lunedì 12 marzo 2012

La ville à l'envers




Il 23 marzo, presso l'Hola Hoop club, in via De Magistris 91/93 al Pigneto si terra la mostra La ville à l'envers di Francesca Mariani e Chiara Lu  con recoivent di Claudia Ottaviani
a cura di Togaci

Progetto comunicativo Cristina Ricatti

Di seguito la presentazione dell'evento

Tempi duri, questi. Tempi in cui gli occhi al soffitto si alzano solo per esasperazione, con un gesto scontato che sicuro ha una qualche origine teologica (“Ossignore, aiutami tu”), ma ormai è così stereotipato che non si guarda nemmeno ciò che si vede: il soffitto, per lo più. E può il soffitto diventare una forma di evasione? Parecchi geni rinascimentali sono riusciti a stordirci di magnificenza in tal senso, ma rimaniamo nella vita quotidiana, dove per soffitti intendiamo quelli degli ambienti semplici che da comuni mortali frequentiamo nella nostra modesta vita.


Ecco, allora, due giovani artiste che hanno avuto la brillante idea di considerare quanto sopra detto per farne un'originale piéce d’auteur: la ville à l’ènvers, la città sottosopra. Succede così di entrare in un locale, una sera, per rilassarsi dopo l’ennesima giornata di crisi metropolitana, e scoprire che ad accogliere il nostro furtivo sguardo verso l’alto c’è un piccolo agglomerato di case appese a testa in giù. Una sull’altra scendono verso lo spettatore come per risucchiarlo nella propria irrealtà, dove le Regole frustranti di un progresso che ci annichilisce vengono stravolte da un design underground, fiabesco e surreale, dove tutto accade senza alcuna imposizione di logica: dai cunicoli dei tetti piovono pesci volanti, alberi e mongolfiere; alcune facciate si vestono di carta da parati anni ’70, perché prevale uno stile retrò che ci aiuta a sognare con più romanticismo. Così le tubature idrauliche finiscono nella vasca da bagno della nonna, mentre sul terrazzo un vecchio televisore scivola verso un etere rovesciato; c’è musica, ritagli di note ci parlano da fumetti che fuggono via dalle finestre; cactus, mucche, scimmie o uccelli si appoggiano sui cornicioni, un orsacchiotto si affaccia curioso alla finestra; anche la pioggia scende al contrario, se c’è una legge di gravità è capovolta anche questa; su un muro, da un manifesto, una bella ragazza ci scatta una foto per immortalare il nostro stupore: è Francesca Mariani che insieme a Chiara Luzi ha dato vita a un favoloso borgo carico di tutta la sapienza artistica di chi ha studiato illustrazione.
È un progetto originale, divertente, dove lo spettatore si immagina camminare sul muro rimpicciolendosi sempre di più per raggiungere la città della fantasia e della libertà. E riuscire, infine, a trovare un’altra prospettiva della vita.


Con l’installazione, opere individuali di Chiara e Francesca consentono di entrare anche dentro le stanze della loro creatività, dove, per altro, si incontra una gradita ospite: Claudia Ottaviani, altra promessa dell’arte romana. La tattoo artist, che ha scavalcato i confini di quella tecnica per sperimentare su carta quanto appreso sulla pelle, ci racconta storie di romantiche borderline. Si resta nel tema dell’illustrazione con le sue figure cariche di colori brillanti, tatuate sulle braccia e sulle gambe pallide, un po’ aliene un po’ creature fantastiche. Simboli e parole, fiori e animali, corone o chiome principesche, quel terzo occhio che ricorre spesso per aprire la mente dell’osservatore, così Claudia contribuisce a svelate il senso dell’arte che sempre traduce i sogni e le aspirazioni dell’individuo, oltre ogni limite imposto dalla vita reale.

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