giovedì 3 maggio 2012

Contemporary Australian Aboriginal Art



Area 35
Galleria d’Arte Contemporanea
Via Vigevano 35, Milano 20144
Sung Hee Bramani Araldi 348 4450125
Giacomo Marco Valerio 339 391689
www.area35artfactory.com

ABN 44 150 995 378
PO Box 45 Orroroo SA 5431
(Australia) +61 429 357 274
(Italy) +39 348 4552715
ninbella.art@gmail.com
www.ninbella.com

Milano 10 - 19 Maggio 2012 dalle 10:00 alle 19:00

Inaugurazione : 10 maggio ore 18.00 presso AREA 35 – Galleria d’Arte Contemporanea – Via
Vigevano 35 – 20144 Milano.

AREA35artfactory, in collaborazione con Ninbella ha il grande piacere di presentarvi lavori unici ed ineditidegli Aborigeni Australiani. Ninbella rappresenta Artisti Aborigeni principalmente da “Utopia”, una grande comunità Aborigena che abita nel deserto dell’Australia centrale, nonchè luogo di nascita di alcuni degli artisti Aborigeni più importanti del movimento “Contemporary Australian Aboriginal Art”.

Ninbella rappresenta anche Artisti Aborigeni nella vicinanza di Utopia, offrendo così una selezione di diversi stili proveniente dalle Eastern Desert, Western Desert and Central Desert.

Utopia è stata a lungo associata a questo movimento, che ora è riconosciuto come uno di più grandi
movimenti estetici del 21esimo secolo. L’arte Aborigena di Utopia e I suoi artisti, oggi seguono la tradizione della loro più famosa artista Emily Kame Kngwarreye che ha aperto la strada ad uno stile moderno e astratto riferito all’ “Awely” (Women’s Ceremony/Business) e rappresentata in un lavoro di raffinata finezza.

“Awely” si riferisce al mondo cerimoniale delle donne, alle strutture sociali e alle loro espressioni
rituali. Le donne artiste dominano questa comunità mantenendo il loro ruolo tradizionale e cerimoniale di raccoglitori di cibo omaggiato nelle loro opere d’arte, per raccontare le “Dreaming” per mantenere la legge, i costumi e la conoscenza rituale, assicurando la sopravvivenza e il legame con la propria terra.
Il “Dreaming” (storie della creazione) - sta al cuore di capire l’arte aborigena.

Gli Aborigeni Australiani hanno da sempre interpretato il “Dreaming” come il centro della loro “religione” e vita.

I “Dreaming” è stato tramandato da generazione in generazione e dipinte secondo strette regole totemiche
e tribali. Le tribù “Anmatyerre e Alyawarre” vivono sulle loro terre tradizionali, e sono considerati tra i primi abitanti dell’ Australia, stanziati in questa regione da circa 60,000 anni.

1978: le donne di Utopia iniziarono a dedicarsi alla pittura “batik” come mezzo per assicurarsi una fonte di guadagno. Il coordinatore di questo primo movimento e stato Rodney Gooch. Sotto la guida esperta di Gooch e la Central Australian Aboriginal Media Association I batik sono stati un grande successo, mostrando una crudezza e una vitalità mai viste prima. Anche Geoffrey Robert Bardon (1940-2003), insegnante d’arte del Dipartimento di Educazione Australiano, è stato determinante nello svillupo dell’art movement e nel portare l’arte Aborigena Australiana all’attenzione del mondo.Nel 1988-1989: con l’incoraggiamento di Lindsay Bird Mpetyane, un Aborigeno anziano, molto stimato e unico partecipante
maschile, le donne sono passate alla produzione di tele di piccole dimensioni con pittura acrilica, dal tratto ancora più distintivo rispetto al batik. Un certo numero di artisti ha così iniziato a produrre un’ arte totalmente diversa per senso del colore, creatività e ingegno, tale da stupire tutti.

L’arte di Utopia era veramente emersa. Emily Kame Kngwarreye è stata la prima artista di Utopia ad
ottenere un grande successo internazionale, con le sue pennellate riccamente stratificate e composizioni
astratte. L’arte segue storie tradizionali del “Dreaming” (Dreaming è una traduzione imprecisa in Inglese, della parola Aborigena dalla tribu Warlpiri, “Jukurrpa”, che descrive origini e percorsi degli esseri ancestrali sulla terra e identifica i luoghi sacri in cui risiedono gli spiriti). A differenza dell’arte nelle regioni adiacenti le storie degli artisti di Utopia non sono rappresentate in senso iconico o figurato ma più in senso spaziale e tri-dimensionale. A volte “tutta la storia” e rappresentata e altre volte gli artisti possono concentrasi su un “solo elemento”.

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