giovedì 21 giugno 2012

Io sottraggo a Striano




La violenza non si dimentica. 
Bisogna ricrearla per sbarazzarsene” 


[Louise Bourgeois]

Donne che si sfondano di cibo
 e vomitano infilandosi due dita in gola,
al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare.
Donne che si sfondano di cibo
 e non vomitano, creando –  con un corpo in dilatazione –  barriere con le quali
difendersi dal mondo e da una dimensione dell'affettività, che genera in loro
inadeguatezza e panico.
Donne che non mangiano
per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza,
quale alto dominio sono capaci di esercitare su sé stesse e sui propri appetiti.
Autocontrollo, perdita patologica di controllo.
Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.
Desolazione del corpo, desolazione del cuore.
Donne che si riempiono di cibo.
Donne che si svuotano di sé.
Perché il dolore che le fa agire rigidamente e pulsionalmente,
è in verità un dolore  profondissimo.
Perché è di una rabbia ancestrale e di un’assenza remota, che si tratta.
Non di semplice fame.

Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità. Mali dell’anima, prima che del corpo.
Mali di un amore mai o mal vissuto. Mali di un amore forse mai ricevuto.
Mali di un amore che non ha nutrito. E che ci ha rese presentificazioni della sua assenza.
Un amore rotto, crepato, sbriciolato.
Come uno specchio, o come un pezzo di pane.
Un amore perduto prima di essere trovato.
Un amore scarno. Un amore violato.
Un amore abusato, come quel corpo che non sappiamo “indossare”.
Come quel corpo al quale non sappiamo dare tregua.
Abbuffarsi per sentirsi ancora sazie di quel vuoto.
Edificare, in luogo di quell’assenza, un’ideale. Una bugia.
Una parvenza che sappia dissimulare la pochezza.
Uno scudo, per le nostre ferite ancora aperte.
Una fortezza, perché nessuno possa attaccarci ancora.

Indossare l’ideale di un corpo impeccabile diventa l’unica salvezza.
Una salvezza da pagare a caro prezzo…
Un corpo  inappuntabile, ineccepibile, insostanziale, invisibile e indicibile.
Un corpo perfetto.
Un corpo in frantumi.
Frantumi di un amore sbriciolato, assemblati da un’illusoria caparbietà.
A costo della vita, svuotarsi da ogni dolore. Essenzializzarsi. Fino quasi a non “pesare”.
 E i tacchi a spillo si fanno piedistallo di un’assenza.

Alta, eterea, inarrivabile.
Ormai non potete più toccarmi.
Presto non sarò quasi più.
Ma questo mi fa sentire salva.
Dispercepisco me stessa e distorco la realtà
Su questi tacchi me ne sto, per sentirmi vincente.
Per rendere più convincente questa messa in scena.
Per essere distante.
Per evitare ogni contatto.
Perché nessuno tocchi ancora  le mie  piaghe.

La perfezione è una maschera. Il perfezionismo, una prigione.
L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene.
La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina.
Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. L’architettura futuristica del sintomo è una città svettante,
che sale verso un ideale di emancipazione dall’amore e dalla sua mancanza.
Una scultura di Giacometti cammina nella città di Sant’Elia.
E tutto questo per  restare a galla.
È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo.
È la paura di quel vuoto d’amore, che ci spinge a riempirlo di altro…
È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci ad esso.

Anoressia, Bulimia, Binge Eating, e Obesità sono espedienti autodistruttivi,
ricercati per sopravvivere a tutto il resto.
Per tentare di governare quel vuoto.
Per provare a non sprofondare.
Presto, però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.
Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina.
Cibo non più cibo.

Presto o tardi, però, l’impalcatura crolla.
Scendi dai tuoi tacchi a spillo con le ossa che sporgono e le dita violacee,
e se hai ancora un briciolo di forza, provi a rompere i silenzio.
Rimetti  le parole al posto del cibo.
E questo è il primo passo salvifico.
Tutto il resto è un lungo, faticoso cammino individuale, necessario per tornare a riappropriarti della tua vita, dei tuoi sogni, del tuo corpo, dei tuoi appetiti.

IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere,
di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire.
IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità.
IO SOTTRAGGO combatte l’omertà.
IO SOTTRAGGO è un’azione che crea e ricrea l'ingranaggio patologico,
rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche.
Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra,
va rivissuta, per potercene sbarazzare.


IO SOTTRAGGO.
LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.
MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)
In collaborazione con Centro Culturale Arianna.

Live Performance: Sabato 7 Luglio 2012, ore 18.30
Mostra diari, foto e video:  dal 7  al 21 Luglio
Ingresso libero.
Info-press:
Tel. 081 8276261  /  081 943453    ----  Mobil Phone:  339 8835735 / 339 7547717
Mail: giovanni.boccia@email.it /  info@lorenzobasile.org/ iosottraggoperformance@gmail.com
Official Web Site: www.iosottraggo.it

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