giovedì 19 aprile 2012

Trasparenze



Martedì 24 aprile 2012, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Franca Bernardi Trasparente, curata da Loredana Rea.
L’esposizione rimarrà aperta fino all’11 maggio, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

La mostra, è il quarto appuntamento di Molto rumore per nulla, ciclo di approfondimento, ideato dal critico Loredana Rea con l’intento di riflettere sul ruolo dell’arte. Mai come in questi ultimi mesi, proprio mentre mutano profondamente i rapporti tra esperienze artistiche, pubblico e mercato, ci si interroga con nuovo vigore sul suo valore, sul suo campo d’azione e la sua funzione in una società fondata sulla contraddittoria necessità di apparire in conformità ai criteri imposti da pochi, al punto che sempre più spesso il dover essere è sempre più importante dell’essere.

Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artisti – Franca Bernardi, Stefano Giovannone, Maria Pia Daidone, Patrizia Molinari, Gabriella Di Trani, Paolo Gobbi – differenti per formazione e scelte operative, si confrontano per evidenziare l’importanza di una pratica di continuo e ricercato sconfinamento, strettamente connessa alle metodologie di lavoro e agli strumenti di espressione. Quello proposto è dunque un percorso caratterizzato da un’articolazione complessa, con il proposito di offrire al pubblico un’ipotesi di lettura capace di lasciare emergere una sintesi tra modalità esecutive ed esiti formali maturati in ambienti culturali diversi, senza però proporre uno schema concettuale, inevitabilmente inadeguato per contenere non solo le singole problematicità degli assunti, ma anche la molteplicità formale dei risultati.

Per Fuori Centro Franca Bernardi ha realizzato un’installazione in bilico tra effimero e monumentalità: un muro trasparente attraversa trasversalmente lo spazio espositivo, a creare un gioco sapiente tra pieno e vuoto, luci e ombre, fragilità e stabilità. È formato da 350 scatole di pvc, che custodiscono tracce pittoriche ora leggere ora più vigorose, per lasciar emergere l’intensità del sentire, intrinseca all’esperienza del quotidiano, e delineare percorsi in cui convivono intimità e volontà di condivisione.

L’artista ha utilizzato materiali plastici, non solo come contenitore, ma anche come supporto su cui ha dipinto con tinte opache o metalliche trame vibranti, capaci di accentuare la possibilità di una molteplicità visiva. Quella che Franca Bernardi propone è infatti un’architettura emotiva, in cui segni pittorici non solo interagiscono con lo spazio, ma esaltano le geometrie, i volumi, le forze che in esso coesistono.

L’intento è rovesciare gli abituali sistemi percettivi, bloccando i meccanismi della prevedibilità e delle certezze. Il risultato è vibrante, intenso, a tratti poetico.

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