sabato 7 gennaio 2012

La Viande Rouge




Il 2012 all’Hula Hoop con il progetto Togaci si riparte con un nuovo ciclo di mostre dedicate alla Fotografia .

La mostra che aprirà il calendario di Gennaio 2012 , e la personale di Maria Gabriella Cinà,che si terrà il 13 Gennaio alle 20.00 dal titolo La Viande Rouge, i scatti della Cinà sono parte di un percorso dove le muse ispiratrici sono due geniali performers, Katia Stefani in arte Madame  Decadent e Chérie Roi.

Il concept della mostra e di Togaci e di Maria Gabriella Cinà il testo e di Camilla Cossu .

L a serata e avrà inizio con performance di Chérie Roi , ispiratasi dallo anonimo nome, La Viande Rouge (Carne Rossa), Chérie Roi darà una nuova rilettura sobria al mondo del nudo.

[I nudi contemporanei sono contenitori della bellezza “sottovuoto”, immagini di sensi perduti nelle anatomie frammentate che i mass-media mercificano come carne al macello.]

Interessante inizio per poter decidere cosa gli occhi vogliono ancora vedere .

La Viande Rouge


Testo di Camilla Cossu

Gabriella Cinà lavora con il corpo. Il suo lento lavoro di ricerca individuale, atto a scavare dentro il proprio Sé, culmina nell'indagine estetico-artistica che guarda all'epidermide come un terreno da scoprire. Differenti luminescenze si posano sul corpo e indagano le possibilità molteplici della sua morbidezza, lo ri-qualificano quale strumento per eccellenza di una vita che dialoga direttamente con l'arte. Il corpo accoglie e dona la vita, è esso stesso opera d'arte ed apice di una comunicazione intima ed universale, emotiva ed intensa.

Come già in "Pezzi di Vita" (2009), s'impone attraverso gli scatti un gusto per il dettaglio che offre allo sguardo l'aspetto vitale della performance, con tutto il pathos che lo caratterizza. L'atmosfera sospesa si carica di attesa e l'occhio scruta il mistero di un gesto, di un'azione volta ad una nuova scoperta. Corpo ed ambiente copartecipano la diffusa luce rossastra, un velo che accarezza le linee definite degli indelebili segni sul corpo. Disegni variegati che rimandano ad un'epoca che non c'è più, si mescolano con il contemporaneo e rivivono in esso acquisendo un valore sempre diverso, sulla pelle e nel vissuto individuale. Il limite tra soggetto ed oggetto viene abbattuto dal gesto che è fermato nell'istante preciso della sua s-definizione, come a divenire immortale ed irripetibile nella memoria di chi vi guarda dentro. Nei suoi lavori Gabriella Cinà coglie volti densi di emozioni che si susseguono, si rincorrono nella condesazione di un attimo e lascia allo spettatore la libera facoltà di sperimentare a sua volta un percorso visivo e di ricerca interiore che erge il corpo a protagonista assoluto di una nuova arte

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