sabato 10 marzo 2012

Intervista a Michela Riba





Intervista per rivista Idea, marzo 2012 n°9 - pagina 70/71


MICHELA RIBA HA INSEGUITO IL SUO SOGNO

La giovane pittrice di Santa Croce di Vignolo, diplomata al liceo artistico Ego Bianchi di Cuneo e laureata all'accademia di belle arti del capoluogo, protagonista a Bologna, Londra e Dublino.

Fino al 30 marzo sarà a Bologna, allo spazio San Giorgio, con la mostra collettiva “Sketchika”, dedicata al disegno, dallo schizzo a matita su carta all’elaborazione su tela. In questi giorni è anche a Londra, alla Vibe Gallery, in una mostra dal titolo “Natural Born Moody”, pensata per esporre la natura degli stati d’animo che influenzano un artista. Nel 2010 ha esposto alla Permanente di Milano superando le semifinali tra i 40 finalisti del Premio Arte Mondadori 2010.

Michela Riba, 27 anni, è una giovane artista cuneese (vive a Santa Croce di Vignolo) che si è già fatta conoscere nel panorama artistico internazionale. Un esempio di chi è riuscito ad inseguire il suo sogno.

“L’arte è una delle mie più grandi soddisfazioni – commenta -. E’ una forte passione, è una parte di me fin da bambina”.


Chi è Michela Riba? 

“Mi descrivo come una timida ragazza che anni fa, durante un periodo di scelte, si scontrò nella sua seconda metà, Ezekiela. Ezekiela è l'io estroso e interiore, la carica di Michela, colei che la rende capace di essere ciò che è, colei che la rende artista e la fa vivere di sogni”.

Mi racconta il suo percorso?

“Come Picasso iniziò dai giornalini della parrocchia, io comincia frequentando il liceo artistico di Cuneo. Iniziai a partecipare ai primi concorsi alla Fondazione Peano dove vinsi un premio per un murales pensato per un asilo nido. All’inizio, per farsi strada e capire quali sono le vie giuste, è necessario prendere tutto ciò che capita e rimboccarsi le maniche cercando di reagire alle porte in faccia: spesso sono quei “no” che un giorno ti verranno a cercare. Iniziai poi ad imbattermi in ambienti più ampi, frequentando Torino e seguendo riviste di arte. Ho esposto in molti più posti di quanti non ne abbia visitati, spaziando da Saluzzo alla Cina, da Mondovì a Dublino, da Milano a Taormina, da Como a Roma”.

Dove possiamo ammirare i suoi quadri?

“Fino al 10 marzo espongo con altri 10 artisti a Londra, alla Vibe Gallery: partecipo con quattro opere, è emozionante scontrarsi con realtà nuove e artisti da tutto il mondo. Poi, fino al 30 marzo, sono a Bologna con la collettiva “Sketchika”. Infine, dal 9 al 16 marzo, sarò a Dublino alla Little Green Street Gallery, in concomitanza con "OffSet", festival del design e dell'arte della capitale irlandese, e della festa di San Patrizio”.

Donne, soprattutto donne, immagini moderne e vistose. Cosa vuole rappresentare con i suoi quadri e quali tecniche preferisce?

“La tecnica che sento più mia è quella olio su tela. La mia è una donna un po’ angelo e un po’ demone che si sta battendo per arrivare. Con le sue paure e le sue insicurezze si maschera dietro abiti e uniformi. L’aspetto esteriore è in conflitto con quello interiore: la semplicità di un corpo nudo coperto da difficoltà e paure, mascherato dalla moda del dover apparire. Da un angelo cortese che si rifà alla Beatrice di Dante a una perfida Salomè, da una Lolita a una vera “femme fatale”, a una Marylin. Nei miei dipinti possiamo trovare un insieme di tutti questi caratteri. La loro emozione però, sia l’innocenza della ragazza fragile sia il desiderio ardente della donna vampiro, viene livellata e domata tramite il decoro vegetativo che incornicia le figure e le ferma su una superficie dorata, senza contatto con la realtà. Ci sono poi le gigantesse e la gigantologia. Queste donne giganti, sono state un modo per riuscire a capire se potevo “fare il passo più lungo della gamba”, ovvero rischiare creando questo senso di movimento nel quadro. Mi piace stupire e ricercare, senza fermarmi ad un’idea”.

Viviamo un'epoca in cui l'arte viene troppo spesso associata al superfluo.

Cosa intende dire ai giovani che vorrebbero intraprendere il suo cammino ma che hanno paura di dar sfogo ai sogni?

“Vorrei dire di non smettere mai di sognare perché solo sognando si può dare un significato alla vita: non lasciate che questa spilorcia e avida società vi rapisca l’anima e vi renda comuni mortali. Lasciatevi guidare dal vostro istinto”. (www.michelariba.blogspot.com)


articolo di
Ilaria Brangetti

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