giovedì 2 febbraio 2012

Cum Corde



et noli contristari! Il tema della speranza, che ha costituito il motivo ispiratore delle manifestazioni del 2011 è stato un segno voluto di contraddizione, una esortazione contro corrente rivolta ai Bresciani rispetto al diffuso pessimismo che la crisi ancora in corso ha generato; un invito a non abbattersi, che la città nelle sue varie articolazioni ha dimostrato di voler accogliere.

 È di tutta evidenza, tuttavia, che tale disponibilità, per non rimanere una semplice e sterile aspirazione, ha bisogno di radicarsi in un terreno fertile, accogliente, reso tale dall’affermarsi e dal diffondersi di atteggiamenti di disponibilità, di ascolto e di reciproco rispetto, aperti ad una progettualità condivisa che si può realizzare soltanto in un clima di pacificazione, che apra i cuori, in una sola parola in un clima di concordia.

La CONCORDIA, dunque, la virtù dei miti e degli operatori di pace, cui Dio, ci dice l’evangelista Matteo, riserverà il suo regno, è il motivo ispiratore della prossima ricorrenza delle feste dei Santi Patroni.
Si avverte l’esigenza di operare, nella comunità bresciana ad ogni livello, una discontinuità nella spirale di contrapposizioni, di frantumazioni e di confronti e scontri di ragioni che, se esaltate nella loro pur intrinseca valenza, non trovano approdi d’incontro e comprensione, bensì producono soltanto la violenta esaltazione della propria egoistica ragione.

L’invito ai Bresciani è, di conseguenza, a ritrovare il modo semplice dell’incontro CUM CORDE, con il cuore in mano, per riconoscere, come insegna Emmanuel Levinas, nel volto dell’altro i motivi e le occasioni di condivisione e soddisfazione delle reciproche aspettative, nella convinzione che se vale la regola secondo cui se tutti pulissero la strada davanti a casa la città d’incanto risulterebbe pulita, allo stesso modo l’apertura dei cuori di ognuno porterebbe alla pace dell’intera città, premessa di prosperità per tutti.

Lo insegna la storia. Le tregue di Dio hanno favorito la rinascita delle città all’alba del secondo millennio e le concordie cittadine hanno generato gli strumenti di partecipazione democratica nei comuni delle città del Basso Medioevo; furono presto dilaniati dagli scontri di fazione, ma a tali difficoltà non fu trovato rimedio se non nelle concordi pacificazioni, operate dai campioni di concordia come fu a Brescia alle soglie del Trecento il grande vescovo Berardo Maggi.

 Ne erano profondamente convinti gli uomini del tempo. Ne scolpivano in forme umane la figura sulle facciate delle chiese così che la CONCORDIA divenisse per tutti virtù civica, ispiratrice prima degli altri degli stessi governanti della città, ammoniti dalle sue fattezze dipinte sulle pareti dei palazzi del Governo, come a Siena testimonia il grandioso affresco del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti. Della CONCORDIA hanno evocato i benefici effetti uomini di pensiero e di azione, ma soprattutto i legislatori, preoccupati di garantire equità e giustizia. La concordanza chiara e certa delle leggi di Giustiniano ha dettato i canoni della civiltà occidentale, mentre nell’opera del canonista Graziano, impegnato a ripristinare la concordanza nei canoni discordanti della Chiesa rinnovata, ne ha rilanciato l’azione alla stagione feconda dell’Umanesimo europeo.

Dopo i drammi indicibili delle due guerre mondiali e le manifestazioni del “male assoluto” della Shoah, è stato l’esercizio intelligente della virtù della concordia esercitata dai padri dell’Europa che ha regalato al continente il più lungo periodo di pace.

È uno spirito che le attuali contingenze alle soglie del terzo millennio, proiettato nella dimensione della mondialità globalizzante, hanno fatto smarrire.

 Occorre ritrovare allora la freschezza e la forza necessarie per riscoprire i valori della concordia, andando oltre i ricorrenti eppur necessari inviti alla solidarietà. La solidarietà invita a tendere la mano; la concordia impone il mettersi in cordata per compiere una scalata e raggiungere tutti la vetta, il marciare cadenzati verso la stessa meta, l’unirsi in rete per raggiungere l’obiettivo condiviso. Occorre uno spirito nuovo, genuino, quello che a volte solo i giovani sanno mettere in campo.

La CONCORDIA, quindi, interpella l’intera città e tutti i Bresciani, ma soprattutto i giovani.
 L’auspicio – pertanto – è che la festa dei Santi Patroni, tradizionalmente rappresentati nella pienezza del loro vigore giovanile, si possa trasformare in un ricorrente appuntamento dei giovani, protagonisti dell’iniziativa, con l’intera città, per trasformarla in piena concordia in città giovane per i giovani.


Artisti:
Davide Balossi – Merate 
Stefano Crespi – Brescia 
Fiuto Rama - Milano 
Davide Maggioni – Lecco 
Ester Maria Negretti – Como 
Daniele Salvalai – Iseo BS
Antonella Bitonte - Brescia 
Marica Fasoli – Bussolengo VR 
Chiara Gallo – Monza 
Mauro Mantovanni – Sesto S. Giovanni MI 
Giovanni Ranieri Tenti – Brescia


Inaugurazione sabato 4 febbraio 2012 ore 17.00


CUM CORDE


Brescia - San Zenone all’Arco sabato 4 febbraio 2012 
orari: 16 – 19 (lunedì escluso) Ingresso gratuito

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