sabato 28 gennaio 2012

A little piece of my art a cura di Togaci





CAUSA EMERGENZA NEVE A ROMA, L'APERTURA DELLA MOSTRA E' STATA POSTICIPATA AL 17 FEBBRAIO

Il 10 febbraio 2012 la miscela di arte e letteratura che è l’anima dell’HulaHoop club si sublima in una serata intensa e carica di emozioni.

Apre la personale “A little piece of my art” di Martina Monopoli (dal 10.2.2012 al 23.2.2012).
La macchina fotografica si fa strumento di analisi pittorica: coglie un attimo metafisico in cui l’artista diventa soggetto della sua stessa opera ed entra fisicamente nella propria visione introspettiva. In una fusione di immaginazione, di effetti luministici e cromatici, Martina Monopoli ritrae i pittori ,e non (Eleonora Gianfermi, Stefano Bolcato, Cristiano Petrucci, Silvia Faieta, Gianni Lancellotti, Francesca Gerlanda Di Francia, Valerio Pierbattista, Marcello Toma, Valentina Zummo, Stella Venturo, Paolo Pietrangeli), e si fa interprete eccellente di un panorama pittorico multiforme e significativo.

Segue la presentazione del catalogo degli eventi 2011-2012 del binomio HulaHoop-Togaci, cui presenzierà il Consigliere della Provincia di Roma Gianluca Peciola  ,che ha abbracciato il progetto.

Quale migliore intrattenimento, il palco dell’HulaHoop ospita il reading del cantiere letterario curato da Carlo Sperduti. Sulle scenografie di Francesca Gerlanda di Francia i ragazzi della “letteratura notturna” leggeranno i racconti più significativi, dando alla serata un sapore di notte magica, stravagante, inquieta e onirica.

(I lettori e autori dei racconti sono: Daniela Peruzzo, Diletta Fedele, Camilla Cossu, Felice Quartullo, Leonardo Battisti, Alessandro Reali, Marco Lipford, Patrizio D’Amico, Patrizia Berlicchi, Specchio Gelido, Elena Benigni).

Cristina Ricatti.
scrive per Martina Monopoli.

“A little piece of my art”


Pensate a una favola: un mondo fantastico, pieno di colori, di magie e sortilegi, dove figure stravaganti vivono la propria quotidiana fantasia. La storia inizia quando una fotografa di notevole talento attraversa lo specchio e si ritrova in tanti universi paralleli che si susseguono uno all’altro, da regni di incantevoli colori a scenari da incubo, incontra quei personaggi fiabeschi e ci parla, si fa raccontare il proprio sogno, poi chiede di posare per lei. Così, con il suo obiettivo, Martina Monopoli entra nel paese onirico dove i pittori diventano interpreti di se stessi, soggetti dei loro quadri, regala a ciascuno l’ambizione più grande per un artista: l’unione sublime con la propria ideazione, la mente che si riformula nel corpo del creatore. È un gioco sottile, geniale, che offre a Martina soluzioni perfette per il proprio  orientamento. Quel dualismo fra aspetto esteriore e anima che ha sempre caratterizzato la sua indagine fotografica non poteva trovare esplicazione più efficace nel fondere la figura fisica degli artisti con la rappresentazione delle loro visioni interiori. Il vero aspetto favolistico per altro sta in questo incontro che sembra un lieto fine, qualcosa che doveva accadere per volontà del fato, perché la vivacità cromatica propria degli scatti di Martina si sposa alla perfezione con i colori e le stesure di quadri e opere che tornano all’origine, ridiventano tele su cui la macchina fotografica stampa con la più alta risoluzione i chiaroscuri forti, la contrapposizione di nero e bianco, i toni vivaci, gli effetti luministici che danno sostanza e concretezza anche alle più sfuggevoli irrealtà.


È un progetto collettivo, un discorso corale che non trascura però l’individualità di ogni modello e del suo personale set, la propria intrinseca espressività, così ogni posa, ogni scatto sono stati studiati per esaltare e rafforzare il significato delle singole opere o idee, il quadro non è solo uno sfondo, è un tutt’uno indivisibile con l’artista.


L’aspetto più esaltante di questa esperienza è sicuramente il connubio di tecniche artistiche differenti, che si mettono una al servizio dell’altra per rafforzarsi a vicenda; artisti diversi collaborano fra loro perché pittura e fotografia esprimano la forte complementarietà che le lega in una esigenza estetica multiforme, quanto univoca nel farsi espressione del pensiero intimo e dell’immaginazione.

Martina Monopoli

Martina Monopoli  nasce a Roma nel 1985.

Il suo percorso di studi sociopsicopedagogici la porta ad interessarsi di psicologia e di linguaggio non verbale in quanto espressione inconscia delle emozioni.

Da qui nasce il suo interesse per il linguaggio visivo: tramite l'osservazione dei gesti, infatti, la verità viene rivelata per immagini.

Tuttavia è solo nel dicembre del 2009, quando resta profondamente emozionata da una fotografia, che sceglie la macchinetta fotografica come mezzo espressivo, decide di regalarsi una reflex ed intraprende un percorso di studi fotografici.

La sua fotografia, caratterizzata dai forti contrasti, spazia tra la trasposizione in immagini di sentimenti e mondi interiori ed il puro esperimento estetico, con una particolare predilezione per il ritratto come tecnica espressiva.

Il dualismo ed il complicato equilibrio tra interiore ed esteriore è ciò che la ispira, attraverso la sua personale ricerca fotografica sembra quasi voler arrivare a comprendere i meccanismi emozionali che legano tutti gli esseri umani ed allo stesso tempo caratterizzano ogni individualità.

Dal 2010 è attiva nel campo della musica live: Subsonica, Caparezza, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Daniele Silvestri, Gino Paoli, Skunk Anansie e Linea77 sono alcuni degli artisti che ha interpretato attraverso il suo obiettivo .

Lavora inoltre come fotografa sportiva partecipando ad eventi di rilievo nel settore delle arti marziali come Judo, Karate e Ju-Jitsu.

Nel 2011 espone le sue fotografie al “Dyonisos pub” e alla scuola “Pisacane” di Roma.

Collabora stabilmente con la webzine sound.36 e il sito di informazione sportiva fighting-promotion; anche  06live, Ondalternativa e Me.tro. hanno pubblicato i suoi scatti in diverse occasioni.

Attualmente vive e lavora a Roma come fotografa.

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http://www.gianlucapeciola.it/
Gianluca Peciola
Fare società significa agire, promuovere azione diretta.
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Il progetto HulaHoop nasce come impulso culturale volto all’esterno come una domanda: cosa ci facciamo con l’arte?

L’arte per noi è primariamente un’esperienza che se ben vissuta può stimolare altre produzioni o semplici suggestioni che mettono in moto atri progetti, ravvivano il senso critico e possono essere benefiche all’idea che la differenza si può fare.

Il progetto HulaHoop è quindi fatto di dedizione e cura per la migiore riuscita delle iniziative di artisti ma anche dei fruitori dell’arte.

Noi dell’HulaHoop, i nostri collaboratori (Togaci, Carlo Sperduti, Il Naufragarmèdolce) e i nostri soci hanno il fine comune di produrre per dire, per divertirsi, per provare quell’esperienza unica che è il fruire dell’arte.

Il presente catalogo artistico vuole essere un segno tangibile di questo lavoro, l’esplicazione di ciò che può essere (diventare) la comunicazione artistica, e non ultimo una testimonianza della nostra esperienza culturale fatta di tante voci e di diverse forme; tante e diverse perché pensiamo che la diversità sia un ampliamento delle possibilità, così passiamo dalla messa in mostra alla messa in scena, dal “costruire” storie al musicarle per far muovere questo cerchio che vive dell’iniziativa artistica e che deve poter girare per poter funzionare. Noi abbiao molte cose da dire.

STAFF: ELISABETTA TROVA E FRANCESCA GERLANDA DI FRANCIA
Hulahoop Club' - Via Filippo Magistris 91/93 - Roma

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