martedì 27 marzo 2012

Metaphisicamen-te di Mauro Sgarbi




Metaphisicamen-te di Mauro Sgarbi a cura di Togaci

Dal 4 al 19 aprile 2012 in mostra all'Hulahoop Club, in via De Magistris 91/93 Roma,  la personale di Mauro Sgarbi. Un viaggio nei mondi surreali dell'artista, tra il fiabesco e la disincantata visione antropomorfica di una natura primordiale. Live painting Lee Sergic con musiche di Daghn.



Testo di Camilla Cossu

Primordiale è l'aggettivo che descrive ciò che è indescrivibile. La differenza tra astratto e palpabile è pura elucubrazione, un macchinoso marchingegno umano usato dalla mente come difesa dall'attacco inconscio di forme che esistono senza giustificazione alcuna. Queste sono collettive e personali al tempo stesso e posseggono un valore capace di parlare a chiunque si ponga in ascolto, a chi voglia offrire al proprio sguardo la visione ottimista di un luogo che si ritrova senza fatica, tra brillanti colline e cieli luminescenti. 


I rami delle creature antropomorfe a cui Lee Sergic dà vita si stagliano verso l'alto, comunicano la volontà di colloquiare con l'infinito e perdersi dentro un panorama gustosamente fiabesco. L'orizzonte possiede la vacuità di una finestra aperta su un mondo parallelo che tutto provoca, fuorchè spavento. Si amplifica la sensazione che esista sempre una nuova creatura ed una nuova creazione fantastica al di là di ogni dettaglio dipinto sulla tela, posto lì a suggerire agli umani di oltrepassare la siepe terrena per recuperare il disincanto ormai perduto. Il ruolo creativo dell'artista sembra quasi coincidere con l'invocazione universale alla creazione della natura, dal tratto volutamente ambiguo ed intriso di speranza pacifica. I panorami definiti dagli strati di colore slittano tra campiture erbose ed abitazioni fuori portata, mentre gli elementi naturali più noti sono generati dall'incontro fra geometrie ludiche. 


Nelle opere di Lee Sergic c'è il sapore di una rara ed arcaica tenerezza, vi si legge l'invito a camminare all'interno di scenari mentali che si definiscono per essere a loro riqualificati. Questi sono portatori di simboli di un passato che si vuole fare eterno presente e travalicare il limite del pensiero umano, superare la siepe della "ragione" per confondersi, con serena partecipazione, tra le pieghe dell'essenza delle "cose".

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