sabato 31 marzo 2012

Io Sottraggo a Napoli



La Galleria LineaDarte Officina Creativa
– Con il Patrocinio del Comune di Napoli –  presenta:
  
IO SOTTRAGGO. 
LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO
Performance sull’ossessione anoressico-bulimica  di Giovanna Lacedra
a cura di Grace Zanotto

Può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato, ma utile per gridare il  proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame.

Può capitare che una donna,  confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza  a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare vengono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, vengono lette come capricci.

È per assottigliare questa mancanza di attenzione, per ridurre questa ignoranza, che Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe del proprio veleno, e provare a trasformarlo in medicina.

Trasformare in arte la patologia.

Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.
Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.
Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.
Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.
Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.
Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili.

Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.
Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.
Un  progetto ideato, scritto e agito da Giovanna Lacedra, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori. Una performance-confessional  autobiografica, che nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di 20 minuti, mette e rimette in scena l’ingranaggio perpetuante dei rituali ossessivi anoressico-bulimici.
E una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza  si svela, attraverso una sequela di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento, e intime e pagine di diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore.
Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che sta dentro a tutto il cibo divorato e rifiutato.
La verità che sta dentro a tutto il nutrimento sottratto e vomitato.
La vera patologia: la piaga del disamore.
La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito ad essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità.
Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.
Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme,e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato.... quel nutrimento , non sarà mai cibo. Mai.
Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l'anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un'inarginabile flusso di vacuità.  Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E' l'amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

Il cibo non è che una dipendenza e un'astinenza. È  il sintomo di una patologia.
Ma la verità è altrove: è nel  bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo,si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

Dai diari in mostra:

14 Maggio  2005
“Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.
Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.
4 Luglio 2005
“Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.
 Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.
Oggi: 475 Kilocalorie.
22 Luglio 2005
“ Ore 9.00: Kg 40.8.  Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il  mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”
28 Luglio 2005
“Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me..."


IO SOTTRAGGO.
LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

Galleria LineaDarte Officina Creativa
Via Domenico Soriano 34 –Napoli
Live Performance: Sabato 14 Aprile 2012, ore 18.00
Mostra diari, foto e video:
dal 14 al 21 Aprile – dalle 16.00 alle 19.00.

Ingresso libero.


Infoline: 081 5494271

www.lineadarte-officinacreativa.org

info@lineadarte-officinacreativa.org

iosottraggoperformance@gmail.com

UP AND DAWN



Venerdì 6 aprile presso Terrain Vague si apre la collettiva UP AND DAWN.
Quattro artisti, quattro modalità espressive diverse, quattro provenienze geografiche.
UP AND DAWN si pone come “corrispondenza spostata” di un nord e un sud che giocano a cambiare di posizione, cercare similitudini e diversità, alternarsi nelle consuete mappe di “su e giù”.

Espongono:
NIKO CITRINITI
CLARA GALLO
MICHELA EZEKIELA RIBA
AKIRA ZAKAMOTO


UP&DAWN 
“Corrispondenze spostate”

Venerdì 6 aprile 2012 ore 19 TERRAIN VAGUE
Via monte san michele 17-19-21 Cosenza
La mostra resterà aperta fino al 22 aprile tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.00


giovedì 29 marzo 2012

La Madonna del Soldo


Quaz Art interviene sulla polemica relativa al quadro di Elena Cermaria presentato nella mostra di Seven dedicata all'Avarizia

Paint di Zappettini



PAINT?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea


a cura di Maurizio Vanni e Alberto Rigoni 

31 marzo - 27 maggio 2012
Lucca Center of Contemporary Art, Lucca

Dal bianco al bianco, dai quadri analitici degli anni Settanta all’attuale serie “La trama e l’ordito”, il percorso di un maestro della pittura astratta italiana sarà protagonista al Lu.C.C.A. dal prossimo 31 marzo 2012: “Paint?! Gianfranco Zappettini e l’astrazione analitica europea” proporrà infatti una trentina di opere dell’artista genovese rappresentative di due differenti fasi del suo lavoro, quella storica che lo ha lanciato in Italia e all’estero, e quella degli anni Duemila.

Nel prestigioso centro per l’arte contemporanea, in pieno centro storico a Lucca, sarà possibile visitare fino al 27 maggio 2012 la personale di uno dei più intelligenti e raffinati pittori del secondo dopoguerra. Fondatore, assieme al collega tedesco Winfred Gaul e al critico Klaus Honnef, della Pittura Analitica, Zappettini ha contribuito con i suoi celebri “bianchi”, le “tele sovrapposte” e i suoi scritti teorici alla riformulazione del linguaggio-pittura, dopo l’annichilimento dell’Arte Concettuale. Oggi la sua ricerca è focalizzata sull’indagine profonda del significato metafisico della creazione dell’Opera per eccellenza, attraverso la costante riflessione sulla dualità di trama e ordito, sulla valenza del lavoro di tessitura, sulla ricerca di più elevati livelli di conoscenza interiore.

mercoledì 28 marzo 2012

RICCARDO MANNELLI - Appunti per la ricostruzione della bellezza




RICCARDO MANNELLI - Appunti per la ricostruzione della bellezza


31 Marzo - 22 Aprile 2012 


Inaugurazione:
Sabato 31 Marzo - Ore 17.00


Galleria Gagliardi


Via San Giovanni, 57
San Gimignano (SI)
Tel. +39 0577 942196
Fax +39 0577 907175
www.galleriagagliardi.com
galleria@galleriagagliardi.com

 Ci siamo ridotti a carne macellata e ci siamo mangiati.


Dieci nuovi dipinti, appartenenti a due serie pittoriche in divenire accomunate in un’unica contestualizzazione: “Appunti per la ricostruzione della bellezza”. 


La prima serie, “hasta mañana mi amor”, indaga i gesti di affetto e le tenerezze di amanti ritratti nella loro intimità di coppia, colti nel momento in cui si scambiano l’augurio di rivedersi l’indomani al loro risveglio; davanti hanno un’ipotetica notte di sonno o di oblio, che potrebbe essere, anche metaforicamente, “a nuttata” eduardiana, alla quale però vanno incontro con questo schietto e disarmante ottimismo determinato dalla certezza della loro passione reciproca: ”a domani amore mio”. 


La seconda serie, “blues”, sono singoli ritratti femminili colti in momenti di abbandono riflessivo, immersi nel loro mistero; stati d’animo apparentemente imperscrutabili e “irraccontabili” che trovano lo sbocco comunicativo solo grazie alla loro sfacciata sincerità, come un blues, appunto. La carne, il corpo sono lo spettacolo umano per eccellenza; il più misterioso e il meno misterioso di tutti. Dipende solo dallo sguardo di chi assiste allo spettacolo. 


Ricostruire la bellezza si può, proprio perchè ne abbiamo davanti le macerie.

Riccardo Mannelli, “Appunti per la ricostruzione della bellezza” 2012

In questa sua mostra personale l’Artista Riccardo Mannelli presenta per la prima volta una serie di opere pittoriche il cui messaggio è chiaro: noi tutti, mai come oggi, abbiamo un forte bisogno interiore di ritrovare il senso del Bello: Bellezza come Armonia, Equilibrio, percezione di emozioni sottili. La ricerca della Bellezza come valore positivo, raggiungendo quindi la Verità nei sentimenti e nei rapporti con l’altro. La Bellezza di ritrovare l’incanto della Vita.

martedì 27 marzo 2012

Metaphisicamen-te di Mauro Sgarbi




Metaphisicamen-te di Mauro Sgarbi a cura di Togaci

Dal 4 al 19 aprile 2012 in mostra all'Hulahoop Club, in via De Magistris 91/93 Roma,  la personale di Mauro Sgarbi. Un viaggio nei mondi surreali dell'artista, tra il fiabesco e la disincantata visione antropomorfica di una natura primordiale. Live painting Lee Sergic con musiche di Daghn.



Testo di Camilla Cossu

Primordiale è l'aggettivo che descrive ciò che è indescrivibile. La differenza tra astratto e palpabile è pura elucubrazione, un macchinoso marchingegno umano usato dalla mente come difesa dall'attacco inconscio di forme che esistono senza giustificazione alcuna. Queste sono collettive e personali al tempo stesso e posseggono un valore capace di parlare a chiunque si ponga in ascolto, a chi voglia offrire al proprio sguardo la visione ottimista di un luogo che si ritrova senza fatica, tra brillanti colline e cieli luminescenti. 


I rami delle creature antropomorfe a cui Lee Sergic dà vita si stagliano verso l'alto, comunicano la volontà di colloquiare con l'infinito e perdersi dentro un panorama gustosamente fiabesco. L'orizzonte possiede la vacuità di una finestra aperta su un mondo parallelo che tutto provoca, fuorchè spavento. Si amplifica la sensazione che esista sempre una nuova creatura ed una nuova creazione fantastica al di là di ogni dettaglio dipinto sulla tela, posto lì a suggerire agli umani di oltrepassare la siepe terrena per recuperare il disincanto ormai perduto. Il ruolo creativo dell'artista sembra quasi coincidere con l'invocazione universale alla creazione della natura, dal tratto volutamente ambiguo ed intriso di speranza pacifica. I panorami definiti dagli strati di colore slittano tra campiture erbose ed abitazioni fuori portata, mentre gli elementi naturali più noti sono generati dall'incontro fra geometrie ludiche. 


Nelle opere di Lee Sergic c'è il sapore di una rara ed arcaica tenerezza, vi si legge l'invito a camminare all'interno di scenari mentali che si definiscono per essere a loro riqualificati. Questi sono portatori di simboli di un passato che si vuole fare eterno presente e travalicare il limite del pensiero umano, superare la siepe della "ragione" per confondersi, con serena partecipazione, tra le pieghe dell'essenza delle "cose".

"Lo Sguardo dell'Anima"-"The Gaze of Soul"



"Lo Sguardo dell'Anima"-"The Gaze of Soul"

Mostra fotografica di Ilaria Sancho Presso il LeningradCafe di Pisa, Via Silvestri 5, 56125 dal 5 al 19 Aprile 2012.


L'inaugurazione della mostra partirà il 5 Aprile dalle ora 19:30.

Cosa c'è dietro ognuno di questi scatti,se non la rappresentazione interiore,attraverso la messa in scena di un frammento di vita,cristallizzando un'emozione profonda.


Luoghi e soggetti della finzione visiva composti ad arte,per la trasposizione dell'inconscio che si svela attraverso una mimica imposta e ben coordinata.


Ecco che a prescindere dalla bellezza,ogni attrice interpreta il ruolo per lei creato da un'attenta regia.


Attraverso sguardi e pose,donne raccontano una storia che le accomuna diventando filo conduttore di tutto il lavoro della fotografa che le utilizza come interpreti della propria narrazione interiore.

RON ENGLISH // ELIO VARUNA Pop Rhapsody - doppia personal



La primavera romana comincia alla Mondo Bizzarro Gallery con una doppia personale dal promettente titolo Pop Rhapsody: un esplosivo dialogo artistico di due grandi esponenti della scena figurativa mondiale, l'americano Ron English e l'italiano Elio Varuna

a cura di Julie Kogler

Ron English (Illinois *1959) è oggi celebrato come uno dei più grandi maestri del Pop Surrealism americano. Inizia il suo percorso artistico nella metà degli anni '80 appropriandosi degli spazi pubblicitari urbani per attaccarci i suoi provocanti manifesti che modificano gli slogan tradizionali criticando aspramente la società consumistica. Nelle sue opere Ron English svela i meccanismi e le strategie del marketing che manipolano il desiderio e la percezione collettiva contrastando queste dinamiche con immagini e frasi fortemente ironiche. L'approccio sovversivo della POPaganda di English si manifesta anche nei suoi raffinati quadri ad olio, dove gli idoli della cultura popolare odierna risultano trasformati in mutanti imprevedibili, spesso presentati in situazioni dall'atmosfera straniante. Il bonario clown di McDonald in versione obesa ne è soltanto un paradigma, come Topolino con la maschera anti-gas o Marilyn Monroe con i Mickey Mouse sui seni. La discendenza concettuale dal grande movimento della Pop Art e l'idea della tecnica della riproducibilità, viene propagata da English quando realizza icone pop "geneticamente modificate" con l'intervento di stencil, spray e pennelli. Mostre in gallerie in tutto il mondo e in importanti musei americani - al MoMA con il suo film "Popaganda - The arts and crimes of Ron English" - s'integrano con una vasta produzione di designer toys, poster e oggetti d'arte che, dimostrando una stretta attinenza alla vita quotidiana, permettono la diffusione capillare della sua iconografia.

Elio Varuna (Roma *1975), che quest'anno celebra i 15 anni d'attività artistica, è una vivace personalità del nuovo surrealismo contemporaneo italiano, e sta acclamando interesse e successo nel panorama dell'arte figurativa internazionale, esponendo i suoi dipinti in numerosi musei italiani e in Cina, alla prestigiosa Biennale 2009 "Animamix - Le Nuove Estetiche del XXI Secolo" presso il MoCA di Shanghai, così come in importanti gallerie europee e americane. Mediante simboli della tradizione alchemica ed archetipi "pop" conferisce una veste sorprendente ai suoi disegni e ai suoi dipinti acrilici. Un'accentuata vena narrativa si distende nei suoi paesaggi onirici, che si popolano di originali e affabili figure di sua fantasia, conciliando visioni della nostra storia con immagini e ambiti remoti. I personaggi dei suoi dipinti dimostrano un'ampia e immediata comunicabilità e si sono spesso trasformati in ricercati oggetti di design, gioielli e in numerose collaborazioni con grandi aziende, ultima in ordine di tempo la versione "Varuna" dell'automobile Mini Coupé. La ricerca di Elio Varuna raggiunge un pubblico ancora più ampio quando si manifesta all'aperto con le affissioni dei suoi poster surreali dove il suo rosso character Tuty è protagonista di inaspettati comunicati che suscitano curiosità e riflessioni nei passanti.

Pop Rhapsody è una conversazione a due che pone lo spettatore tra figure a lui familiari e accostamenti d'immagini che lo stimolano a ripensare alle sue convinzioni, trovandosi in balia dell'immaginario mass-mediale e delle sue radici culturali.


Titolo della mostra: RON ENGLISH / ELIO VARUNA, Pop Rhapsody / doppia personale
A cura di: Julie Kogler
Inaugurazione: sabato 31 marzo 2012, ore 18.30
Periodo: 31 marzo 2012 - 29 aprile 2012
Orari: dal lunedì al sabato 12.00 - 20.00
domenica 16.00-20.00
Sede: Mondo Bizzarro Gallery, via Reggio Emilia 32 c/d
Tel. 06-44247451 info@mondobizzarrogallery.com
www.about.me/mondobizzarrogallery
www.mondobizzarrogallery.com
 

lunedì 26 marzo 2012

Claudia Venuto a Seven - Avarizia




Sabato 31 marzo, alle 18.00, si inaugura Avarizia, quinto appuntamento con i peccati capitali, a cura di Roberto Ronca, presso il Museo Arcos di Benevento

Avarizia:

Susanna l' ho incontrata per le strade della mia città una sera d' inverno. Era seduta con il suo cane all'uscita del supermercato. Si capiva che viveva chiedendo soldi per strada per via del cappellino e del bicchiere posti ai suoi piedi. E per quello sguardo ferito, sulla difensiva, che la rendeva così somigliante alla piccola Aisha, il suo cane. Attraverso di lei, così uguale a ciascuno di noi, ho rappresentato il dramma dell'esclusione dalla vita, che assume oggi le forme più diverse e sottili , e la violenza di una società sempre più ingorda e avara, che divora i suoi figli più deboli, dando a chi possiede, sempre di più e lasciando indietro chi ha poco o nulla, chi è fragile e indifeso.

Tommaso Pellegrini - Totemica



domenica 25 marzo 2012

Racconti Fatali




NOVA DELPHI LIBRI
in libreria da fine febbraio con
RACCONTI FATALI,
di Leopoldo Lugones

collana: Le Sfingi

pagine: 176

prezzo: euro 9, 00

codice ISBN: 978-88-97376-09-5

Maestro e primo interprete del racconto fantastico sudamericano, Leopoldo Lugones raccolse in questo libro cinque testi brevi che, pubblicati nel 1924, vengono oggi tradotti in italiano per la prima volta. La nota comune a questi racconti è data proprio dall’aggettivo “fatali”. Fatalità intesa come forza inevitabile che sembra determinare gli eventi e le azioni dell’uomo, condizionandone in maniera inappellabile i risultati. Passiamo in questo modo dal tema esoterico, a lui caro, presente in racconti come Il vaso di alabastro o Il pugnale a inserimenti nel mito letterario tradizionale come in Agueda o ne Il segreto di Don Giovanni. Filo rosso che unisce queste storie è il fascino magnetico e troppo spesso fugace delle figure femminili che le attraversano, figure imprescindibili nella narrativa dello scrittore argentino, così come imprescindibile è la natura stessa del destino.

Poeta, narratore, giornalista e storiografo argentino, Leopoldo Lugones nasce a Córdoba nel 1874. Fa il suo esordio letterario con l’importante raccolta lirica Las montañas del oro (1897), ispirata da sentimenti umanitari e socialisti, cui seguono Los crepúsculos del jardín (1905) e Lunario sentimental (1909). Nel 1916 riunisce, sotto il titolo di El payador, una serie di conferenze dove, per primo, riconoscerà l’influenza del poema epico Martín Fierro sulla formazione dell’identità culturale del popolo argentino. I suoi racconti riuniti nelle raccolte Las fuerzas extrañas (1906) e Cuentos fatales (1924) sono oggi considerati dalla critica internazionale precursori della narrativa breve in America latina tanto che scrittori come J.L. Borges e J. Cortázar non esiteranno a definirlo loro indiscusso “maestro”. Il 18 febbraio del 1938 Lugones si toglie la vita in un hotel non distante dalla sua amata Buenos Aires per ragioni ancora misteriose.


Per informazioni, materiali editoriali
prego rivolgersi a

Isabella Borghese - Responsabile Comunicazione e Ufficio Stampa – Nova Delphi Libri
e-mail: isabella.borghese@gmail.com
mobile 3478278394


Horror vacui: MALIKITA E LONAA


Horror vacui: MALIKITA E LONAA

L' associazione culturale Famiglia Margini di Milano è onorata di presentare nello spazio espositivo di via Simone d’Orsenigo 6, Milano, la Mostra d'Arte Contemporanea Africana "Horror Vacui" con la collaborazione della Fondazione Sarenco.

Maurus M. Malikita:

Negli ultimi anni la pittura di Maurus M. Malikita, un artista che conta una serie numerosa di imitatori in quel di dar Es Salam, si è caratterizzata per alcuni temi centrali: il mercato di Kariakoo, con la sua folla multiforme e multicolorata; il Muhimbili Hospital, con le sue gustose scenette di ammalati sottoposti alle torture del dentista o alle attenzioni di una videocamera; le spiagge brulicanti di vacanzieri del week-end ed il mare spumeggiante di infinite teste ed occhi di bagnanti improvvisati. Tutti i temi di Malikita hanno un
forte sostrato sociale: la daily life dei tanzaniani vista con un occhio di totale simpatia. Come nella grande tradizione Tinga Tinga, lo spazio del dipinto è pieno fino all’inverosimile (George Lilanga in questo è un grande maestro).

L’africano non soffre mai di solitudine; non ci si fotografa mai da soli, ma in compagnia degli amici, dei parenti, dei vicini di casa. L’europeo, che ha degli spazi limitati, sogna le grandi distese, l’oceano, il deserto, le steppe e le savane. L’africano, che possiede spazi infiniti, opta per la prossemica più rigorosa, sceglie la folla, il contatto fisico, il rumore. In una prospettiva giottesca a volo d’uccello, le storie popolari (nel vero senso del termine, che non ha niente di spregiativo, ma che riconduce il discorso alla sua origine primaria) di Malikita sono un’espressione vitalistica incontrollabile, un inno alla vita do ogni giorno, che non è quella patinata delle riviste o dei programmi televisivi, ma quella dei problemi reali, della lotta all’AIDS ed alla malaria, ai consigli per l’uso dei preservativi (Salama Condoms). 

Gran parte dell’Est Africa è attraversata da una didattica moralista in funzione sociale: non fare questo perché ti succederà quest’altro; non comportarti in questo modo perché le conseguenze del tuo atteggiamento potrebbero portare a dei risultati nefandi per te e per la tua famiglia. Oltre a questo aspetto evidente, che balza subito agli occhi, c’è anche quello non secondario di un’ironia giocosa che lascia spazio a tutte le trasgressioni possibili. Il miscuglio di razze e religioni crea vita e cultura di vita, i dogmi sono messi subito alla porta da un sano animismo di fondo che contrasta duramente con la presenza forte delle religioni monoteiste. Come dice l’artista senegalese Amadou Makhtar Mbaye: 

“In Africa, sia che siamo cristiani o musulmani, alla mezzanotte ci troviamo tutti di fronte allo stregone”.

Malikita è un pittore veloce, un vero professionista che lavora dodici ore al giorno a dipingere le sue storie di periferia urbana, con una grazia leggera, su un fondo piatto e dai colori industriali, un cartoon affettuoso e divertente che sdrammatizza in senso positivo i drammi di un continente che ha ancora molte cose da dire ad un mondo falsamente globalizzato.

L’Africa, dopo aver dato origine all’homo sapiens sapiens, sta aspettando di insegnare al mondo cosa l’homo sapiens sapiens diventerà realmente nel prossimo futuro. Come dice un noto proverbio kiswahili: 

“Harraka,harraka; haina baraka”

(Corri, corri, che non vedrai mai la fine della tua corsa).

Leonard LONAA:

Lonaa e Malikita appartengono alla stessa area politico-culturale. Malikita è tanzaniano, Lonaa è keniano.È l’area di COMESA, una sorta di Comunità come quella europea, che comprende i seguenti paesi dell’EstAfrica: Kenya, Tanzania, Uganda, Rwanda, Burundi.L’ “Horror vacui” è molto presente soprattutto nella pittura di Kenya e Tanzania: da una parte Lonaa,dall’altra Malikita e Lilanga.

Lonaa è uno degli artisti più scapestrati e aggressivi: il suo interesse per la vita degli slums di Nairobi e per la follia della grande città, lo porta a sviscerare gli aspetti più grotteschi, più aggressivi e più spregiudicati di un ambiente in cui droga, prostituzione e povertà, business man e via di seguito si sovrappongono in una specie di sovraffollato girone infernale dantesco. Non c’e moralismo: tutto avviene con noncuranza e spregiudicatezza,
tutto ciò che accade è accettato con un rumore di fondo assordante e senza scampo.

Tutto è così naturale che non si può nemmeno parlare di pornografia: come nei dipinti dei pittori tanzaniani Johnny Kilaka e Peter Martin, il sesso è un accidente normale della vita ed i grossi cazzi penetranti come Black e Dekker non spaventano nessuno, nemmeno le gentili signore che li accolgono noncuranti.L’africano non ama la solitudine, basta guardare le foto di personaggi che sono circondati da decine di altri personaggi che, a loro volta, vogliono entrare fisicamente nell’obbiettivo.

L’Africa è un’esplosione incontrollata di vita e di gioia: tutto avviene in pubblico e non nelle chiuse case grigie del design abitativo occidentale. Tutta l’Africa è riversata nelle grandi città: gli africani non amano la solitudine e il vuoto, non sono molto interessati agli estesi tramonti sull’Oceano Indiano o alle bianche nuvole che circondano la testa del Monte

Kenya o del Kilimajaro. Amano la musica ritmata, ripetitiva all’ossessione, al top dei decibel. Sono fortemente preoccupati del fatto che noi bianchi (wazungu) siamo sempre tristi, angosciati, fondamentalmente infelici.

In Africa uomini e leoni devono correre continuamente per avere la speranza di non sentirsi prede.

HORROR VACUI : Malikita & Lonaa
A cura di : Sarenco
DOVE: Famiglia Margini
via Simone d’Orsenigo n°6 , Milano
QUANDO: dal 30 Marzo al 26 Aprile 2012
ORARIO: Dal martedì al giovedì dalle 14 alle 20. E su appuntamento.
INAUGURAZIONE Venerdì 30 Marzo 2012 ore 19.00
“Il Viaggio” video documento del viaggio in matata da Mombasa a Nairobi.
Proiezione _ Archivio Garghetti
Cocktail offerto da Astoria
Ingresso Libero
Per ulteriori informazioni:
web: www.famigliamargini.com + www.fondazionesarenco.com
e-mail: famigliamargini@gmail.com
Tel. 3287141308


sabato 24 marzo 2012

Incontri alla Fondazione Achille Castiglioni




Fondazione Achille Castiglioni


Incontri alla Fondazione Achille Castiglioni
2 aprile 2012 ore 18
P.za Castello 27, Milano

Area 35, in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni, ha previsto una serie di incontri con architetti e designer che hanno collaborato con l’architetto Achille Castiglioni.

I racconti delle varie esperienze si terranno nello Studio di Achille Castiglioni,ora Studio Museo, in Piazza Castello 27, a Milano.

Al primo di questi incontri interverrà Jacques Toussaint, che racconterà la sua collaborazione con Interflex, per cui Achille Castiglioni e Giancarlo Pozzi hanno progettato il letto ITITITI nel 1986 (logo ideato da Max Huber).

Il rapporto professionale tra Jacques Toussaint e Achille Castiglioni è proseguito fino agli inizi degli anni ’90 con la progettazione di altri complementi di arredo sempre per Interflex.

Agli appuntamenti potranno intervenire giornalisti, studenti, architetti, designer e curiosi.

Gigantessa a Human Right 2012



Io penso che la libertà di sognare sia uno tra i più importanti dei diritti dell'uomo. Un diritto che nessuno, nessuno dovrebbe mai tentare di toglierci. 


Nei miei lavori interpreto i sogni e l'esigenze fondamentali dell'uomo e del suospazio vitale, la sua dimensione, la sua città, utilizzando il codice qr.


L'uomo e la tecnologia, abbinati, affiancati.


L'essere umano che guarda oltre i suoi limiti ed i limiti tecnologici, per prendere nellle proprie mani, riappropriarsi del suo destino, cercando di vivere, fino in fondo,un proprio diritto fondamentale, qual'è l'autodeterminazione del proprio destino,
del proprio futuro nel miglior modo possibile.

Michela Riba parteciperà a HUMAN RIGHT 2012 a cura di Roberto Ronca

con

GIGANTOLOGIA - GIGANTESSA - VISIONI
olio e acrilici su tela


Ecco le date:

EDIZIONE DI LECCE
L’edizione si svolgerà nella sede del Castello di Acaya dal 28 aprile al 10 giugno 2012
· VERNISSAGE: 28 aprile 2012
· FINISSAGE: 10 giugno 2012


EDIZIONE DI ROVERETO
L’edizione si svolgerà nella sede della Fondazione Opera Campana dei Caduti dal 15 settembre al 14 ottobre 2012

venerdì 23 marzo 2012

Jacques Toussaint a Palazzo delle Stelline



In occasione della personale di Jacques Toussaint che si terrà in Via Vigevano 35, Milano  la Galleria Area 35 collaborerà con l Institut Français Milano in corso Magenta 63 nel presentare le installazioni  dell'artista/design

All’interno del chiostro del Palazzo delle Stelline sarà presentata una scenografia comprendente quattro distinte installazioni tra loro dialoganti e ispirate al tema degli elementi, riferibili ad aria,terra, acqua e fuoco. Queste installazioni sono costruite attorno ad alcuni oggetti di design già noti,ma rivisitati per l’occasione.

Questo complesso di lavori, assieme ad altri interventi e opere-oggetti costituenti la mostra anticipano una più ampia riflessioni sugli elementi che Toussaint sta sviluppando in vista di una esposizione che si terrà alla fine dei quest’anno a Pordenone, nell’ imponente e suggestivo spazio della Chiesa di San Francesco:
particolarmente intrigante apparirà così l’opera grafica,che, con riferimento al saio di San Francesco, lega le varie parti della rassegna.

L’immagine assoluta del saio, interpretata mediante il motivo geometrico che organizza le linee delle sue opere di design, costituisce l’omaggio dell’artista a un ideale di valori di semplicità e verità.

18 aprile - 9 maggio 2012
Dal 18 aprile 2012 al 9 maggio 2012
C.so Magenta 63


Inaugurazione lunedì 17 aprile dalle ore 18 alle ore 23.00


(in concomitanza dell’apertura della settimana del salone del mobile e l’inaugurazione della mostra sulla scuola parigina della Arts Decoratif curata da Pierre Charpin).

giovedì 22 marzo 2012

Alterazioni 2012



Alterazioni 2012: ecco il bando di partecipazione ad “Alterazioni visive”. Si rivolge ai creativi di ogni età e  nazionalità per la collettiva di luglio al Castello Aldobrandesco di Arcidosso

Le opere possono spaziare dalla fotografia alla grafica, dall’illustrazione alla scultura, dalla pittura al video, dalle installazioni al design. Per partecipare alla selezione inviare una mail con la foto delle opere entro il 14 maggio 2012 a alterazionivisive@artq.it

“Alterazioni 2012”, giovane festival dell’Amiata dedicato all’arte in ogni sua forma ed espressione, invita i creativi di ogni età e nazionalità a partecipare al bando per la selezione delle opere che verranno esposte nella collettiva in programma dal 28 luglio alla fine di agosto al  Castello Aldobrandesco di Arcidosso.


Il tema della mostra è “Il movimento delle percezioni”. Agli artisti il compito di dare vita a questo “movimento”, attraverso istallazioni, proiezioni video, dipinti, sculture. Linea guida del percorso sarà l’interazione fra le opere e il pubblico, grazie alla stimolazione diretta e indiretta dei cinque sensi. L’obiettivo è mettere in discussione ogni certezza in favore di nuovi percorsi di pensiero improntati al dinamismo.


La partecipazione al concorso è aperta a tutte le forme espressive, dalla fotografia alla grafica, dall’illustrazione alla scultura, dalla pittura al video, dalle installazioni al design. Tra gli artisti selezionati per la mostra  al Castello Aldobrandesco, i migliori avranno la possibilità di esporre anche a Salerno nella collettiva  di Studio 21 Tattoo & Art Gallery. Per partecipare alla selezione è necessario inviare entro il 14 maggio 2012 una mail ad alterazionivisive@artq.it con la foto delle opere  in formato digitale a bassa risoluzione, una breve biografia e i recapiti telefonici. I partecipanti che saranno selezionati per la mostra verranno contattati entro la fine di maggio telefonicamente o via mail.


La scelta degli artisti sarà decretata da una giuria di esperti composta da Max Papeschi, Elio Varuna e Lapo Simeoni, che sono 3 artisti di livello internazionale; Mauro Papa del Cedav di Grosseto; Togaci Arte, curatrice  e gallerista; Mauro Tropeano, curatore per 999gallery; Rossana Calbi, curatrice per Studio21; Michele Guidarini e Filippo Raffi  dell’associazione Artq.


Potpourri Magazine n 35


Nuovo numero di Potpourri Magazine con uno speciale dedicato al pittore Silvano Braido


In questo numero: 


Il volto oscuro della Repubblica, ai confini della realtà con pellicola Impossibile, poesia in fotografia lungo il fiume Usk, un flash sulla realtà palermitana, Islanda terra di contrasti, impegno sociale e utopia nella performance teatrale, il mito di Marilyn icona pop. Buona Visione!

The Magic Door

MASSIMO BALESTRINI
THE MAGIC DOOR

a cura di Valerio Dehò

Galleria DAMarte | via Manzoni 48  | Magenta | Milano
OPENING: giovedì 29 marzo 2012 | h. 19.00

  
E’ un racconto di storie e fatti che narrano la nostra contemporaneità la mostra evento organizzata dalla Galleria DAMarte di Magenta in programmazione dal prossimo 29 marzo. In un percorso di dieci opere inedite Massimo Balestrini indaga sulla dicotomia tra il vero e il falso, due unità scomposte, all’apparenza molto ben distinte ma inevitabilmente complementari.

La personale, curata da Valerio Dehò, mette in scena fino al 5 maggio la “Porta Magica” di Massimo Balestrini, un brulicante mondo di immagini simboliche ricoperte e immerse in una pluralità di segni ci parlano di libero arbitrio e senso etico. Perché la porta magica rappresenta una soglia di passaggio che, come nella visione alchemica, spinge alla trasformazione e ci apre un percorso, troppo spesso solo utopico ma comunque auspicabile, alla riconquista dell’equilibrio perduto.

“Il profilo bianco e immacolato di una porta magica nel cielo, che ricalca (solo nella forma) quella famosa dei giardini romani, si staglia come una nuova visione morale per una civiltà che ha perso le speranze nel mito post moderno del sogno americano” mentre “un pesante pachiderma cavalcato da un bambino incauto, attraversa l’aurora, metafora di una crescita interiore ed esteriore…”(Massimo Balestrini).

Massimo Balestrini, con freschezza d’espressione segnica e coloristica unita a una maturità di linguaggio capace di sottigliezze e profondità sorprendenti, usa l’ironia e il racconto per denunciare le contraddizioni del mondo di oggi. La combinazione di medium digitali e classici dà vita ad un surplus di immagini attentamente costruito che punta molto sul colpo d’occhio ma allo stesso tempo chiede allo spettatore di avvicinarsi e approfondire la lettura. Valerio Dehò nel testo a catalogo le definisce “superimmagini”, “attraenti black holes visivi che si cibano di tutto”. Il quadro diventa un luogo dove si accendono cento storie e possibilità di combinazioni che tocca allo spettatore scegliere se ricomporre o … ma “a ragionare c’è sempre tempo” (Valerio Dehò).


martedì 20 marzo 2012


Su Quaz Art, intervista al fotografo Gabriele Adami

In Itinere




In Itinere


tra Arte e Design di Jacques Toussaint


a cura di Luigi Cavadini


in collaborazione con


Fondazione Achille Castiglioni
Institut Français Milano
MILANO 2012


AREA 35 , mostra personale dal 13 aprile al 7 maggio


INAUGURAZIONE 12 aprile 2011 ore 18.30 - 22.00


Apertura dal martedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.30


sabato dalle 15.30 alle 18.00
Via Vigevano 35, Milano
MM 2 stazione Porta Genova
info@area35artgallery.com M 3393916899

La mostra sarà presentata successivamente a Parigi, Fano e Pordenone.

AREA 35, il Nautilus del nuovo sentire dell'uomo contemporaneo, esplora arte, pittura,scultura ma anche design ed architettura, indagandone e testimoniando il continuo cambiamento del pensiero creativo.

AREA 35, in via Vigevano 35 in un caratteristico cortile dei vecchi navigli.

AREA 35 - galleria d'arte contemporanea è lieta di presentare “In Itinere tra Arte e Design”, mostra personale dell’artista e designer Jacques Toussaint

Dal 13 aprile al 7 maggio 2012 con inaugurazione il 12 aprile dalle ore 18.30 alle ore 22.00

La mostra "In Itinere, tra Arte e Design" presso la galleria Area 35 presenterà alcuni lavori recenti scelti nell’ampia produzione di JACQUES TOUSSAINT. In apertura viene proposto un esteso intervento grafico: una mappatura del flusso temporale e geografico dei luoghi della memoria.

Denominato “in itinere”, nella sua logica di “viaggio” diventa quindi parte del titolo stesso della mostra. Questo lavoro utilizza la tecnica del collage e dell’assemblaggio dei vari frammenti, piccoli oggetti, biglietti della metrò, del tram che testimoniano dell’evoluzione grafica nel tempo.

La mostra sottolinea l’evoluzione di alcuni lavori, oggi rivisitati sotto nuova luce. Tutte le opere esposte maturano dentro una dialettica rigorosa e raffinata tra materiali, una sinergia tra vetro, acciaio e legno alla quale un altro elemento tipico del designer -la luce al neon - si rapporta, indaga e staglia le parti delle opere. Delicate griglie di acciaio, sottili pareti forate divisorie e proporzioni dal gusto ora moderno, ora di
architettura.

Nella produzione esposta figurano pezzi già noti come il tavolo Pontile, la libreria Cavadini e alcunipannelli bi e tridimensionali in vetro e specchio argentato denominati glass-wall, e lampade al neon blu intenso che dialogano con le superfici riflettenti.

A questi pezzi consolidati della produzione di Toussaint si accostano le novità e le reinterpretazioni che seguono il lavoro già prodotto dal designer: una struttura modulare costruita con un sottile profilo d’acciaio, per l’esposizione di oggetti e capi di moda per negozi e showroom o vera e propria composizione spaziale per la custodia di libri o oggetti in appartamenti privati.

Nell’ultima sala viene presentata un’installazione di vetro e acciaio e neon blu, ispirata al grande muro di luce già presentato nel 2002 presso la Galleria Fioretto di Padova, facente oggi parte della collezione permanente della Galleria d’Art Modena di Palazzo Forti a Verona.

La mostra si accompagna all'evento espositivo presso Institut Français Milano in Corso Magenta 63 che si inaugura lunedì 17 aprile dalle ore 18 alle ore 23.00 (in concomitanza con l’apertura della settimana del salone del mobile e l’inaugurazione della mostra sulla scuola parigina della Arts Decoratif curata da Pierre Charpin) in cui saranno presentate nel chiostro delle Stelline quattro diverse isntallazioni dell'Artista e con la serie di incontri con architetti e designer che hanno collaborato con l’architetto Achille Castiglioni, che si terranno nello Studio di Achille Castiglioni, ora Studio Museo, in Piazza Castello 27, a Milano.

Gli incontri saranno inaugurati dall'intervento di Jacques Toussaint il 2 aprile alle ore 18

Igneo



IGNEO
carattere e chiamata del dáimon


a cura di Alessandro Di Gregorio


SIMONA BARBAGALLO
LINDA CARRARA
ALESSANDRO DI GREGORIO
FRANCESCO FILIPPO
ALEX LO VETRO
MANUELA MORGIA
ADRIANO PETRUCCI
PIETRO SPIRITO
FERNANDA VERON
GIULIO ZANET


dal 31 Marzo al 22 Aprile 2012
inaugurazione sabato 31 Marzo ore 18.30


BASEMENT PROJECT ROOM
via Tommaso d’Aquino, 26 – Fondi (LT)

Quante volte ci siamo chiesti perché gli uomini si comportano in un determinato modo in determinate situazioni? Quante volte ci siamo chiesti perché noi stessi abbiamo reagito secondo modalità che, ripensandoci, appaiono magari del tutto insensate?

A volte l’educazione ricevuta dai genitori, a volte il contesto sociale e culturale in cui si è cresciuti gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di un individuo, ma non sembra riduttivo pensare ce gli uomini siano una mera combinazione di cromosomi, precetti, regole impartite dai genitori e fattori ambientali?

Deve esserci qualcosa di più, qualcosa di impalpabile, incomprensibile e tuttavia fondamentale. Questo “qualcosa” alcuni lo chiamano “genio”. Altri lo hanno chiamato “spirito, “dáimon”, e anche “angelo custode”.

Ebbene sì. Ognuno di noi riceve un demone come compagno segreto prima della nascita e ci starà accanto per tutta la vita al fine di aiutarci a portare a termine il destino che ci siamo scelti. Ed è questo “demone” ad essere responsabile di quella strana sensazione “che il mondo voglia che io esista” che talvolta l’uomo prova.

BASEMENT PROJECT ROOM inaugura il proprio spazio espositivo con IGNEO, la prima mostra collettiva che inaugura il calendario espositivo dell’anno 2012. Ordinata da Alessandro Di Gregorio, l’esposizione, che raccoglie i lavori di nove artisti, si limita ad esplorare il tema del dáimon e pone in primo luogo i suoi affascinanti aspetti.

Dieci dáimon che dialogano organicamente. Forse non c’è niente di più conosciuto di quanto riteniamo ci sia noto: così, artisti diversi e tesi a rielaborare l’eterogeneità del vissuto, scelte linguistiche e formali a volte antitetiche ma organiche, restituiscono la realtà, libera, volante, passeggera, cangiante e allo stesso tempo fissata in un momento cronologico definitivo. Artisti come questi rinnovano, di certo, una visione che sembrava esauritasi, che in molti dichiarano morta, che per altri è oggetto di ovvietà della rappresentazione.
Il dáimon esprime il potere divino che però resta distinto dagli dei (dal theos), una forza esterna all’uomo e assimilabile al destino, al fato, o alla fortuna, non controllabile dal soggetto. Conseguentemente la lettura viene vista come il raggiungimento dell’eccellenza, come lo sviluppo pieno della propria vocazione, come la liberazione del proprio “genius”. Ogni dáimon ha il proprio fuoco, il proprio ritmo, il proprio cuore. Si sa che i tempi dell’organismo sono multipli, si tratta di accordare i ritmi tra di loro, sia sincronicamente che diacronicamente: tra spazio corporeo e tempo animato uno strumento musicale chiamato psiche negozia le proprie dissonanze e può farsi sentimento dodecafonico.

Nella mia stanza, entra dalla grande finestra la giornata plumbea aperta all’infinito: il grigio delle nubi è solcato a perdita d’occhio da un vento mutevole. Incantato dalla luce fredda, diffusa, spessa, affascinato da una sensibilità molto sottile ma percettibile, dall’evocazione di figure come fantasmi della memoria felice, si può rischiare di essere fuorviati dalle apparenze.

I confini dell’anima, nel tuo andare, non potrai scoprirli neppure percorrendo tutte le strade: così abissale è il logos che essa possiede.

Così sentenziava Eraclito.


dal 31 marzo al 22 aprile 2012
IGNEO, carattere e chiamata del dáimon
a cura di Alessandro Di Gregorio
BASEMENT PROJECT ROOM
via Tommaso d'Aquino 26, 04022 Fondi (LT)
Info: +39 3292753063, basementprojectroom@gmail.com, www.basementprojectroom.blogs

lunedì 19 marzo 2012

L'anello mancante




PassepARTout organizza dal 31 marzo al 16 aprile 2012 presso i propri spazi espositivi di Pero (MI) in Via Sempione, 239, di fronte al nuovo Polo fieristico internazionale di FieraMilano Rho-Pero, la Rassegna collettiva “L’anello mancante”.

L’evento ha lo scopo di evidenziare come anche la Nona Arte, il fumetto, appunto, possa essere fonte di ispirazione e di espressione artistica ai più alti livelli, trasformando e snaturando l’essenza dei personaggi che da oltre 100 anni popolano il nostro immaginario collettivo.

Un viaggio intorno alla Pop Art, passando da Roy Lichtenstein ad Andy Warhol, dalle Sorelle Giussani al recentemente compianto Sergio Bonelli.

Tutti possono partecipare alla Rassegna con una o più Opere di pittura, grafica, fotografia delle dimensioni massime non superiori a 100 x 100 cm, (cornice o listello compresi) e scultura (piccole dimensioni).

Le Opere vanno consegnate entro il 26 marzo 2012.

Mostra Caterina Vitellozzi a Milano


Valentino Vago


La Galleria Radium Artis di San Martino in Rio (RE) inaugura sabato 24 marzo, nel nuovo spazio de L'Officina (via Don P. Borghi, 1/A), un'ampia personale di Valentino Vago, del quale si è appena conclusa un'importante antologica presso il Museo Diocesano di Milano. Nel percorso espositivo alla Radium Artis sono raccolti una quarantina di dipinti, alcuni di grandi dimensioni, dove il colore impalpabile di Vago è l'assoluto protagonista. Colore nel quale l'artista milanese ha imprigionato brividi luminosi, segni e larve di linee vaganti nella profondità senza fine. Storie sospese ai confini dello spazio e del tempo che trovano luogo ideale ne L'Officina dove le grandi vetrate creano un intenso dialogo tra la luce naturale e la luce delle tele di Vago. Sulla parete principale dell'Officina, ventiquattro grandi tele saranno accostate in una spettacolare installazione intitolata "La bellezza dell'invisibile". Una sorta di canto polifonico che immediatamente ricorda le felici esperienze di pittura ambientale realizzate da Vago come l'intervento nel Reparto di Riabilitazione neurologica dell'Ospedale San Sebastiano di Correggio o nei dodicimila metri quadrati della Chiesa cattolica di Doha, nel Qatar.

In mostra, oltre ai cataloghi delle mostre più recenti, è disponibile il "Catalogo ragionato delle opere", appena pubblicato da Skira, Milano (3 volumi rilegati in cofanetto, per complessive 1072 pagine, con 2070 illustrazioni in bianco e nero e 395 illustrazioni a colori).

La mostra "Valentino Vago. La luce del mondo che verrà" - patrocinata dal Comune di San Martino in Rio e realizzata con il contributo di Bartoli&Arveda - sarà inaugurata, alla presenza dell'artista, sabato 24 marzo 2012, alle ore 18.00, e resterà aperta fino a domenica 24 giugno.

Orari: sabato e domenica ore 10.00-12.30 e 16.00-19.30, oppure su appuntamento.
Per informazioni: 349 4958166 - info@radiumartis.com.


mercoledì 14 marzo 2012

Into the Night


Su Quaz Art, nuova sperimentazione artistica di Ale D'Agostino

AsAbaroK di Christian Zanotto




Red Stamp Art Gallery
presenta


AsAbaroK
Mostra personale di Christian Zanotto
a cura di Sonia Arata
testo critico di Jacqueline Ceresoli


dal 20 Aprile al 26 Maggio 2012
Red Stamp Art Gallery, Rusland 22, 1012 CL Amsterdam - NL
Vernissage : Venerdi' 20 Aprile 2012 – 16:00 / 20:00
www.redstampartgallery.com

Inaugurerà venerdì 20 aprile 2012 alle ore 16.00, presso la Red Stamp Art Gallery di Amsterdam, la personale dell’artista vicentino Christian Zanotto, a cura di Sonia Arata.

La mostra ha un titolo bizzarro, AsAbaroK, che introduce lo spettatore nell’universo visivo dell’artista quasi come un codice di un linguaggio sconosciuto, fra l’anagramma e la formula magica. Asa e Barocco indicano, innanzitutto, la peculiarità del fare artistico di Christian Zanotto: la combinazione tra figurazione moderna e passata, tra gli asa della fotografia e una trascorsa epoca di grandioso utilizzo dell'immagine. E ancora: “As a Barok”, “come un barocco”, come chi, cioè, agisce e sente con le qualità di quella particolare categoria estetica e spirituale che il termine barocco indica. Zanotto quindi si riferisce a se stesso e al genere umano quando afferma con ironia: “Mi piace pensare all'uomo come a una scimmia barocca”.

In mostra 15 lavori inediti e 7 video realizzati dall’artista. Opere create attraverso l'uso congiunto di diversi software e media digitali, poi trasferite su lastre di cristallo con un procedimento di esposizione fotografico, e video, che si avvalgono di complesse tecniche di animazione 3D, condurranno lo spettatore in un viaggio virtuale attraverso l’affascinante dimensione in cui le entità ritratte dall'artista vivono.

“Christian Zanotto (1972) di origini vicentine, cosmopolita per indole, dal 2000 vive ad Amsterdam, è un talento virtuoso delle arti digitali, che si distingue per l’abilità di manipolazioni multimediali dall’effetto plastico-scultoreo sorprendente e una potenzialità creativa manierista e neobarocca d’impatto scenografico non comune [...].


Le opere, a sfondo nero, in cui si plasmano figure divine, attingono dall’immaginario dell’iconografia sacra e dalla mitologia e sono generate da sofisticate costruzioni virtuali, che mettono in scena una realtà tridimensionale per mezzo di una tecnica innovativa.  [...]


Sono immagini estetizzanti animate da affascinanti entità, sacerdotesse ieratiche, figure alate maschili e femminili adornate da preziosi dettagli dorati. Questi angeli o dei, dal corpo perfetto, circondati da macchine metalliche, troni, carri trionfanti della morte, dalle funzioni misteriose, ci travolgono nel vortice della passione di Eros e Psiche, evocando la potenza immaginifica dell’amore sospeso tra erotismo e misticismo.”

da: Jacqueline Ceresoli, FlashArt  n. 291, Marzo 2011


“...Nelle opere di Christian Zanotto ad un primo impatto visivo ci appare “un’orologeria squisita”, dorata, preziosa e sfavillante...Poi ad uno sguardo successivo accade qualcosa di destabilizzante: l’occhio viene rapito dal buio dell’eternità e le seducenti presenze, emanando luce perpetua assorbono l’essenza del femmineo e del maschile, per poi liquefarsi in unica entità e dare alla luce figure androgine, estrinsecazione e manifestazione del tempo attuale...Un tempo che ha perso il suo tic toc, vaga tra spazi ancorati ad un’età remota e ad un’epoca ignota, immersa in uno spazio sospeso... Un balzo temporale nella storia dell’arte tra Rinascimento, Manierismo e Barocco, accompagnato da un clima avvolto misteriosamente nell’oscurità gotica. 


Chrisitian Zanotto si affida al cristallo come elemento sul quale impressionare l’immagine. Un procedimento alchemico nel quale l’asettico, immobile ed inerte cristallo viene rianimato attraverso una reazione chimica ottenuta tramite la luce, con un procedimento di esposizione fotografica, per poi emulsionare la superficie con micro-cristalli. Il risultato ottenuto irradia luce sull’intera rappresentazione, donando una straordinaria definizione alle figure ritratte; l’artista le plasma in ogni loro particolare e dimensione, avvalendosi di sofisticati software e dell’utilizzo della fotografia per individuare ed immortalare dettagli quali vera pelle umana, tessuti, pizzi e oro, in modo da poterne poi creare textures con le quali rivestire i soggetti. 


Ci hanno rubato il tempo! Si sono portati via la meditazione, la tensione emotiva necessaria per poter insinuarsi tra le maglie della vita, impossessandosi non solo dell’imprescindibile possibilità di scelta, ma addirittura cercando di annegarci nel mare del caos, tra lo schiamazzo di quel nulla, che assorbe l’essenziale silenzio. Non rimaniamo dunque immobili, ma come ci esorta e consiglia Zanotto, entriamo, addentriamoci nel grande specchio di cristallo, scardiniamo le prestabilite e incatenanti visioni dell’effimero, e recuperiamo il mistero del mondo, il sentimento come pulsione carnale unitamente all’inno alla vita.... 
Avvolte dal frastuono della musica, delle luci, dei suoni, delle parole e del colore, le immagini dei video di Christian Zanotto scorrono, tra mistica, immaginario, multimedialità, eros sensuale e pensiero inconscio. Lo specchio non è solo il supporto, il luogo dell’arte, ma è ancora prima il ritratto della nostra epoca, sempre più concentrata sulla fisicità di carne e ossa, custodite dalla pelle liscia della superficialità. Occorre allora dimostrare come il derma non avvolge semplice massa corporea, ma un individuo che unisce al suo interno materia organica e spirito esistenziale.”

da Alberto Mattia Martini, “Tra mistero e libero arbitrio”, Catalogo della mostra “God O' Clock – Horlogerie Exquise – God Is Wearing A Rolex” , 2011


Christian Zanotto (Marostica,Vicenza,1972) vive e lavora tra Amsterdam e l'Italia.Nel 2007  e' stato insignito del “Premio per l'Arte Digitale” dalla giuria del “Premio delle Arti – Premio della Cultura”, Milano. Tra le mostre recenti: “Biennale di Alessandria” (2008), a cura di Sabrina Raffaghello; “Terzo Rinascimento”, Palazzo Ducale di Urbino (2010) e “Terzo Rinascimento – Linguaggi della sensibilita' ibrida”, Galleria Civica d'Arte Contemporanea A' Caos, Castello Normanno di Aci Ccastello,Catania (2010) a cura di Carmelo Strano, Grace Zanotto e  Angelo Cruciani; “Biennale di Asolo”, Asolo,Treviso (2010) a cura di A. Schirato; “God O' Clock – Horlogerie Exquise – God Is Wearing A Rolex”, Galleria Famiglia Margini, Milano (2010/2011), a cura di Alberto Mattia Martini; “ Responses in Time”, Georgia Museum of Art, Athens, Georgia, USA (2012), a cura di Lynn Boland.

Tra le mostre in programma: IV Biennale d'Arte di Malindi, Malindi, Kenya (2012/2013) a cura di Achille Bonito Oliva.

Red Stamp Art Gallery è nata ad Amsterdam (Olanda) nel 2005. E' situata nel cuore del centro storico della citta' ed ha sede in un'edificio del '700 classificato come Monumento Reale.
Espone opere di artisti internazionali di talento, le cui tecniche possono spaziare dalla pittura alla scultura, dall'arte digitale alla fotografia ed alla video art, sempre con l'attenzione rivolta ad una elevata qualità formale e concettuale dell'opera.


AsAbaroK
Mostra Personale di Christian Zanotto
a cura di Sonia Arata
testo critico di Jacqueline Ceresoli

dal 20 Aprile 2012 – 26 Maggio 2012
Inaugurazione: Venerdì, 20 Aprile 2012 – 16:00 / 20:00
Indirizzo: Red Stamp Art Gallery, Rusland 22, 1012 CL  Amsterdam - NL

Catalogo in mostra_Testo critico di Jacqueline Ceresoli

Contatti:


Red Stamp Art Gallery
www.redstampartgallery.com
info@redstampartgallery.com 
tel.:  +31  0     6  46406531 
        +31  0   20    4208684 
        +39     347    1917003


Christian Zanotto
www.christianzanotto.com 




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lunedì 12 marzo 2012

Il Drone di Quaz Art


Molti cercano di imitarci, ma sono sempre un passo indietro... Qui la presentazione della nuova innovazione tecnologica di Quaz Art 

La ville à l'envers




Il 23 marzo, presso l'Hola Hoop club, in via De Magistris 91/93 al Pigneto si terra la mostra La ville à l'envers di Francesca Mariani e Chiara Lu  con recoivent di Claudia Ottaviani
a cura di Togaci

Progetto comunicativo Cristina Ricatti

Di seguito la presentazione dell'evento

Tempi duri, questi. Tempi in cui gli occhi al soffitto si alzano solo per esasperazione, con un gesto scontato che sicuro ha una qualche origine teologica (“Ossignore, aiutami tu”), ma ormai è così stereotipato che non si guarda nemmeno ciò che si vede: il soffitto, per lo più. E può il soffitto diventare una forma di evasione? Parecchi geni rinascimentali sono riusciti a stordirci di magnificenza in tal senso, ma rimaniamo nella vita quotidiana, dove per soffitti intendiamo quelli degli ambienti semplici che da comuni mortali frequentiamo nella nostra modesta vita.


Ecco, allora, due giovani artiste che hanno avuto la brillante idea di considerare quanto sopra detto per farne un'originale piéce d’auteur: la ville à l’ènvers, la città sottosopra. Succede così di entrare in un locale, una sera, per rilassarsi dopo l’ennesima giornata di crisi metropolitana, e scoprire che ad accogliere il nostro furtivo sguardo verso l’alto c’è un piccolo agglomerato di case appese a testa in giù. Una sull’altra scendono verso lo spettatore come per risucchiarlo nella propria irrealtà, dove le Regole frustranti di un progresso che ci annichilisce vengono stravolte da un design underground, fiabesco e surreale, dove tutto accade senza alcuna imposizione di logica: dai cunicoli dei tetti piovono pesci volanti, alberi e mongolfiere; alcune facciate si vestono di carta da parati anni ’70, perché prevale uno stile retrò che ci aiuta a sognare con più romanticismo. Così le tubature idrauliche finiscono nella vasca da bagno della nonna, mentre sul terrazzo un vecchio televisore scivola verso un etere rovesciato; c’è musica, ritagli di note ci parlano da fumetti che fuggono via dalle finestre; cactus, mucche, scimmie o uccelli si appoggiano sui cornicioni, un orsacchiotto si affaccia curioso alla finestra; anche la pioggia scende al contrario, se c’è una legge di gravità è capovolta anche questa; su un muro, da un manifesto, una bella ragazza ci scatta una foto per immortalare il nostro stupore: è Francesca Mariani che insieme a Chiara Luzi ha dato vita a un favoloso borgo carico di tutta la sapienza artistica di chi ha studiato illustrazione.
È un progetto originale, divertente, dove lo spettatore si immagina camminare sul muro rimpicciolendosi sempre di più per raggiungere la città della fantasia e della libertà. E riuscire, infine, a trovare un’altra prospettiva della vita.


Con l’installazione, opere individuali di Chiara e Francesca consentono di entrare anche dentro le stanze della loro creatività, dove, per altro, si incontra una gradita ospite: Claudia Ottaviani, altra promessa dell’arte romana. La tattoo artist, che ha scavalcato i confini di quella tecnica per sperimentare su carta quanto appreso sulla pelle, ci racconta storie di romantiche borderline. Si resta nel tema dell’illustrazione con le sue figure cariche di colori brillanti, tatuate sulle braccia e sulle gambe pallide, un po’ aliene un po’ creature fantastiche. Simboli e parole, fiori e animali, corone o chiome principesche, quel terzo occhio che ricorre spesso per aprire la mente dell’osservatore, così Claudia contribuisce a svelate il senso dell’arte che sempre traduce i sogni e le aspirazioni dell’individuo, oltre ogni limite imposto dalla vita reale.

domenica 11 marzo 2012

Nata a Primavera


Su Quaz Art, omaggio ad Alda Merini

PAESAGGI COMPLICATI




PAESAGGI COMPLICATI
Complicated Landscapes


Gioacchino Pontrelli, Guy Tillim, Guido Van Der Werve


a cura di Claudio Libero Pisano


Venerdì 16 marzo, ore 18,00
(Palazzo Incontro, Via Dei Prefetti, 22 – Roma)

La mostra Paesaggi Complicati è il secondo appuntamento di un ciclo di tre incontri espositivi del Contemporaneo all’interno di Palazzo Incontro e vede la partecipazione di tre artisti: Gioacchino Pontrelli, Guy Tillim e Guido Van Der Werve. L’esposizione è incentrata su grandi fotografie, oli su tela e video, che raccontano di paesaggi dove la natura e gli esseri umani, quando presenti, contribuiscono a creare un senso di straniamento dal contesto. Il paesaggio è inteso come riferimento visivo e sociale da parte degli artisti invitati. Lo spazio fisico del vissuto si trasforma in corrispondenza di mutazioni anche emotive.

La mostra viene inaugurata dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti

Promossa dalla Provincia di Roma, la mostra è realizzata nell’ambito delle iniziative del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura in collaborazione con il CIAC, il Centro Internazionale di Arte Contemporanea  di Genazzano.

Il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, fortemente voluto dal Presidente della Provincia di Roma, ha l’obiettivo di sostenere le eccellenze culturali e territoriali della provincia di Roma.

Nel primo incontro del Contemporaneo, il 9 novembre scorso a Palazzo Incontro, sono state esposte opere di Kiki Smith, Nancy Spero, Alberto Di Fabio, Simone Cametti e Caterina Silva.  
         
Gioacchino Pontrelli (Italia) presenta una grande tela e un allestimento di dipinti di piccole dimensioni, che raccontano la trasformazione dello spazio di natura attraverso gli occhi e la poetica di un artista che come pochi ha saputo creare un mélange risolto tra figurazione e astrazione. Dove quest’ultima è spesso deputata a raccontare forse più della dimensione realistica.

Di Guy Tillim (Sudafrica) è in mostra un lavoro fotografico esposto per la prima volta alla Fondazione Cartier-Bresson di Parigi e realizzato tra diversi Stati africani nel biennio 2007-2008. Lo sguardo di Tillim è indirizzato verso un viaggio interiore: si tratta di foto che, più che documentare lo stato di contesti post-coloniali, raccontano gli stati d’animo di paesaggi realmente complicati non solo nell’aspetto urbano.

Due video di Guido Van Der Werve (Olanda) in cui la natura e la figura umana sembrano sfidarsi continuamente in un gioco di rimandi e prove di forza. Sia che si tratti di un uomo che avanza su una superficie ghiacciata con dietro una nave rompighiaccio che sembra seguirlo o che sia anche lo stesso artista che tenta di far partire un razzo. Quasi a dire che soltanto dall’alto è possibile vedere il mondo migliorato.

Il ciclo espositivo prosegue fino al mese di maggio  2012.
I cataloghi di ciascuna mostra verranno raccolti in un unico cofanetto a cura di Livello4 Editrice


Informazioni


Palazzo Incontro
Via Dei Prefetti, 22 - Roma 


ore 10.00 - 19.00
INGRESSO GRATUITO


Chiuso il lunedì 

sabato 10 marzo 2012

“ À Rebours - CONTROCORRENTE” di Angela Loveday



Martedì 20 Marzo alle ore 18 si inaugura la personale “ À Rebours - CONTROCORRENTE” di Angela Loveday presso la mc2gallery contemporary art Viale Col di Lana 8 - 4° cortile 20136 Milano (Italy)

Di seguito un estratto del testo di Emanuele Beluffi

...Tetràgona al vivere inimitabile, la produzione di Angela Loveday s’incanala precisamente nella vexata quaestio della decadenza, lo stato di cose in cui il linguaggio dell’arte si ritira dal tempo d’appartenenza, imitando - a ritroso! - quel Jean Floresses Des Esseintes che nel celebre roman décadent À rebours (Controcorrente, appunto) di Joris Karl Huysmans si congeda dal mondo in morbosa solitudine, riaffermando se stesso attraverso una ragione autofondantesi che va al contrario rispetto ai valori dominanti, come l’anacoreta di Nietzsche in Così parlò Zarathustra...


In un mondo possibile Angela Loveday sarà l’autrice di un testo di filosofia oppure non lo sarà affatto, sarà l’incarnazione femminina di un Jean Floresses Des Esseintes oppure no. Ma certamente attraverso la sua produzione si rispecchia, rinnovata, quell’attitudine décadent in cui il rifugio interiore, l’accentuazione della dimensione soggettiva vs quella oggettiva, il distacco dal mondo dell’esperienza e la manifestazione dell’irrazionale e del reazionario si interconnettono a denotare quel “guardare indietro” tipico di una temperie culturale che, naturalmente secondo declinazioni distinte ma non distanti, rivive in lei come lo speculum attraverso cui guardare gli abissi dell’interiorità e l’apparenza fantasmatica dell’esteriorità.

Intervista a Michela Riba





Intervista per rivista Idea, marzo 2012 n°9 - pagina 70/71


MICHELA RIBA HA INSEGUITO IL SUO SOGNO

La giovane pittrice di Santa Croce di Vignolo, diplomata al liceo artistico Ego Bianchi di Cuneo e laureata all'accademia di belle arti del capoluogo, protagonista a Bologna, Londra e Dublino.

Fino al 30 marzo sarà a Bologna, allo spazio San Giorgio, con la mostra collettiva “Sketchika”, dedicata al disegno, dallo schizzo a matita su carta all’elaborazione su tela. In questi giorni è anche a Londra, alla Vibe Gallery, in una mostra dal titolo “Natural Born Moody”, pensata per esporre la natura degli stati d’animo che influenzano un artista. Nel 2010 ha esposto alla Permanente di Milano superando le semifinali tra i 40 finalisti del Premio Arte Mondadori 2010.

Michela Riba, 27 anni, è una giovane artista cuneese (vive a Santa Croce di Vignolo) che si è già fatta conoscere nel panorama artistico internazionale. Un esempio di chi è riuscito ad inseguire il suo sogno.

“L’arte è una delle mie più grandi soddisfazioni – commenta -. E’ una forte passione, è una parte di me fin da bambina”.


Chi è Michela Riba? 

“Mi descrivo come una timida ragazza che anni fa, durante un periodo di scelte, si scontrò nella sua seconda metà, Ezekiela. Ezekiela è l'io estroso e interiore, la carica di Michela, colei che la rende capace di essere ciò che è, colei che la rende artista e la fa vivere di sogni”.

Mi racconta il suo percorso?

“Come Picasso iniziò dai giornalini della parrocchia, io comincia frequentando il liceo artistico di Cuneo. Iniziai a partecipare ai primi concorsi alla Fondazione Peano dove vinsi un premio per un murales pensato per un asilo nido. All’inizio, per farsi strada e capire quali sono le vie giuste, è necessario prendere tutto ciò che capita e rimboccarsi le maniche cercando di reagire alle porte in faccia: spesso sono quei “no” che un giorno ti verranno a cercare. Iniziai poi ad imbattermi in ambienti più ampi, frequentando Torino e seguendo riviste di arte. Ho esposto in molti più posti di quanti non ne abbia visitati, spaziando da Saluzzo alla Cina, da Mondovì a Dublino, da Milano a Taormina, da Como a Roma”.

Dove possiamo ammirare i suoi quadri?

“Fino al 10 marzo espongo con altri 10 artisti a Londra, alla Vibe Gallery: partecipo con quattro opere, è emozionante scontrarsi con realtà nuove e artisti da tutto il mondo. Poi, fino al 30 marzo, sono a Bologna con la collettiva “Sketchika”. Infine, dal 9 al 16 marzo, sarò a Dublino alla Little Green Street Gallery, in concomitanza con "OffSet", festival del design e dell'arte della capitale irlandese, e della festa di San Patrizio”.

Donne, soprattutto donne, immagini moderne e vistose. Cosa vuole rappresentare con i suoi quadri e quali tecniche preferisce?

“La tecnica che sento più mia è quella olio su tela. La mia è una donna un po’ angelo e un po’ demone che si sta battendo per arrivare. Con le sue paure e le sue insicurezze si maschera dietro abiti e uniformi. L’aspetto esteriore è in conflitto con quello interiore: la semplicità di un corpo nudo coperto da difficoltà e paure, mascherato dalla moda del dover apparire. Da un angelo cortese che si rifà alla Beatrice di Dante a una perfida Salomè, da una Lolita a una vera “femme fatale”, a una Marylin. Nei miei dipinti possiamo trovare un insieme di tutti questi caratteri. La loro emozione però, sia l’innocenza della ragazza fragile sia il desiderio ardente della donna vampiro, viene livellata e domata tramite il decoro vegetativo che incornicia le figure e le ferma su una superficie dorata, senza contatto con la realtà. Ci sono poi le gigantesse e la gigantologia. Queste donne giganti, sono state un modo per riuscire a capire se potevo “fare il passo più lungo della gamba”, ovvero rischiare creando questo senso di movimento nel quadro. Mi piace stupire e ricercare, senza fermarmi ad un’idea”.

Viviamo un'epoca in cui l'arte viene troppo spesso associata al superfluo.

Cosa intende dire ai giovani che vorrebbero intraprendere il suo cammino ma che hanno paura di dar sfogo ai sogni?

“Vorrei dire di non smettere mai di sognare perché solo sognando si può dare un significato alla vita: non lasciate che questa spilorcia e avida società vi rapisca l’anima e vi renda comuni mortali. Lasciatevi guidare dal vostro istinto”. (www.michelariba.blogspot.com)


articolo di
Ilaria Brangetti

link articolo

giovedì 8 marzo 2012

Intervista a Pietro Di Lecce



Premio Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012



Premio Zingarelli – Rocca delle Macìe 2012


Seconda Edizione

Dopo il successo del 2010, il 19 aprile 2012, l’azienda vitivinicola del Chianti Classico Rocca delle Macìe ospiterà la Seconda Edizione del “Premio Internazionale di Pittura Zingarelli – Rocca delle Macìe” finalizzato alla promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea.

Il premio, a cadenza biennale, è stato ideato in omaggio al produttore, regista e direttore cinematografico Italo Zingarelli, a conferma dell’attenzione che la famiglia, da sempre, rivolge nei confronti della terra toscana, delle arti in genere e, in particolar modo, verso i giovani di talento.

Il premio, patrocinato dal Comune di Castellina in Chianti e dalla provincia di Siena, verra conteso tra artisti italiani e stranier che vantano un percorso di rilievo nell'arte contemporanea

Questi i 19 artisti segnalati (in ordine alfabetico)


Mirko Canesi,Maria Grazia Carriero,Luna Corà,Luca Cruz Salvati,Ilaria Del Monte,Laura De Barba
Raffaele Fiorella,Pierluigi Lanzillotta,Marta Mancini,Ignazio Mortellaro,Luca Moscariello
Martine Parise,Sergio Picciaredda,Vittoria Ramondelli,Renato Rubini,Riccardo Ruberti,Mattia Scappini,Chiara Sorgato,Enatalem D. Zeleke

Il tema scelto per la Seconda Edizione, a cui gli artisti dovranno ispirarsi, è il "Giardino del Getsemani", in cui olio e ulivo saranno protagonisti

PREMIO ISTITUZIONALE “Zingarelli Rocca delle Macìe 2012” sarà assegnato tramite valutazione  popolare, mentre  il Premio "Speciale famiglia Zingarelli", sarà assegnato dalla famiglia all'opera che più rispecchia l'identità dell'azienda

mercoledì 7 marzo 2012

Aperitweetdarte




Venerdì 30 marzo dalle ore 18.00 in poi si terrà la prima edizione di Aperitweetdarte presso Overlook Agenzia d'Arte in Via della Madonna, 52 a Quarrata (Pistoia).

Aperitweetdarte è un evento dedicato ai twitlovers innamorati dell'Arte che si riuniscono per discutere e riflettere assieme sul Contemporaneo.

Verrà aperta una lista su Twitter in cui i vari twitlovers interessati potranno esprimere la loro adesione. Comunque per informazioni sull'evento contattare via twitter Tommaso Baldi (@overlooki) oppure Filippo Gori (@cicciogori)

Due Mondi



Kipple Officina Libraria ha pubblicato in eBook il  racconto, "Due Mondi" di Francesco Verso, un tentativo di superamento dei confini tra il genere fantascientifico e il fantasy, quest’ultimo inteso in un’affascinante accezione “biotecnologica”.

La vicenda è ambientata in un futuro remoto, su una Terra molto diversa da quella attuale: l’evoluzione umana ha intrapreso percorsi estremi che hanno portato all’avvento di due razze, gli Aeromanti e gli Aquamanti. Razze che si pongono domande inquietanti sul proprio futuro e che spingeranno la protagonista Aruna a una ricerca disperata. La presenza di una misteriosa Torre dei Semi infatti riaccenderà in alcuni individui il desiderio, forse utopistico, di ristabilire gli antichi equilibri ambientali.

Il testo si è avvalso della consulenza tecnica di Simone Battiston e Graziano Martello del CNR e della splendida copertina a firma di Lorenzo Nuti.


L'ebook è disponibile a 0,89 centesimi per i possessori di Kindle su Amazon, mentre per gli altri lettori in formato ePub sul sito di Kipple Officina Libraria a 1 euro

martedì 6 marzo 2012

Alterazioni Video a Quarto Oggiaro



Il 15 e 17 marzo sbarca per la prima volta a Quarto Oggiaro il Video Box di Milano e Oltre per raccogliere interviste, commenti e racconti su Quarto Oggiaro.

Il 21.12.12 è alle porte, la fine del mondo è vicina! Prima che arrivi accorrete numerosi a lasciare il vostro video messaggio in Piazzetta Capuana (15 marzo) e al Centro Commerciale Metropoli (17 marzo).

Passanti, abitanti, residenti e non, giovani e anziani potranno lasciare il loro “messaggio ai posteri”: impressioni, idee, sogni e racconti su Quarto Oggiaro.

Il progetto del video box si inserisce all’interno di Milano e Oltre. Cantiere Quarto Oggiaro a cura di Connecting Cultures con la collaborazione del collettivo Alterazioni Video.

Il progetto ha l’obiettivo di coinvolgere in maniera informale e partecipata gli abitanti di Quarto Oggiaro. Un modo per mappare i desideri, gli umori, le curiosità sul quartiere.

Un evento di fine progetto, previsto a maggio del 2012, restituirà al quartiere il materiale video raccolto, con l’obiettivo di creare un’occasione di scambio e condivisione fra i partecipanti e i cittadini.

Il video box è realizzato da Controprogetto grazie al supporto di Centro Commerciale Metropoli, Coop Lombardia ed in partnership con Vill@perta, Quarto Posto, Spazio Agorà, Nostrale, Baluardo.

In collaborazione con Memorec, Milano e Oltre partecipa alla raccolta delle memorie dell’umanità per l’interfaccia “Memorec 2012”, disponibile online dal 20 marzo.  Un’ arca che attraverso la raccolta di interviste sul web e sul territorio, ha l’obiettivo di preservare la memoria dell’uomo dopo la fine del mondo prevista dal calendario Maya per il 21.12.12

Milano e Oltre. Video Box
un progetto di Connecting Cultures
da un’idea di Alterazioni Video
con il contributo di Fondazione Cariplo – Coop Lombardia – Centro Commerciale Metropoli
in collaborazione con Quarto Posto

Giovedì 15 marzo 2012 – h.19.00
Quarto Posto, Piazzetta Capuana – Quarto Oggiaro – Milano

Sabato 17 marzo 2012 – h.15.00
Centro Commerciale Metropoli - Via Amoretti, 1 – 20026 – Novate Milanese (MI)

CONTATTI e SITI DI RIFERIMENTO

T: 02 89181326
info@connectingcultures.info

www.connectingcultures.info
www.milanoeoltre.com
www.alterazionivideo.com