al 28 febbraio 2012
lun. / sab. 9.30-12.30 / 14.30-18.30
dom.10.30-12.30 / 16.30 -19
CASCINA ROMA - PIAZZA DELLE ARTI - SAN DONATO MILANESE.

per info tel. 0255603159
 
http://lanuovapittura.blogspot.com
lanuovapittura@gmail.com

 
Allo Spazio Espositivo di Cascina Roma - San Donato Mil.se - si inaugura sabato 18 febbraio 2012 alle h. 17.30 la Mostra Personale di Antonella Sassanelli - La Nuova Pittura.

L’elemento predominante nei lavori di Antonella Sassanelli è la narrazione: la stessa che nell’era del postmoderno appare precaria, fragile e fluttuante, è il filo conduttore che accompagna  immagini realizzate al di là di ogni condizionamento. Sassanelli ha messo a punto una sua particolare poetica realizzando cicli di opere con tecniche digitali che sfociano  in realizzazioni puramente pittoriche. L’interpretazione del lavoro di questa artista si evince dalla lettura della genesi delle sue opere: partendo dalla scrittura, attraverso una sintesi ricercata con misurata sottrazione, raggiunge  l’essenza descrittiva tramite figurazioni. Il mezzo è minuzioso e assolutamente rigoroso, il risultato sfocia in una scarnificazione che rivela una solida, affascinante nuova struttura narrativa. I particolari delle immagini con il procedimento grafico, si trasformano in una modulazione metaforica scandendo nuovi piani-struttura che si susseguono a segmentare la forma. Un lavoro, il suo, che al di là del procedimento tecnologico, utilizza il lessico e la destinazione della pittura-pittura, una “Nuova Pittura”: la pennellata e la tela che si mostrano nella loro concretezza segnica e materica, diventano l'estensione di un' identità da mutevole a rivoluzionaria. (Dalla redazione di Sckeda Metropolitana)

L'artista nata a Modena e di formazione milanese, negli anni ’80 studia recitazione, mimo e danza jazz al Centro Studi Coreografici San Calimero di Milano. Negli anni ’90 si concentra solo sulla scrittura: un romanzo, poesie e racconti. Pubblica su riviste web e i lavori sia di prosa che di poesia vengono recitati in teatro e in reading pubblici. E' nel nuovo millennio che unisce immagini alle scritture, spazia dalle tecniche digitali alla pittura tradizionale, partecipando con i suoi lavori a mostre personali e manifestazioni collettive.


La Mostra resterà aperta al pubblico dal 14 al 28 febbraio 2012 dal  lunedì al sabato con orario 9.30-12.30 / 14.30-18.30 e la domenica h. 10.30-12.30 / 16.30 -19 presso lo Spazio Espositivo di Cascina Roma in Piazza delle Arti a San Donato milanese.

Ingresso libero

Inaugurazione con aperitivo domenica 18 febbraio 2012 h. 17.30

Presenzierà l’artista

WORKSHOP FOTOGRAFICO CARNEVALE A VILLA OLMO (CO)



Le maschere veneziane sono sempre state un soggetto molto gradito ai fotografi, sia appassionati che professionisti. In occasione quindi del Carnevale 2012, il fotografo Fabrizio Capsoni organizza un Workshop fotografico a Como nella splendida cornice di Villa Olmo.

Marco Di Lauro, noto creativo comasco di maschere, metterà a disposizione 4/5 figuranti che indosseranno alcune delle sue più belle creazioni.

Fabrizio Capsoni, artista-fotografo, ha esibito in diverse mostre personali la sua collezione “Miss Carnival” con ottimi riscontri di pubblico e stampa; mette quindi a disposizione dei partecipanti la sua esperienza affinchè possano ottenere i migliori risultati dallo scatto fotografico a questi soggetti.

Programma:

h.10:00 - ritrovo presso il Ristorante Villa Olmo (all’interno del parco della Villa)
h.10:30 – verifica dell’attrezzatura e prime indicazioni tecniche
h.11:00 – inizio delle riprese fotografiche assistite (in esterni)
h.13:00 – pranzo e verifica dei primi scatti
h.14:30 – seconda sessione fotografica di perfezionamento (anche all’interno di Villa Olmo)
h.16:30 – verifica, discussione e valutazione degli scatti
h.18:30 – fine del workshop

Numero massimo di partecipanti ammessi: n.20
Quota di partecipazione: eu.80 + iva

La quota comprende: il noleggio delle maschere, il contributo ai figuranti, lo spazio didattico, l’uso dei saloni di Villa Olmo, il pranzo completo nel prestigioso ristorante.

Prenotazione obbligatoria con versamento 50% quota.

Attrezzatura fotografica consigliata: Reflex e obiettivi con focali 24/70 e 70/200, flash. Sono ammesse anche altre focali ed anche fotocamere compatte di tipo Bridge con zoom ottico.

Altri dettagli sulla mia Pagina Facebook: http://www.facebook.com/CAPSONI
Per informazioni e iscrizioni scrivere a info@capsoni.it con oggetto: Workshop Carnevale

domenica 15 gennaio 2012

Francesco Mai a Varsavia



Sbarca per la prima volta in Polonia l’arte digitale 3D di Francesco Mai.

Dopo gli avvenimenti di New York,Canada,Australia,Cina,Germania, Spagna e Colombia la mostra

“Alien Digital Sculptures:oltre gli orizzonti della creatività”

apre i battenti presso l’Istituto Italiano di Cultura a Varsavia situato in
ul. Marszałkowska 72 00-545 Varsavia
tel 0048.22.628.06.10/18 fax 0048.22.628.1068

L’artista sarà  presente all’inaugurazione  di martedì 17 gennaio 2012 e i giorni successivi.

La mostra prosegue fino al 9 marzo.

venerdì 13 gennaio 2012

Arte Industriale



Quaz Art, poche settimane fa, ha realizzato una piccola inchiesta su un laboratorio che riproduce in scala manifatturiera opere di altri artisti.

L'idea era quella di documentare ciò che poteva apparire una curiosità... Ma con il passare del tempo abbiamo scoperto come il fenomeno sia più diffuso di quanto ci potessimo aspettare

Silvia Boldrini, ad esempio, ci ha evidenziato quello che accade in Cina,

L'artista Mia de Schur ha raccontato la sua esperienza... Quando viveva a Boston, Massachusetts, in una via non troppo lontano dalla Harvard University, ha visto laboratori simili a quelli descritti a Roma...

Di fatto è una realtà globale...

Alberto Biasi



Dopo la personale su Antonio CALDERARA, la Fondazione Zappettini, nella propria rinno-vata sede di Milano, apre le porte a un altro maestro dell’astrazione italiana, Alberto BIASI. La personale dedicata all’artista padovano, attivo sulla scena nazionale e internazionale da oltre cinquant’anni, si inaugurerà mercoledì 18 gennaio 2012 (ore 17.30) a Milano, nello spazio di via Nerino 3.

La mostra, curata da Alberto RIGONI e visitabile fino al 16 marzo, offrirà al pubblico una campionatura dei principali periodi dell’attività di BIASI: dalle “torsioni” ai “rilievi ottico percettivi” fino agli “assemblaggi”. Una decina di opere selezionate proporranno al visitatore una carrellata esauriente sull’arte di uno sperimentatore raffinato e di un vivace innovatore.

Come spiega nella prefazione Riccardo ZELATORE, Direttore della Fondazione, «BIASI ha attraversato da protagonista gli ultimi cinquant’anni della storia dell’arte italiana: membro attivo di alcuni dei più interessanti gruppi del secondo Novecento, dal Gruppo N alla Nuova Tendenza all’Arte Programmata, il suo lavoro si dipana su un duplice binario di coerenza e sperimentazione e ne ha reso la firma riconoscibile e originale».

La mostra sarà visitabile fino al 16 marzo ed è accompagnata da un catalogo a colori con un testo di Alberto RIGONI

giovedì 12 gennaio 2012

Non c’è Myra senza Vidal




Il 13 gennaio alle ore 19 la galleria Whitecubealpigneto, nell’ambito del progetto Myra/on Trasformazioni, presenta al pubblico la mostra dell’artista performer Francesco Impellizzeri dal titolo “Non c’è Myra senza Vidal”, a cura di Geoffrey Di Giacomo.

Uno spot pubblicitario degli anni '60 riprende vitalità come ludico pretesto per lanciare una serie di messaggi in cui un binario semantico attraversa la comunicazione: da una parte si rompono schemi e dall’altra si cerca di affermarli.

Impellizzeri, protagonista della performance dagli anni '90, ci mostra con ironia il suo punto di vista critico sugli aspetti della sessualità che negli anni delle grandi contestazioni aveva vissuto un periodo di “liberazione” dai vecchi pregiudizi morali.

Gore Vidal nel romanzo Myra Breckinridge, inoltre, profetizzò il ruolo dominante che la tv commerciale avrebbe assunto a scapito del grande cinema di Hollywood; l’artista presenta un’avvincente opera video sulla base di una réclame che sottolinea proprio l’intuizione dello scrittore americano, con l’aggiunta di una dialettica e sensibilità artistica anticonformista che lo ha sempre contraddistinto nelle sue numerose esposizioni.

FRANCESCO IMPELLIZZERI
“Non c’è Myra senza Vidal”
Myra/on Trasformazioni
Omaggio a Gore Vidal
13 gennaio 2012 - 29 febbraio 2012

inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19.00 Whitecubealpigneto gallery
Via Braccio da Montone 93 roma

3342906204

lastellina05@gmail.com

www.whitecubealpigneto.com

Sentiments




n una vita sempre più frenetica e veloce, gli oggetti e le immagini del nostro tempo ci comunicano solo fugaci emozioni e spesso ci passano davanti senza lasciare alcuna traccia. Dobbiamo allora andare alla ricerca di un movimento di energia più forte, risvegliare i nostri stati d’animo, riscoprire i SENTIMENTS. San Tommaso d'Aquino, nella sua Somma Theologica, ammette undici SENTIMENTS: amore, odio, desiderio, avversione, gioia o diletto, dolore o tristezza, speranza, disperazione, paura, audacia, ira.

Le opere di pittura, scultura e culture digitali, in esposizione dal 28 gennaio  al 5 febbraio 2012 presso gli spazi della Stazione Leopolda di Pisa, saranno l’esemplificazione di questo elenco nato dal pensiero del grande teologo.

La mostra, curata da Nicola Domenici e Maurizio Marco Tozzi, vede la partecipazione di 32 artisti provenienti da Italia, Austria, Francia, Germania, Giappone, Svizzera e Taiwan, legati appunto da questo grande filo conduttore. Special guest della manifestazione Alessandro Amaducci che presenterà per la prima volta per intero la sua “Electric Self Anthology”, i cui episodi sono stati esposti in tutto il mondo: “Electric Self Anthology è una serie di video, tutti commentati da brani musicali realizzati da me – spiega Amaducci - che stanno formando un’antologia dall’omonimo titolo. Il titolo  indica la volontà di entrare in maniera diretta dentro una sorta di inconscio elettronico, di caverna di ombre contaminate dalle nuove tecnologie, dove vivono o riemergono fantasmi di immagini, forme archetipiche, ma anche “insospettabili” clichè del mondo di Internet, personaggi stereotipati, modelli, figure che galleggiano nel mare della Rete e che noi cerchiamo e scarichiamo sul nostro computer senza sapere il più delle volte il perché. L’ingresso nel mondo dell’inconscio elettronico è un viaggio oscuro, denso di ferite, dove si incontrano personaggi femminili, corpi che incarnano in qualche modo alcuni temi che ossessivamente si rincorrono, come la vita , la morte, il desiderio, il voyeurismo, la trasformazione del mondo in spettacolo, e l’inossidabile potenza fascinatoria della forma umana, del corpo inteso come luogo esoterico, come spazio simbolico . Entrare nell’inconscio elettronico significa anche ri-scoprire la propria ombra infantile, quel momento in cui la dimensione della morte e della vita sono confuse, e con le quali si può giocare anche in maniera crudele, in cui la bellezza e la mostruosità possono convivere, dove la paura è necessaria perché foriera di emozioni. Nell’inconscio tecnologico si danza sempre volentieri con la Morte”.


Saranno inoltre organizzati appuntamenti collaterali di musica, teatro ed una serie di conferenze sull’arte contemporanea, ecco il calendario:

CONFERENZE

Lunedì 30 gennaio ore 15: “L’arte nel mondo virtuale”, relatore Rosanna Galvani fondatrice del Museo del Metaverso nelle piattaforme Second Life ed Open Sim.

Mercoledì 1 febbraio ore 15: “La fruizione a distanza dell’opera d’arte”, relatore Maurizio Marco Tozzi, laureato in Net Art e Culture Digitali.

Venerdì 3 febbraio ore 15: “L’arte come fenomeno di opposizione”, relatori Marco Cirillo Pedri e Marco Mirko Nani, ideatori del progetto “Pimp My Mary” contro la commercializzazione delle icone religiose.

SPETTACOLI

Sabato 28 gennaio ore 18:  il Gruppo Oracle, composto da Carlo Palagi (guitar), Riccardo Puccetti (drums), Giuliano Passaglia (Sax), si esibirà in una performance etno jazz.

Venerdì 3 febbraio ore 21: “Muori amore mio!” commedia di Aldo De Benedetti.

Sabato 4 febbraio ore 21: Davide Barbafiera ed i suoi “Paesaggi Elettronici”, performance di musica elettronica

Sabato 4 febbraio ore 21: Performance di Body Painting di Matteo Arfanotti.

Domenica 5 febbraio ore 21: La compagnia teatrale Gattobardo presenta "L'Importanza di chiamarsi Ernest" di Oscar Wilde

ELENCO ARTISTI SENTIMENTS 2012

Giovanna Ambrogi
Matteo Arfanotti
Paolo Bacci
David Bertolaso
Cristian Biasci
Marta Buggiani
Marta Cadonici
Stefano Corsini
Federico Cosci
Rossano Di Cicco Morra
Sandra Di Marcantonio
Sabina Feroci
Shozo Koike
Fabrizio Lavagna
Libero Maggini
Giuseppe Malfattore
Daniela Marchetti
Francesco Minniti
Sibylla Pasche
Marco Pavani
Vanda Pianini
Manfred Reinhart
Martin Rille
Cinzia Rossi Ghion
Marika Sartori
Maurizio Sassi
Sandra Stanzione Landi
Edoardo Stramacchia
Salvatore Torretti
Carlo Trevisan
Yueh Bing Wen

mercoledì 11 gennaio 2012

Potpourri Oscar Collection N.1


Nuova iniziativa della rivista Potpourri, partner di Quaz Art

Una raccolta tematica delle migliori pubblicazioni 

In questo numero: 

Editoriali e aforismi su arte e cultura, e illustrazioni di Loredana Grasso, Gianluca Costantini, Stefania Artusi, Conrad Roset, Fare Ala,Vira Lata, e Joe Sorren. 







SHEPARD FAIREY «120!» - retrospettiva


Una mostra evento per ripercorrere dieci anni nella carriera del più celebre street artist del mondo      

Si chiama Shepard Fairey, ma è diventato celebre in tutto il mondo con il nome-slogan di OBEY. Dopo aver contribuito in maniera determinante alla campagna elettorale del presidente statunitense Obama, il suo stile è diventato oggetto del desiderio per gli appassionati d'arte sparsi in tutti i continenti e intorno al suo lavoro serigrafico, incentrato sui temi della critica sociale o dedicato a personaggi di assoluta rilevanza della cultura popolare, si è creato un vero e proprio culto.

In Italia, il merito di aver organizzato la prima grande mostra di Shepard Fairey è di Mondo Bizzarro Gallery, che dopo la personale tributata allo street artist americano nel 2011, replica proponendo una retrospettiva che, tra opere in tiratura limitata e pezzi unici, conterà oltre 120 pezzi firmati da Obey, coprendo un arco temporale compreso tra il 2000 e i nostri giorni. Una mostra-spettacolo di grande attrattiva, imperdibile per chiunque desideri accostarsi da vicino ai capolavori di un artista ultra-contemporaneo come Shepard Fairey sposandone genio creativo e sensibilità.

Titolo della mostra: SHEPARD FAIREY «120!» - retrospettiva 

A cura di: Cristiano Armati e Dario Morgante
Inaugurazione: sabato 14 gennaio 2012, ore 18.30
Periodo: 14 gennaio 2012 - 11 febbraio 2012
Orari: dal lunedì al sabato 12.00 - 20.00
domenica 16.00-20.00
Sede: Mondo Bizzarro Gallery, via Reggio Emilia 32 c/d
Tel. 06-44247451 info@mondobizzarrogallery.com
www.about.me/mondobizzarrogallery
www.mondobizzarrogallery.com


martedì 10 gennaio 2012

Considerazioni semiserie


Su Quaz Art, considerazioni ironiche sulla globalizzazione culturale

Giancarlo Cardini: la musica, il novecento




Venerdì 13 gennaio, ore 17.30
Sale espositive del Centro Pecci/mostra di Nicola De Maria
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
ingresso libero

Presentazione del libro

Giancarlo Cardini: la musica, il novecento
Paolo Carradori a colloquio con uno dei principali musicisti contemporanei italiani
Marco Del Bucchia editore

Saranno presenti: Giancarlo Cardini, Paolo Carradori, Renzo Cresti e Marco Bazzini

Il Centro Pecci presenta il 13 gennaio alle 17.30 il libro di Paolo Carradori su uno dei principali musicisti contemporanei italiani: Giancarlo Cardini.

La presentazione avrà luogo nella sala centrale della mostra di Nicola De Maria, che nella musica trova uno dei suoi temi più forti.

Giancarlo Cardini non è solo quel raffinato e intelligente pianista a cui la musica contemporanea italiana deve superbe esecuzioni ma è anche un musicista pensante, uomo di cultura e operatore musicale, caso raro. Queste pagine dimostrano i suoi variegati interessi culturali; è una molteplicità che parte da un assunto molto esplicito, ossia che negli ultimi decenni la relazione fra le varie forme, generi e stili musicali abbia superato steccati rigidi e che i vari fatti e atti della musica si siano sempre piú intrecciati, non solo nei loro aspetti tecnici ma anche e soprattutto in quelli espressivi
(l'incipit del saggio di Renzo Cresti).

Giancarlo Cardini: la musica, il novecento
Paolo Carradori a colloquio con uno dei principali musicisti contemporanei italiani
Nota di Sylvano Bussotti. 
Saggi di Renzo Cresti e Mario Gamba
Appendice fotografica- cd musicale.
Marco Del Bucchia editore - pp. 156