martedì 17 gennaio 2012

Women in black


Il secondo evento di fotografia dell' HulaHoop Club parte il 27/01/2012

Come sempre tutti in via L.F.De Magistris 91/93 - Roma alle 19.30 con in compagnia degli scatti di Simona Manzone alias Blas.phgrafik  e  M.antonietta Cardea alias Mary Rouge

La serata si animerà con un duo di danza “Alter-Ego” è estratto dalla performance la danza “ Guaranì” nata dalla collaborazione tra le danzatrici Irene Giorgi e Marta Mearelli.

Un passo a due femminile danzato sulle toccanti note del notturno di Chopin in netto contrasto con lo stile contemporaneo di Women in black 

Due donne, due mondi. Ed anche più.

L'universo scenografico che ci mostrano Mary Rouge e Blas.phgrafik è popolato da altre donne, altre anime che si muovono sulla superificie delle cose. Seppur entrambe colgano il dato reale, questo viene mutato senza incertezze dall'innata volontà di scavare nelle zone più oscure e più fragili del desiderio umano. L'apparenza e la nudità, allora, si offrono ai nostri occhi senza preoccupata distinzione: esseri garbati paiono danzare su un piano parallelo che s'allontana dalla realtà tangibile, a metà tra l'irreale ed il fantastico.

In Mary Rouge gli elementi naturali trasfigurano e giocano la loro presenza su gamme coloristiche brillanti e sature, gli oggetti divengono ambienti avvolgenti. L'erotismo è un contenitore spaziale, il respiro vitale delle donne che vogliono di mostrare il proprio corpo nell'imperfezione di una calza a rete strappata e di un trucco retrò. Se la femminilità è donna, questa non si limita a risiedere esclusivamente in essa ma abita il sesso opposto con la grazia efebica e suadente della pura innocenza. Gli scatti di Mary Rouge posseggono una sottile musicalità in cui il sensuale è ciò che parte dalla mente per giungere ai tacchi, simbolo di sudata ma ineludibile scomodità di vita e di piacere.

Blas.phgrafik è equilibrata compostezza libera da rigidità accademiche e da regole razionali. L'artista fa capolino dall'esperienza di più vite, ne estrapola il tacito spessore e lo intreccia, lo sovrappone. Il limite temporale è abbattutto: non vi è appartenenza specifica e nè potrebbe essere, se ciò che viene bloccato in un momento è la contemporanea fluidità dell'inconscio. Per questo le sue opere sono pregne di quel sapore antico dell'esistenza, frammenti di vite collettive esibite senza vergogna a testimonianza di una schizofrenica indagine che fonde corpo e mente, universali traghettatori sani di emozioni.

Camilla Cossu

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